Storia del blu

Pierre Tal Coat, Comme si en marche (acquaforte e acquatinta, 1980).

Le bleu ne fait pas de bruit.

C’est une couleur timide, sans arrière-pensée, présage, ni projet, qui ne se jette pas brusquement sur le regard comme le jaune ou le rouge, mais qui l’attire à soi, l’apprivoise peu à peu, le laisse venir sans le presser, de sorte qu’en elle il s’enfonce et se noie sans se rendre compte de rien.

Indéfiniment, le bleu s’évade.

Ce n’est pas, à vrai dire, une couleur. Plutôt une tonalité, un climat, une résonance spéciale de l’air. Un empilement de clarté, une teinte qui naît du vide ajouté au vide, aussi changeante et transparente dans la tête de l’homme que dans les cieux.

L’air que nous respirons, l’apparence de vide sur laquelle remuent nos figures, l’espace que nous traversons n’est rien d’autre que ce bleu terrestre, invisible tant il est proche et fait corps avec nous, habillant nos gestes et nos voix. Présent jusque dans la chambre, tous volets tirés et toutes lampes éteintes, insensible vêtement de notre vie.

Il blu non fa rumore.

È un colore timido, privo di secondi fini, di presagi e di progetti, che non si precipita, brusco,  addosso allo sguardo come fanno il giallo o il rosso, ma che l’attrae, lo calma piano piano, lo lascia giungere a sé senza fargli fretta, così ch’egli si sprofonda in lui e vi s’annega senza rendersi conto di nulla.

All’infinito, il blu evade.

Non è, a dire il vero, un colore. Sì una tonalità, un clima, una risonanza speciale dell’aria. Un accatastarsi di chiarore, una tinta che scaturisce dal vuoto aggiunto al vuoto, cangiante e trasparente nella mente degli esseri umani così come nei cieli.

L’aria che respiriamo, l’apparente vuoto sul quale si muovono le nostre figure, lo spazio che traversiamo non è nient’altro che questo blu terrestre, invisibile tant’è vicino e fa tutt’uno con noi, rivestendo i nostri gesti e le nostre voci. Presente fino in camera, chiusi tutti i tendaggi e spente tutte le lampade, impercettibile abito della nostra vita. (Traduzione mia,  A. D.)

Jean-Michel Maulpoix, Une histoire de bleu, Mercure de France, Paris 1993.

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