Scritto 46

Pierre Tal Coat, Comme si en marche (acquaforte e acquatinta, 1980).
Pierre Tal Coat: Comme si en marche (acquaforte e acquatinta, 1980).

«L’uomo è centauro, groviglio di carne e di mente, di alito divino e di polvere» Primo Levi in Argon (Il sistema periodico – Einaudi, Torino 1975).

Intorno al 1967 Primo Levi realizza, in filo di rame, una figurina che rappresenta un centauro; lo scrittore non è nuovo a lavori consistenti in piccole sculture in filo di rame cui dà vita per tenerle con sé o per regalarle agli amici e ammirevole è quel rendersi visibile della figura immaginata in nodi e in curvature e in addensamenti che le mani, abili facitrici, governano e stabiliscono.
Ora viene il Centauro di Primo Levi ad accamparsi sull’orizzonte di questo scritto che nel suo farsi possiede anch’esso nodi e curvature e distensioni, ma dei caratteri alfabetici, fili d’inchiostro (o di pixel) non meno difficili da lavorare dei fili di rame che, aerei e calvinianamente leggeri, danno a vedere il pensiero mentre pensa sé stesso.
Cavalca il Centauro di Primo Levi nel paesaggio del testo e il testo è, nel suo farsi, paesaggio aperto e ancora brullo, affine, mi piace immaginare, a quello che Piero di Cosimo dipinge nelle sue allegorie dell’umanità primitiva: primi abbozzi di strutture che saranno edifici, un fuoco attorno al quale lavorano un vasaio e un fabbro, esseri umani di diverse età, una mansueta giraffa, un affabile cavaliere, l’azzurrità in lontananza – è così che ogni testo è un nuovo inizio, un ricominciare dall’origine del fare e del dire e uno spingersi oltre, un fare il nostro passato nostro futuro.
Ed ecco: il Centauro di Primo Levi, consapevole della propria terrestrità di corpomente, intesse sé stesso e a sua volta intesse in forma di sottilissimi fili di-rame-e-di-pensiero questo paesaggio di scrittura: vi transitano il sapiente Chirone e anche il Centauro di Sandro Botticelli («La Firenze nuova Atene, Firenze-Athena, Firenze tutta fiorita, Firenze-Flora, emblema della stessa civilitas, doma la violenza centaurica» Massimo Cacciari, La mente inquieta. Saggio sull’Umanesimo, Einaudi, Torino 2019), i Centauri in realtà mutanti in seguito alla catastrofe nucleare descritti da Arno Schmidt nella sua Gelehrtenrepublik e i Centauri in lotta con i Lapiti di Piero di Cosimo… Dovrà nascere pace e civiltà da questa dialettica, pur spesso inquieta e irrequieta, tra bestialità e umanità, tra istinto ferino e lento, difficoltoso venire alla luce della razionalità.

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