Taci, anima stanca

Camillo Sbarbaro

Taci, anima stanca di godere
e di soffrire – all’uno, all’altro vai
rassegnata –
Ascolto e mi giunge una tua voce.
Non di rimpianto per la miserabile
giovinezza, non d’ira o di rivolta
e neppure di tedio.
…………………..Ammutolita
giaci col corpo in una disperata
indifferenza.
……………Non ci stupiremmo,
non è vero, mia anima, se adesso
il cuore s’arrestasse, se sospeso
ci fosse il fiato…
………………..Invece camminiamo.
E gli alberi son alberi, le case
sono case, le donne
che passano son donne e tutto è quello
che è – quello che è.

La vicenda di gioia e di dolore
non ci tocca. Perduto ha la voce
la sirena del mondo e il mondo è un grande
deserto.
…………………Nel deserto
io guardo con asciutti occhi me stesso.

 

*

 

Still, Seele lebens- und leidensmüde
– du schickst dich ins eine,
ins andere –
Ich lausche, und eine deiner Stimmen kommt zu mir.
Keine Sehnsucht nach der elenden
Jugend, kein Zorn, kein Aufbegehren
und nicht einmal Überdruss.
……………………………Verstummt
ruhst du mit dem Leib in einer verzweifelten
Gleichgültigkeit.
……………….Wir wunderten uns kaum,
nicht wahr, meine Seele, wenn jetzt das Herz
still stünde, uns der Atem
stockte…
…………Stattdessen laufen wir immer weiter.
Und die Bäume sind Bäume, die Häuser
sind Häuser, die Frauen
die vorübergehen sind Frauen und alles ist
was es ist – was es ist.

Das Ereignis von Freude und Leid
berührt uns nicht. Die Weltsirene hat ihre Stimme
verloren, und die Welt ist eine große
Wüste.
…………………..In der Wüste
erblicke ich mit trockenen Augen mich selbst.

 

__________________________
A undici anni da quella che è stata, e rimane, la prima traduzione in assoluto in lingua tedesca del capolavoro di Camillo Sbarbaro, Stefanie Golisch ci regala una nuova versione di Pianissimo, frutto di un lungo lavoro di studio e di rivisitazione dei testi. L’opera sarà pubblicata integralmente in un prossimo “Quaderno di Traduzioni“.

3 pensieri riguardo “Taci, anima stanca”

  1. “La Dimora del Tempo sospeso” continua a voler “stare tra le lingue”; la traduzione (la “trasduzione” come dice Francesco Marotta), il muoversi tra le lingue, da una lingua all’altra, da una lingua dentro l’altra danno vita a una vera e propria scrittura sempre feconda e in costante divenire, sempre dialogante, aperta e luminosa e che ha come proprio spazio il tempo.
    Misurarsi con “Pianissimo” è una vera e propria impresa, un modo coraggioso e generoso per cercare, trovare, mettere in atto la poesia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.