Tentata vicinanza

Presentiamo la Postfazione di Stefanie Golisch al volume, da lei stessa curato e tradotto, che raccoglie le lettere scritte da Cristina Campo a Alejandra Pizarnik in un arco di tempo che copre gli anni dal 1963 al 1970. L’opera sarà pubblicata integralmente nella “Biblioteca di RebStein”. Buona lettura. (fm)

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Pierre Tal Coat, Comme si en marche (acquaforte e acquatinta, 1980).
Pierre Tal Coat: Comme si en marche (acquaforte e acquatinta, 1980).

Quando Luigi Nono ebbe letto sul muro di un convento francescano toledano la frase «Caminantes, no hay caminos, hay que caminar» ne fu così folgorato che vi riconobbe il proprio stesso atteggiamento artistico ed esistenziale e ne trasse il titolo della sua opera del 1986-1987 per la quale scelse, anche, i versi iniziali del De causa, principio et uno di Giordano Bruno – “viandante attraverso l’infinito” annotava con ammirazione Nono a proposito del Nolano (e, tra i versi scelti dal compositore, riporto questi: «Errantes stellae, spectate procedere in orbem / Me geminum, si vos hoc reserastis iter»).
È l’andare il senso e il valore dell’esistere, l’erranza in una Toledo interiore che, accogliendo qui suggestioni provenienti da altri appunti di Luigi Nono sulla medesima opera, si fa El Andaluz, regione di tre civiltà, che si connette a Venezia, altra soglia tra Occidente e Oriente.

«L’oreille intérieure l’oreille de l’immagination c’est l’etoile polaire du compositeur» / L’orecchio interiore l’orecchio dell’immaginazione è la stella polare del compositore (E. Varèse, Liberté pour la musique, 1939) continua ad annotare Nono: lo stesso vale per chi scrive.