Passo d’addio

Cristina Campo

Ora non resta che vegliare sola
col salmista, coi vecchi di Colono;
il mento in mano alla tavola nuda
vegliare sola: come da bambina
col califfo e il visir per le vie di Bassora.

Non resta che protendere la mano
tutta quanta la notte; e divezzare
l’attesa dalla sua consolazione,
seno antico che non ha più latte.

Vivere finalmente quelle vie
– dedalo di falò, spezie, sospiri
da manti di smeraldo ventilato –
col mendicante livido, acquattato

tra gli orli di una ferita.

 

*

 

Nun heißt es einsam wachen
mit dem Psalmisten, den Alten von Kolonos;
das Kinn in der Hand am nackten Tisch,
einsam wachen: wie ein Kind
mit dem Kalifen und dem Visier in den Straßen von Basra.

Die Hand weit ausgestreckt,
die ganze lange Nacht; und das Warten vom
Trost entwöhnen,
uralte Brust, der die Milch versiegt ist.

Endlich hinaus auf die Straße laufen
– Labyrinthe der Scheiterhaufen, Gewürze, Seufzer
in luftigen Smaragdmänteln –
gemeinsam mit jenem bleichen Bettler, der sich

an den Rändern einer Wunde duckt.

 

__________________________
A dieci anni dalla prima traduzione in lingua tedesca delle “Poesie” di Cristina Campo, Stefanie Golisch ci regala una nuova versione di quei testi preceduta da un’attenta Prefazione. L’opera sarà ripubblicata integralmente in un prossimo “Quaderno di Traduzioni“.

3 pensieri riguardo “Passo d’addio”

  1. Cristina Campo! Grazie amici miei! nella tigre assenza lei tradutricce degli americani, sconvolta dal scrivere troppo, di suo, carteggiando in malversazione così dicono i diari con la Pizarnik… una donna bellissima bloccata da un infarto – x età nn l’ho conosciuta o forse nn l’avrei conosciuta ugualmente ma Roberto Carifi mi ha raccontato che era una donna di una civiltà estrema, di una fragilità etnica! ‘bizantina “imperdonabile”‘, noi tutti ti amiamo, sarebbe impossibile l’incontrario –
    ovviamente riposi in pace Cristina Campo che neanche era il tuo vero nome che nn ricordo ma nn era un ‘nome d’arte’ ma il nome di una tua compagna di scuola uccisa da una bomba.

  2. Ardua sfida quella di tradurre la poesia di Cristina Campo in tedesco; il delicatissimo ritmo del testo in italiano viene suggerito benissimo, mi accorgo, nella traduzione e davvero la voce della poetessa sembra, anche in tedesco, provenire da distanze che, “sospendendo” il tempo della quotidianità, fanno baluginare per qualche attimo il sogno, umanissimo, d’infinito.

  3. In vera verità, le poesie della Campo sono intraducibile. Io ho provato lo stesso. Ho un debole per le imprese impossibili….allegria di naufragi….
    Un grande DANKE a Francesco che nella sua dimora possano essere trovate da chi le cerca….( e, forse, anche da chi non le cerca….
    S.G.

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