Memoria dell’oggi: Dario Bellezza

 

 

 

Dario Bellezza
(Roma, 5. 9. 1944 – 31. 3. 1996)

 

 

 

Ma non saprai giammai perché sorrido.
Perché fui il pedante Amleto
della più consolatrice borghesia.
Perché non ho combattuto il Leviatano
Stato che vuole tutto inghiottire
nella macchinosa congerie
della sua burocrazia inesorabile.
Ora mi nascono le unghie come ai morti.

da Invettive e licenze (1971)

Andanze (brevi studi per Pierre Tal Coat/7)

Le réel c’est toujours ce qu’on n’attendait pas … le «Ah!» des choses à même le cri de l’homme s’il est poète, à même son geste s’il est peintre. Car si la réalité est imprévisible, son irruption n’a de sens que dans l’espace d’un acte humain.

Henri Maldiney in Regard Parole Espace (Éditions L’Âge d’Homme, Lausanne 1973 et 1974, p. 23)

[…]

C’était dans l’atelier de Tal-Coat. Le soir tombait. Mais de l’une à l’autre des toiles disposées, la lumière enfouie se pressait à la surface. Dehors? Dedans? La profondeur montait des profondeurs. Et ça et là une toile grise, irradiant, dans l’aigu, des opalescences de silex, rayonnait d’étendue (p. 117).

Come potrò dire meglio e più compiutamente del filosofo e dell’amico, del sodale che ha condiviso letture, escursioni, riflessioni?

Tacere, invece – e ascoltare. Certamente guardare.

Sonnets, 13

…………….Peter Russell

…………………………………………Tratto da:
………………………………….This is not my hour
……………Edizioni del Foglio Clandestino, 2018

La guasta landa qui sempre pronta a parlarmi:
le malerbe il lunario, sì che non servano
almanacchi e orologi, per saper come volge
stagione, o i giorni propizi per cercar la rosa da siepe,
o piantare il porro dal grato sentore. Gastra, chiamano
queste barbare alture. È vero: Castra, sarebbe stato
fuorviante. Terre Gaste, direi. Senza una pastura,
una villa, lo squallore della rocca

che sovrasta olivi scheletrici e viti prostrate –
ciò ch’era un tempo coltura ora è un lotto selvaggio,
covo di cinghiali e di puzzole e talpe,
porcospini in scorribanda notturna,
e il falcone nel torvo assemblaggio di nubi:
che felice metafora, per l’anima intatta.

…………………..__________________________
Un’ampia scelta di testi da This is not my hour di Peter Russell, con traduzione, note e uno studio critico di Raffaello Bisso, sarà pubblicata in “Quaderni di Traduzioni“, LXVI, marzo 2021. La Dimora del Tempo Sospeso ringrazia l’editore, Gilberto Gavioli, per la gentile e preziosa concessione.
Invito i lettori di RebStein a procurarsi il libro di questo autentico maestro sconosciuto della poesia del secondo Novecento; un modo, oltretutto, per sostenere la piccola editoria indipendente di qualità e per permetterle di continuare a esistere e a operare.

Diario di balbuzie

………..Marina Pizzi

Avvelenata dal tempo la poesia
avvento sia la lapide
il desco nero della solitudine.
Sia cometa la condanna a morte
docile meta abbracciare l’angelo
l’angolo vile della casa trita.
Sunto di paradiso i polsi
ebete tondo essere vissuto
polvere e lacrime di minestra nera.
Col velo su la faccia di marmo
la madre spirata sembra giovane.

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……………………………………..Diario di Balbuzie di Marina Pizzi
………………………………sarà pubblicato in “Quaderni di RebStein“,
…………………………………………….Vol. LXXXII, marzo 2021.

Per Mario Benedetti

…………Mario Benedetti 
…..(9. 11. 1955 – 27. 3. 2020)

…………Da Pitture nere su carta
……………………………………..(2008)

Dalla notte il mattino la notte,
pantaloni verdi, pantaloni blu,
il nero, l’azzurro, il ramato, tutto.

Perché non è più qui una parola.
Sono case i mari, le strade,
e strade e mari, le case.

La pietra affonda senza corda intorno al collo.
Affiorano a cerchi le parole sulle sue labbra.
Ma non importa, non importa.

Qualche vocale, lungo il viso bianco,
e nero, di capelli, la sua luce.
Affossata su un fianco. Accucciata.

Dietro di te, e davanti, oltre, non c’è niente.

La Musa Fedele

Le muse di Sanguineti sono personaggi innumerevoli, vari ed eventuali. La Musa del Chierico Rosso è la realtà stessa, che è sempre sorretta dall’ideologia comunista. E il comunismo ha la sua allegoria vivente nella memoria di Sanguineti: «si chiamava Fedele».

…………(Cliccando sull’immagine si può leggere
……………..e scaricare liberamente l’e-book)

Scritto 58

Ogni scrittore è il sindaco di Riva che accoglie il cacciatore Gracco. La banchina dell’imbarcadero protesa nelle acque del lago, la stanza del colloquio, il fianco della montagna (tutto sotto giurisdizione sindacale) sono luoghi e margini del testo deputati a ospitare colui che non riesce a trovare il sentiero per l’Ade.
Il volatile notturno che annuncia al sindaco l’arrivo del cacciatore Gracco apre l’accesso a Riva, al mattino il sindaco accoglierà l’ospite, se ne farà narrare la storia (narrata, dunque, la scrittura a chi scrive?) che è quella di tutti i precipitati nella morte lungo le sanguinose fenditure della storia, orribili scoscendimenti che hanno forma di forno crematorio, di barcone naufragato, di altoforno cancerogeno.

Canzonacce

…………Giorgio Galli

Le strade del mondo

Chiunque Tu sia, Adonai
E ovunque il Tuo letto di morte
Guardaci sporchi di sabbia
Il sole ci cuoce addosso la pioggia

Qualunque strada, o Lord
Qualunque polveriera
Ci conduce allo stesso posto

A tappe forzate, in catene
Ci conduce allo stesso posto
Ho messo calce sui muri d’Europa
Ho riparato i tubi
Degli acquedotti dei secoli
Ho marciato sotto Atatürk, Berija, Assurbanipal

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Il tuo primo inverno

…………..Yves Bergeret

……..Il tuo primo inverno
……..(Ton premier hiver)

Verso la fine del tuo primo inverno
appoggiandoti al cesto di vimini che spingi davanti a te
cominci a muoverti in piedi da solo.

Il cesto è lieto di sentire la tua forza.
Scivola sul pavimento.
Scivola come una lunga canzone sul mare.

Tu e il cesto fate andare la vostra lunga canzone.
Essa risveglia il pavimento e la terra del giardino
che l’inverno aveva assopiti affinché recuperassero energie.

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Scritto 57

[…]
and Morandi threw what looks like a stone
into one of his bottles, thus painting
the secret of life exposed.
Mary Ruefle, Lillian (vv. 19-21) in Dunce, Wave Books, Seattle 2019

Cominciare, dunque, da un paradosso: il segreto (quel ch’è nascosto, separato e tenuto da parte) della vita esposta (posta fuori) è e non è, contemporaneamente, sotto gli occhi di chi guarda: e il silenzio degli Stillleben morandiani attrae fortemente la scrittura, la pone innanzi alla presenza interrogante e salutare dell’enigma. E del silenzio.

[…] Morandi,
who lived in his mother’s apartment and painted
bottles far into the night.
(ibidem, vv. 12-14)

Dipingere in un appartamento silenzioso fin nel cuore della notte: quel sasso è forse la parola che cerca il ventre fondo e accogliente della bottiglia-recipiente? ma in quale delle bottiglie si trova?
E lo sguardo, c’è lo sguardo che immagina sé stesso vagolare tra quelle bottiglie, scatole, vasi, immergersi tra di loro come s’aggirasse in una città di torri e campanili (ogni natura morta una Bologna frattale, un riposizionamento dei volumi di San Domenico, un ripensare le distanze tra Via Fondazza e l’Accademia). Continua a leggere Scritto 57

The map on my fingertips: su “La riproduzione dei profili” di rosmarie waldrop

Eduardo Chillida: Gravitación. Elogio del agua, 1987.

Nella collana Le Meteore di Finis Terrae (marchio quest’ultimo dell’Editrice Ibis) compare un altro libro di eccezionale valore: La riproduzione dei profili di Rosmarie Waldrop (Como-Pavia 2020) curato e tradotto da Maristella Bonomo.
Voglio soffermarmi, dapprima, proprio su quest’atto di curare e tradurre un libro: è caratteristica della collana che «lo sguardo [sia] rivolto al di fuori dei confini italiani. Si pubblicano raccolte di autori stranieri, viventi e non, che non siano ancora o non siano da tempo presenti sul mercato italiano. Le traduzioni vengono “regalate” alla collana dai traduttori che propongono di volta in volta i libri e se ne fanno carico» – così si legge nella presentazione della collana in fondo al volume e, in effetti, Maristella Bonomo traduce (e scrive in chiusura una Nota di traduzione) con inappuntabile e appassionata professionalità e partecipazione sia intellettuale che emotiva, atteggiamento necessario per raccogliere la sfida di un’opera come questa. Continua a leggere The map on my fingertips: su “La riproduzione dei profili” di rosmarie waldrop

Ninabyron #1

NINABYRON is an aperiodic e-magazine, styled by AnimaeNoctis & Lotta di Classico. No directors, but only two coordinators: Silvia Marcantoni Taddei & Massimo Sannelli. The polymorphous mission is a post-Fluxus way of being “merely [heartily] players” on this earthly stage: nonbinary life, multimedialism/multiculturalism, bodily & gentle anarchy, proud avantgarde & something else, like outspoken Epicureanism. This magazine is a stable, because we think we are unstable animals (among the other animals). NINABYRON is the anagram of nonbinary. Vision, Ecstasy and download are free.

……….NINABYRON #1 (March 2021)