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SEMAISON: dispersion naturelle des graines d’une plante (Littré).

Continuare allora a coltivare il valore etico della dispersione: ricordarsi di essere anche pianta che disperde semi senza volere attendersi nulla in cambio – chissà dove essi cadranno, chissà se fruttificheranno.

Scrittura come disseminazione e sperpero naturale, perfetto contrario della borghese tendenza all’accumulo e al risparmio, alla finalità e al vantaggio.

Dispersione del tempo finalmente e felicemente affrancato dall’utile, sacra felicità della contemplazione e dell’inattività (ch’è attività sottratta al mercato del lavoro, alla schiavitù della produttività, all’oscena religione del profitto).

I tetti di Grignan accolgono la luce incipiente del mattino, c’è profumo di caminetti accesi nell’aria, s’avverte il fresco ch’è soglia tra l’inverno al suo termine e la primavera che s’annuncia.
Il barbagianni, amico della notte, ha, in tedesco, un nome bellissimo, femminile: Schleiereule, alla lettera “civetta del o dal velo” – in francese si chiama effraie e cela nel suo nome lo spavento.

(…)
Il y a en nous un si profond silence
qu’une comète
en route vers la nuit des filles de nos filles,
nous l’entendrions

Philippe Jaccottet, Leçons, 1969.

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