Tutti possiamo volare

………………………………………………Stefanie Golisch

…………….Tutti possiamo volare

………………….Dal mondo di Kafka

 

Un messaggio imperiale

L’imperatore sta morendo.
Eppure, ha lasciato un messaggio per te.
Come morendo? Ma l’imperatore è
immortale!
Sciocco. Nessun umano è immortale.
E quel messaggio?
Il messaggio è proprio per te!
Per me?
Sì. L’imperatore l’ha sussurrato all’orecchio
del messaggero e solo dopo averselo fatto
ripetere per tre volte, questo è partito. Ma
il nostro paese è grande e gli ostacoli sono molti…
E allora? Qual è il messaggio?
E quando arriverà da me?
Impaziente!
Siediti alla finestra e aspetta.
Aspetta.

 

Un artista del digiuno

La gente non si interessa
più della mia arte.
Credono io faccia l’artista del digiuno
perché mi piacciono gli applausi, credono
che dietro la mia arte si nasconda
qualcos’altro.

Ma la mia arte non ha segreti.
Sono un artista del digiuno.
Sono l’artista del digiuno.
Il più magro di tutti.

Non mangio mai.
Per vedere lo spettacolo della mia magrezza
la gente paga un biglietto.
Portano anche i bambini
che mi fanno un sacco di
domande.

Da quando faccio questo mestiere?
E mi piacciono i dolci?
E ho paura di morire?
E io rispondo:
Faccio questo mestiere da sempre.
Non mi piacciono i dolci.
E non ho paura di morire.

Vivo in una gabbia
e non dormo mai.
Questa è la mia vita.
Sono un artista del digiuno.
L’artista del digiuno.

La gente non si interessa più
della mia arte.
Sono cambiati i tempi.
Una volta mi esibivo nelle grandi piazze,
ora vivo in un circo e
la mia gabbia si trova tra quelle degli
animali.

Ma io non sono mai stato così bravo che
da quando mi hanno dimenticato o quasi
e presto avrò raggiunto il mio obbiettivo
ultimo:
sparire senza lasciare alcuna
traccia.
Tutto qui.

Il mio segreto?
Il segreto che tutti i bambini vogliono sapere?
Ve lo dico all’orecchio:

Sono diventato un artista del digiuno
perché non ho mai trovato un solo cibo che mi
piacesse veramente. Se l’avessi trovato,
sarei diventato come voi…

 

Relazione per un’accademia

Eccellenti signori dell’accademia,
eccomi qui davanti a voi: un miracolo
della scienza, la prova vivente che con
la buona volontà una scimmia
può sì diventare un uomo!

Come voi, eccellenti signori, come voi,
o quasi.
Ecco la mia storia:
Un tempo ero una scimmia libera.
Vivevo nei boschi, saltavo di albero
in albero e non mi preoccupavo del
domani.
Ero felice?
Forse ero felice,
ma a dire la verità non me lo ricordo o
forse semplicemente non sapevo
cosa fosse la felicità.
Oggi, che la scimmia in me è morta,
credo che tutte le scimmie siano felici
proprio perché non sanno che cosa sia
la felicità.

Provengo dalla Goldküste.
Sono stata catturata per essere
trasportata nelle vostre città:
per il divertimento dei vostri
bambini e lo spavento delle
vostre signore.
È bello poter ridere di una
scimmia.
Non costa nulla.

Ero diversa dai miei compagni.
Fin dall’inizio.
Ero ambiziosa.
Odiavo la mia gabbia.
Odiavo le banane che ci lanciavano
perché si pensa che le scimmie impazziscano
per le banane.
Io, invece, ero una scimmia molto seria.
Invece di rassegnarmi al mio destino,
cominciai ad osservare le mie guardie.
Era facile imitare i loro gesti.
Prima ho imparato a sputare.
Poi, a bere la grappa.
Imparavo in fretta.
Ero molto brava ed è così che è
cominciata la mia carriera
nel mondo dello spettacolo.
Uno scialle bianco avvolto sul collo
e un cilindro in testa – e voilà!

In tanti anni ho visto molte città e mi sono
abituata a molte cose.

Eccellenti signori dell’accademia,
credetemi: Sto dalla vostra parte!
È vero che sono nata scimmia ed è vero
che ora sono un uomo.
Senza pietà ho cacciato la scimmia
affinché potesse nascere l’uomo.
Applaudite quindi il più severo cacciatore delle
scimmie, l’unico al mondo che non conosce
solo una, ma due verità: quella della scienza
e quella delle pulci che sotto la mia camicia
bianchissima attendono pazientemente il
momento in cui, prima di coricarmi, comincio a sbottonarla…

 

Uomo con ali

Tra poco la guerra sarà finita,
il nemico sconfitto. Ci stiamo preparando
per prendere l’ultima città, cantando
a squarciagola.
Voglia di urla e sangue.
Saremo noi i nuovi padroni.
Avanziamo via per via,
casa per casa, ma non troviamo anima
viva e come possiamo colmare allora
la nostra voglia di uccidere?
Finalmente, nell’ultima casa, ci viene incontro
un vecchio con due tristi ali sulla schiena.
Senza dire una parola si ferma
davanti al nostro branco, guardandoci
diritto negli occhi.
Guardandomi diritto negli occhi.
Perché ci hai aspettato, gli chiedo,
perché non sei volato via, tu che hai le ali?
Non lo sai perché siamo venuti?
Impazienti d’uccidere attendiamo la sua risposta.

Le ali, risponde, servono per volare e per non
volare
.
Io sono vecchio e stanco di volare, ma se vuoi ti
ti dico una cosa:
Tutti gli uomini possono volare.
Anche tu.

Anche tu.

 

__________________________
I testi di Stefanie Golisch sono tratti da Tutti possiamo volare. Dal mondo di Kafka, opera trilingue di cui è già comparsa l’edizione inglese, All of us can fly. After Motifs of Franz Kafka (Culicidae Press, 2018) ed è di imminente uscita quella tedesca.
La versione italiana dell’opera sarà pubblicata integralmente in “Quaderni di RebStein”, LXXXI, marzo 2021.

5 pensieri riguardo “Tutti possiamo volare”

  1. Inesauribile Kafka (è bellissimo “vederlo” sotto una luce diversa dalla solita a conferma della fecondità della sua opera) e davvero originale ed efficace la proposta di Stefanie Golisch: stupenda (anche nel senso letterale) maniera di fare poesia.

  2. Grazie Francesco per questa presentazione.
    E’ una rielaborazione, un dialogo mio con Kafka, al quale ci tengo tantissimo e sono felicissima di saperla salva nella dimora del tempo sospeso…

  3. Grazie. Volevo sottrarre Kafka a questa pesantezza che lo circonda.
    Il suo biografo Rainer Stach – alla pari del biografato – sottolinea il senso dell’umorismo di Kafka, la sua sottile ironia – e non per ultimo auto-ironia…
    Un caro saluto

    Stefanie

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