4 pensieri riguardo “Quaderni di RebStein (LXXXI)”

  1. Negli anni ho sempre apprezzato Stefanie Golisch. Ho apprezzato i testi da lei proposti nelle sue traduzioni, il mondo al margine che mi faceva scoprire così come di lei ho anche ammirato sempre l’eleganza e la discrezione della sua presenza in rete, senza fronzoli, senza ingiustificati schiamazzi.
    Tagliente ma delicato, ironico e tragico è questo viaggio intimo nel mondo kafkiano in cui Stefanie ci lascia entrare dandoci l’esatta misura di quanto grande possa essere il desiderio di sfuggire alla propria solitudine ma quanto più forte è invece la nostalgia di ritornarci.

    Grazie
    lisa

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