Andanze (brevi studi per Pierre Tal Coat/6)

Pierre Tal Coat: Sans titre, acquerello, 1982.

I finestroni dell’atelier che lasciano filtrare il variare della luce cadenzano il tempo ciclico della visione.

La luce, iride di colori, non illumina le cose, è le cose – i colori per dire la luce non imiteranno, non descriveranno, non illustreranno: bruceranno nella loro verità di luce, s’annulleranno per dire meglio e più amorosa mente.

Roberto Grossatesta avrebbe riconosciuto questi luoghi del pensiero e della visione, anche se questa luce in quest’atelier dell’arte e del pensiero è supremamente terrestre.

E le fiamme di candela o di lume a olio di Georges de la Tour?

E la luce del Faro d’Islanda di Claudio Parmiggiani?

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