Il carro dei manichini

Giorgio Stella

D’avorio e d’oppio

 

I

Dove sono andati
Perduti i riccioli
Di mare
Come l’ombra
L’accoltella
Se l’ascolta

 

Un sasso in piena
Fragile masso da rete
Mentre la spugna
Lava il sangue
Dal sapone

 

Il siero della conchiglia
Tuona il campanaccio
Della vacca sacra
W l’i t a l i a [monarchica
In cielo

 

Dal trattore nasce
Chi dovrebbe mietere
A mano l’osso martire
Eppure giù alla locanda
La fessura è chiusa
Di luce

 

Il mattatoio
La pergamena
L’occhio dritto
Nella mano destra
L’olfatto per cani
Da lecco
Verso la strada
Della trippa
In scatola non scaldata

 

Qualsiasi santo ha il [dovere
Di mungere il latte
Al bue e all’asino
Ricotta per l’Agnello

 

Sedie regolari braccia
Di brocche d’acqua
Seme in Gulag
Dove siete
Se la neve non ha traccia

 

Cuore d’agnello
Fegato di fiore
Il tempo della
Scalinata
È l’acqua santa
Il muro del pianto

 

Nessuno leva niente
A tutto il nulla
C’è la Medaglia
Nessuno
Può non pregarla
Avvolti nella rosa
La castagna
Della grata da sposa

 

 

II

Dal gregge il circo
Fiorisce a mani
Nude nel sole cieco
La vera nave
Che resta dove si ferma

 

Lontano la misura
Abbassa sé stessa
Ignorando
Che sia mancina
L’orma siamese
Dei datteri
Con la forchetta
In plastica
Nella confezione

 

Dai poligoni nascono i [Vangeli
Perpetua santa boliviana
Non per la minestra
Scaldata all’acqua
Fredda ma per la gavetta
Di ghiaccio nella fitta
Nebbia della trincea

 

Consolazione
La poesia consolatrice
Si dissocia da ogni
Cuore spaccato in due
Col fiocco verde
Nel margine giallo

 

Pappagalli a pavone
Gli insetti sono nati
Nella stagione del nero
Abbassando il
Chiaroscuro

 

Nessuna colazione
D’oppio
Rientra nel coraggio
Della cena
Appesa al faro
La cura del dolore

 

 

III

Tomba per tomba
Non morirai mai
I lampioncini
Delle vestali dei cinesi
A portar via la casa nella
[notte

 

Seme fessura di [clessidra
Il manto che l’avvolge
Chiede il colore
Del m a n t r a
Specchiato
Al bianco che non lo [richiede
Vergine

 

Spacco quadrato
L’ultimo fango
È il multiplo
Di sé stesso
Non può chiedere
Al mulino il vento

 

 

L’oppio dell’avorio
Stemma una fiamma
Riflessa
Condotta da chi per [nulla

 

(Roma, 17 marzo)

 

*

 

Poesie nel water

Ai lunedì di Pasqua, ad Angelo C a p o l o n g o
che con me li ha … li ha divisi

 

I

 

Troni della vittoria
Le nere spose

Se pur presenti
All’asse di vita
Scambiano la dote

 

Per dire chi può fare ciò [che dice
Gli elmi sono luccicanti
Gli scudi finestre negli [specchi
E le armature [accovacciate

 

La tutela del male
Porta con sé
Il carro dei manichini
Messi in salvo

 

Filo di seta alla rovina
Della stella
Cacciata e poi confusa
Come cavia genuflessa

Polvere a rotta di [vernice

 

Un centro d’arco
Bussa alla radice
Accusa il mandante
Chi lo ha
Spaccato
Prima di essere nato

 

E perpetua la boa
Galleggia nella vetrina
Degli spigoli
Per non essere triangoli

Pappe col pepe
Nel valzer il bugliolo

 

Si addomesticano i fiori [nei venti loro
Tracannati per il voto [della cantina
Di cera e scultura le ossa

 

Gialla pressione di [mazzi
Con pietre di tisane

Dentro il filtro
Della carovana pioggia
L’incenso dona
Il frutto del taglio di [diamante

 

L’ostacolo non ha via di [mezzo
Con il vicolo cieco
Come spalla
Passandoci
La dottrina dei fiori

 

 

II

 

Erano sempre i più [carnivori
A masticare il corpo
Di Hart Crane
Le caramelle col buco

(Il padre di Crane inventò le caramelle col buco [n.d.p.])

 

Dal ventre della [matrioska
I tamburi dell’est
Festeggiano campane
Gonfie del figlio
Per il padre che fuori
Stagione apre
Gli ombrelloni alle onde

 

Potarono i nostalgici
Delle pagnotte
Con dentro nascoste
Bibbie
E tre sassi all’indietro

 

Tre fiori un nettare
Di pietre votive
Un latte di sangue
Da bere mentre
Si dovrebbe vomitare
Quel pozzo affogato
Con gli occhi
In braccio del cane
Le zanne sue

 

Il coccio della seta
Non ha tridente
Quando mira è festa

Parabole di fiaschi
Imbuti dei deserti
La mano monca
Che si cerca ancora

 

L’ordine [dell’obbedienza una [farina
Che ha in gabbia
L’infanzie e [l’adolescenza
Morbido candito
Non per la torta
Ma alla candela
Che l’ha cotta

Petto di fiore
Rapito a sangue
Nella scapola
Dell’ala
Latta che chiave
Non possa
Stiva di rum

 

Pollo d’Achille
Dai un pezzo
Del tuo prezzemolo
Alla bilancia
Che le ossa
Al mercato della [bomboniera
Si nutrono da sole
Coi confetti
Concimati nelle rose

 

Madre e fieno fine [d’autunno
Il danno della creta
Abbassa la bandiera
Con il cipresso
In estinzione di morte

Dove il vento viene
Il c i n c i n d e l
B I C

 

Passaparola
Il pesce
Al mercato
Ha l’ostrica
Nel ventre
Cozza coraggiosa
Della lumaca
A fiore di lutto no

 

 

III

 

E candele nella frode di qualsiasi
genere post-[alimentare
Il dramma del
Tuorlo non è nell’uovo
È l’uovo nel tuorlo
Spago retto dalla
Centro visionaria

 

Come c a z [z] o si chiamavano tra di loro
Quei gendarmi piante
Di fasce nere
Che all’obbligo
Erano fratelli non
Li ricorda né targhe
Né cimiteri forse
Le righe nel mare
Dei sassi le terre floreali

 

Vasetto di cloro
L’orma è giunta
Allo zoccolo
Che mentre
Munge
Latra la vagina
Ciò che era
Quando in cinta

 

Da una chiave a uno [scoglio
La serratura è di [mandria
Pascolata a zero
Nel secolo bifronte

Se la moneta ha
Un volto
Per sé medesima

Lo scolo de quarzo
Divide il diamante
E poi lo stringe

 

Il balcone è una ruota
Di terrazza
Piegata come sospesa
L’anfora che l’ha
Nel motel esterna

 

 

IV

I paragrafi delle ossa
Non hanno fine
Girano la testa
All’incontrario

Che nessuno
Ha decretato
Fossero a vicenda nulla

 

La stirpe del cuore
Prevede una culla
Innamorata
Nella vetrina del fiore

 

[…]

 

Tuorli accesi
Nella fanatica
Notte di perle

Spente all’uso frutto oh
Te che sei quel che vuoi

In nessun uomo
Chiude il pugno

 

Giada permanente
Coi grissini
Sterili di dovizie

 

Uova di mazzo
Lo stile è libero
Mentre affoga
Chi non è affogato
E ci riprova
Nel ventre la materna
Estate occidentale
Cassata e poi ripresa

 

Roma, 19 marzo 2021

1 commento su “Il carro dei manichini”

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