Dandy

…………………………………………………Régis Jauffret

…………………….Dandy

 

………………………………………………………..(Da Microfictions,
………………………………………………..Paris, Gallimard, 2007)
……………………………………..Traduzione di Francesco Forlani

 

– Sono razzista, ma nel senso buono del termine.
Non ho mai condiviso la violenza, la distruzione delle sinagoghe, delle moschee, neppure il boicottaggio dei prodotti provenienti da Cina e Giappone. Sono scandalizzato dalla tratta dei Neri, e anche dalla colonizzazione, l’avventurosa impresa portata avanti e istigata da filantropi illuminati che rende ridicola la nostra storia. Tanto meno credo alla diseguaglianza delle razze, delle culture, e ho il fermo convincimento che tutte le lingue si equivalgano.
– Il mio razzismo è più elegante.
Sono giovane, e anche un po’ dandy. Il mio odio va alle persone anziane, capolinea di razza, che, invece di trovarsi in via d’estinzione, come si potrebbe credere gettando un’occhiata divertita all’elenco dei convogli funebri, continuano a rinascere dalle loro ceneri propagandosi manco avessero scoperto un funesto segreto che gli permetta di riprodursi alla velocità dei conigli o delle formiche.
– Questa immigrazione interna è di un selvaticume inverosimile.
Si direbbe che venuti dal centro della terra, i vecchi si facciano strada attraverso le fogne, e si organizzino in blocchi per sollevare i tombini di ghisa e invadere le nostre vie. A meno che, utilizzando le condotte, non sbuchino nei nostri bagni facendo saltare il tappo del lavandino o ci facciano sobbalzare per aria come fuscelli, sbucando proprio quando ce ne stavamo esattamente seduti sulla tazza.
Invece di trattare l’Occidente con un prodotto specifico, che sia assolutamente innocuo per i giovani e che elimini i vecchi a intervalli regolari, noi si sta lì a proteggerli, arrivando al punto di dispensare loro delle cure manco si trattasse di animali di compagnia o addirittura di neonati prematuri in pericolo di vita. Li sistemiamo in appartamenti a volte immensi dove possono trotterellare a loro piacimento, quando poi i giovani se ne stanno compressi tra quattro mura così strette che fanno perfino fatica a muoversi abbastanza da poter condurre a compimento un coito e riprodurre la specie. Noi gli si versa perfino una rendita, in cambio del loro far niente assoluto, del loro parassitismo, e della loro bruttezza. Si arriva al punto di sotterrarli invece di gettarli nell’immondizia insieme ai resti dei rifiuti domestici.
Un Occidente progressista veramente moderno, dovrebbe unire le sue forze per sradicare il vecchiume. Non sperate che un mutamento climatico ce ne sbarazzi, è una razza con una capacità di adattamento, di mutazione, simile a quella dei virus più subdoli. Quando la Terra ne sarà ripulita, raggiungeremo finalmente la felicità. Il mio razzismo è quello di un saggio, di un umanista.
Diffidate di quei viziosi che amano i vecchi.

 

……………………(Tratto da Nazione Indiana del 29 settembre 2009)

1 commento su “Dandy”

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