La Musa Fedele

Le muse di Sanguineti sono personaggi innumerevoli, vari ed eventuali. La Musa del Chierico Rosso è la realtà stessa, che è sempre sorretta dall’ideologia comunista. E il comunismo ha la sua allegoria vivente nella memoria di Sanguineti: «si chiamava Fedele».

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Scritto 58

Ogni scrittore è il sindaco di Riva che accoglie il cacciatore Gracco. La banchina dell’imbarcadero protesa nelle acque del lago, la stanza del colloquio, il fianco della montagna (tutto sotto giurisdizione sindacale) sono luoghi e margini del testo deputati a ospitare colui che non riesce a trovare il sentiero per l’Ade.
Il volatile notturno che annuncia al sindaco l’arrivo del cacciatore Gracco apre l’accesso a Riva, al mattino il sindaco accoglierà l’ospite, se ne farà narrare la storia (narrata, dunque, la scrittura a chi scrive?) che è quella di tutti i precipitati nella morte lungo le sanguinose fenditure della storia, orribili scoscendimenti che hanno forma di forno crematorio, di barcone naufragato, di altoforno cancerogeno.