Scritto 58

Ogni scrittore è il sindaco di Riva che accoglie il cacciatore Gracco. La banchina dell’imbarcadero protesa nelle acque del lago, la stanza del colloquio, il fianco della montagna (tutto sotto giurisdizione sindacale) sono luoghi e margini del testo deputati a ospitare colui che non riesce a trovare il sentiero per l’Ade.
Il volatile notturno che annuncia al sindaco l’arrivo del cacciatore Gracco apre l’accesso a Riva, al mattino il sindaco accoglierà l’ospite, se ne farà narrare la storia (narrata, dunque, la scrittura a chi scrive?) che è quella di tutti i precipitati nella morte lungo le sanguinose fenditure della storia, orribili scoscendimenti che hanno forma di forno crematorio, di barcone naufragato, di altoforno cancerogeno.

1 commento su “Scritto 58”

  1. Kafka ha una lingua cristallina, le frasi brevi fanno scorrere più velocemente il racconto ma gradatamente conduce verso l’abisso. Stranamente si narra che, rileggendo i suoi racconti, ridesse vigorosamente. Forse gli sembrava di essersi allontanato da quanto aveva descritto. Complimenti Elisabetta Potthoff

    >

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.