I muratori

………………………………………………..Yves Bergeret

…………………..I muratori

…………………………………..Tratto da Carnet de la langue-espace.
…………………………………….Traduzione di Francesco Marotta

 

Tempesta e disgelo scagliano nel pendio
massi calcarei dai bordi spigolosi.
Cadono. Nel letto del torrente. Dilaniano. Uccidono.

Pietre che il torrente nel suo letto rotola
fino a levigarle smussarle in ciottoli lisci:
allora con loro cantano i vortici.

Mani di dieci secoli fa
hanno preso i ciottoli, con loro
hanno costruito i muri d’una casa.

I muri cantano l’eco della caduta,
dell’attrito, del vortice;
la stanza è l’orecchio della montagna.

Da otto giorni alcuni muratori
sulle tavole dell’impalcatura in strada
lavano sul muro la parte al sole di ogni ciottolo

poi vi stendono con la cazzuola l’intonaco fresco
che li blocca, ed ecco come nuovo il timpano
vibrante di mille anni di vita umana, di vita.

La camera è il tempio dove ogni alba si sposano
millennio umano e millennio calcareo:
io saluto i muratori che officiano.

Chi lo capisce dormirà nella radice del poema.

 

………………..Les Façadiers

L’orage, le dégel jettent dans la pente
les pierres calcaires aux arêtes saillantes.
Elles chutent. Jusqu’au lit du torrent. Scarifient. Tuent.

Les pierres, le torrent en son lit les roule
jusqu’à les polir arrondir en galets lisses :
alors avec eux chantent les remous.

Des mains d’il y a dix siècles
ont prélevé les galets, avec eux
ont monté des murs de maison.

Les murs chantent l’écho de la chute,
du frottement, du remous ;
la chambre est l’oreille de la montagne.

Depuis huit jours les maçons façadiers
sur les planches de leur échafaudage dans la rue
lavent au mur la face solaire de chaque galet

puis sur le mur jettent à la truelle l’enduit frais
qui les enchâsse, et voici à neuf le tympan
vibrant de mille ans de vie humaine, de vie.

La chambre est le temple où chaque aube se marient
millénaire humain et millénaire calcaire :
je salue les façadiers qui officient.

Qui l’entendra dormira dans la racine du poème.

4 pensieri riguardo “I muratori”

  1. Le radici, il rapporto con la storia, attraverso l’artefatto che diventa rifugio, che diventa il teatro delle vite delle generazioni, costruito con fatica per sconfiggere il tempo. Meraviglioso

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