Scritto 61

bento_berger
Un disegno di John Berger contenuto in Bento’s Sketchbook (p. 133 dell’edizione tascabile, editrice Verso, 2015).

We who draw do so not only to make something visible to others, but also to accompany something invisible to its incalculable destination.

Sono parole che ricorrono di frequente in Bento’s Sketchbook di John Berger e che provo a variare anche nel modo seguente: noi che scriviamo lo facciamo non solo per rendere udibile un qualcosa agli altri, ma anche per accompagnare un qualcosa d’inudibile verso la sua imprevedibile meta – benché si possa vedere anche tramite la scrittura e rendere visibile un qualcosa traverso di essa. (Pur rimanendo tuttavia valida la distinzione netta che John Berger fa in altro luogo del libro tra disegno e scrittura, per certi versi affini, per molti altri differenti tra di loro).

In ogni caso sia disegnando che scrivendo mettiamo in moto una sorta di campo di forze, invisibili, le quali, convergendo o divergendo, accendono moti ulteriori, alcuni dei quali imprevedibili o imprevisti.  Continua a leggere Scritto 61