Oceano, sabbia, palude

Yves Bergeret

Océan, sable, marais
Oceano, sabbia, palude
Tratto da Carnet de la langue-espace.
Traduzione di Francesco Marotta.
Vendée, Saint-Jean-de-Monts, mai 2021
Entre l’île écrasée sur l’horizon
et ton regard qui l’aime,
l’océan.

Tra l’isola appiattita all’orizzonte
e il tuo sguardo amoroso,
l’oceano.



La gorge du pinson suffit à raccorder la rive
à l’île épelée sur l’horizon.
Quel chant martelé !

E' il verso del fringuello a unire la riva
all’isola intravista all’orizzonte.
Quel canto sillabato!



Entre l’horizon de pluie sombre
et tes talons s’enfonçant là d’où la vague
en grinçant se retire,
le vent froid : l’inquisiteur.

Tra l’orizzonte scuro di pioggia
e i tuoi talloni che affondano dove l’onda
scricchiolando si ritira,
il vento freddo: l’inquisitore.



Le vent froid cajole la colonne vertébrale du cheval.
Ou c’est la colonne vertébrale du cheval
qui cajole le vent froid.

Il vento freddo accarezza la spina dorsale del cavallo.
O è la spina dorsale del cavallo
che accarezza il vento freddo.



Deux cormorans tirent la volonté du vent
là où eux le veulent.

Due cormorani spingono il volere del vento
dove desiderano.



L’océan verse l’histoire des hommes.
Il ne sait comment la suspendre.
La grenouille la prend sur son dos
et la passe sur l’autre rive de l’étier.

L’oceano sparge la storia degli uomini.
Non sa come interromperla.
La rana se la mette in spalla
e la porta sull’altra riva del canale.



L’océan racle le fond du temps.
L’océan racle sous la semelle crasseuse des Titans.
L’oyat ironise.

L’oceano raschia il fondo del tempo.
L’oceano raschia sotto la suola sudicia dei Titani.
Il giunco ne ride.



L’océan rabote le côté vaseux des timorés,
enivre la rage de vivre.
L’algue pense se préserver toute la souplesse,
t’en concède par empathie.
Quelle présomption !

L’oceano spiana il lato abietto dei codardi,
esalta la voglia di vivere.
L’alga pensa di tenersi tutta la flessibilità,
dispensandone per empatia.
Che arroganza!
 


L’océan empêche les nuages de toucher sol.
Les nuages blancs délèguent, dis-tu,
des hommes sans arme
pour étancher le désespoir.

L’oceano impedisce alle nuvole di toccare terra.
Le nuvole bianche delegano, dici,
uomini disarmati
a placare la disperazione.



L’océan écope ce qui déborde du ciel
et de l’histoire violente des hommes
puis efface.

L’oceano patisce ciò che trabocca dal cielo
e dalla storia violenta degli uomini,
poi cancella.



L’océan se persécute contre la roche puis dans la vague.
La vague le lui rend bien.

L’oceano si accanisce contro la roccia e poi nell’onda.
L’onda acconsente.



L’océan fracasse les miroirs
et en fait des rochers noirs.

L’oceano frantuma gli specchi
e ne fa delle rocce nere.



Au marais la grenouille montre comment nouer l’algue souple
et l’océan repart dans l’autre sens.

La rana mostra al pantano come annodare l’alga flessuosa
e l’oceano rifluisce dall'altra parte.



L’océan racle sous le sabot tolérant du cheval.

L’oceano raschia sotto lo zoccolo paziente del cavallo.



L’océan marche sur l’horizon.
Sur le sable mêlé de bris de coquillages
c’est toi qui marches.

L’oceano si muove sull’orizzonte.
Sulla sabbia mista a frammenti di conchiglie
sei tu che cammini.

1 commento su “Oceano, sabbia, palude”

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