Canto di ladri

giuliano scabia Canto di ladri
a uno svaligiatore di banche conosciuto nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino, mentre insieme costruivamo un drago

Solo un poeta illuso
può pensare che noi – i ladri –
ascoltiamo i poemi. Noi non siamo
gente che canta. Ci piace – semmai –
far cantare le serrature:
ma silenziosamente. Ladri
siamo, di giorno e di notte,
borseggiatori, svaligiatori – mani
di fata. Siamo leggenda, forse
siamo dei. Lo vedete un mondo senza
ladri? Senza dei? Noi siamo
gli dei lesti, furtivi – gli alleggeritori. Ah,
voi, gli appesantiti, i troppo di cose
pieni, grati esser dovete a chi
vi alleggerirà. Ah, com’è
romantico sentirsi messi in poesia
da un vagante poeta bizzarro
che forse buon ladro sarebbe
sognando essere Hermes il dio
ladro alicaviglie.

*

(Giuliano Scabia, Canti brevi, Valverde , Le farfalle, 2016)

3 pensieri riguardo “Canto di ladri”

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