Madre nei giorni

in memoriam f. v.

Il ricordo, stasera, è uno sciame di volti
silenziosi dietro i vetri, un giardino
senza similitudini di luce
e, in prossimità del sonno, l’immagine
del tuo corpo condiviso con le ombre, un deserto
senza respiri di vento
che fa illimitata ogni passione (la benedizione
dell’estate – dicevi – è acqua che matura
negli specchi, un dove di occhi
levati a salpare – e assorta, armata di terra,
camminavi sicura fino al chiarore
dove la nuca piega, si offre all’oriente
dei morti)

Le mani a stella ora rischiarano la veste
dove fa luogo la voce,
come avesse non bocche ma sabbie da varcare
e respirasse l’immagine che in fuoco
di assenze
ci brucia – lo stesso confuso suono
di un frutto che cade, il grido inudibile
di un’ape che vaga smarrita
nel vuoto di fiori
svaniti