Racconti di Archiane

Yves Bergeret
Catherine Reeb

Récits d’Archiane / Racconti di Archiane

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Traduzione di Francesco Marotta.

*

Yves Bergeret

Roc d’Archiane / Roccia di Archiane

1
Il a pu, le Roc d’Archiane,
enclore la faim et le loup,
garder le pain et le sel,
coffre dur où même le désert
vient ranger sa vigilance
et sa rustique tendresse.

Ha saputo, la Roccia di Archiane,
limitare la fame e il lupo,
conservare il pane e il sale,
solida madia dove anche il deserto
viene a riporre la sua vigilanza
e la sua rude tenerezza.

2
Il enfle son torse, le Roc d’Archiane,
et le vent y engouffre mille siècles,
dix croisades
et un débarcadère.

Gonfia il torace, la Roccia di Archiane,
e il vento vi riversa mille secoli,
dieci crociate
e un imbarcadero.

3
Il est sûr que le ciel aime
tomber dans les grottes d’Archiane
qui ne sont pas deux miroirs
mais des oreilles,
oreilles mères des tiennes.

E’ certo che al cielo piace
scendere nelle grotte di Archiane
che non sono due specchi
ma delle orecchie,
orecchie madri delle tue.

*

Torrent d’Archiane / Torrente di Archiane

4
Torrent,
cher invisible
qui épluches la montagne
et jettes ses bribes de peau aux oiseaux,
cher sonore,
bonjour ! bon chant !

Torrente,
amico invisibile
che scortichi la montagna
e ne getti lembi di pelle agli uccelli,
amico sonoro,
buongiorno! buon canto!

5
Torrent,
cher scieur
qui jettes le calcaire en copeaux,
en falaises, en dents, en
falaises vers le haut,
cher éleveur, bon espoir !

Torrente,
caro tagliatore
che spargi il calcare in trucioli,
in dirupi, in guglie, in
falesie verso l’alto,
caro allevatore, buone speranze!

6
Torrent,
cher raboteur
qui frottes le grand corps calcaire
et en fais des pentes,
qui cire avec d’humides forêts
les épaules et les côtes du grand corps,
cher patient,
bonne rédemption !

Torrente,
caro piallatore
che strofini il grande corpo calcareo
e ne fai dei pendii,
che lucidi con umide foreste
le spalle e le costole del grande corpo,
amico paziente,
buona redenzione!

*

Théâtre d’Archiane / Teatro di Archiane

7
Les figurants
descendent les gradins d’Archiane.
Le vent retrousse les arbres comme des jupes.
On va commencer le récit de révolte
ou de cosmogonie
selon comme on va recoudre les avalanches.

I figuranti
discendono i gradoni di Archiane.
Il vento rivolta gli alberi come delle gonne.
Iniziamo un racconto di rivolta
o di cosmogonia
a seconda di come ricuciamo le valanghe.

8
Les figurants
dorment en l’air
allongés entre le zénith
et les aiguilles calcaires.
Le poing serré de l’un ou l’autre récit
porte le ciel.

I figuranti
dormono in aria,
distesi tra lo zenit
e le guglie calcaree.
Il pugno chiuso dell’uno o dell’altro racconto
regge il cielo.

9
Un anneau va nommer le grand figurant,
solitaire et fier, vide et plein,
enfant bâtard de la géologie et de la musique,
c’est-à-dire de la main gauche
et de la main droite des hommes.
Anneau parole.

Un anello designerà il grande figurante,
solitario e fiero, vuoto e pieno,
figlio naturale della geologia e della musica,
cioè della mano sinistra
e della mano destra degli uomini.
Anello parola.

***

Catherine Reeb

1
Danse la montagne / Balla la montagna

Le serpent de pierre
ronfle, siffle, souffle
siffle, souffle
sous l’orage.
Racines percent et cramponnent
les failles
pour y suspendre les cailloux.
Chemin qui tremble
quand danse
la montagne.

Il serpente di pietra
russa, sibila, soffia
sibila, soffia
sotto la tempesta.
Radici perforano e si afferrano
alle faglie
per bloccare le pietre.
Sentiero che trema
quando balla
la montagna.

2
Les assoiffés d’Archiane / Gli assetati di Archiane

Les assoiffés se tendent l’un vers l’autre.
Illusion de l’eau
qui s’enfuit,
Le tronc s’ouvre aux pics,
promesse d’une sève
déjà perdue ;
Ensemble ils prient
pour rattraper
les gouttes aux abois.

Gli assetati si tendono l’uno verso l’altro.
Illusione dell’acqua
che corre via,
Il tronco si apre alle cime,
promessa di una linfa
già perduta;
Insieme pregano
per recuperare
gocce alla disperata.

3
Quand l’eau vient / Quando arriva la pioggia

Les tours sentinelles contournées
par le flot
ne savent rien du futur ;
S’engouffrant au puits
la vague, elle, construit
son image sur la
montagne.
Tout chavire,
ôte la voix aux humains,
sculpte le nouveau désert.

Le torri sentinelle aggirate
dal flusso
non sanno nulla del futuro;
riversandosi nei pozzi
l’onda, da sé, modella
la sua immagine sulla
montagna.
Tutto si rovescia,
toglie la voce agli uomini,
scolpisce il nuovo deserto.

1 commento su “Racconti di Archiane”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.