Il muratore etiope

Yves Bergeret

L’Ethiopien façadier / Il muratore etiope

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Traduzione di Francesco Marotta.

*

1
Les lettres amhariques ont cru chavirer.
Il a cru mourir de faim.
Le sol sec rouge sombre s’est creusé effondré
sous son corps allongé sec noir.

Le lettere amariche hanno creduto di rovesciarsi.
Lui ha creduto di morire di fame.
L’arido suolo rosso scuro si è incavato sprofondato
sotto il suo asciutto corpo nero disteso.

2
Jeté hors sa terre hors sa langue
il a traversé les lacs immenses les sables immenses.
La violence ahurie l’a déchiré en Libye.
Il a vu une étoile s’assécher plus sèche que le sel.

Spinto fuori dalla sua terra fuori dalla sua lingua
ha traversato laghi immensi immensi deserti.
In Libia ha subito violenze sconvolgenti.
Ha visto una stella inaridirsi più del sale.

3
Il a traversé la mer et sa houle noire
qui est la fille de la misère.
La tempête chaque nuit a brisé un de ses os.
La mer chaque nuit a brisé une âme près de lui.
La mer chaque nuit a brisé une carène derrière lui.
Il n’a dormi aucune nuit.

Ha traversato il mare e i suoi neri flutti
che sono i figli della miseria.
Ogni notte la burrasca ha rotto una delle sue ossa.
Ogni notte il mare ha ucciso un essere vicino a lui.
Ogni notte il mare ha fracassato una barca dietro di lui.
Nessuna notte ha dormito.

4
Trempé jusqu’au pancréas et à l’aorte
il a mis pied en Sicile et a dormi.
On l’a battu pour qu’il cueille plus vite les oranges
et mérite une orange à manger le soir.

Bagnato fino al pancreas e all’aorta
ha messo piede in Sicilia e ha dormito.
L’hanno picchiato perché cogliesse più in fretta le arance
e ne guadagnasse una da mangiare la sera.

5
Dans mon village un jeune façadier
l’a accueilli et lui apprend le métier.
Sur l’échafaudage il redresse sa colonne vertébrale
et enduit panse le visage de la maison
que, droite ou bancale, chantante,
mes ancêtres ont dressée avec les galets du monde,
les galets roulés polis dans les horreurs
et les sursauts des peuples du monde.

Nel mio paese un giovane muratore
l’ha accolto e gli insegna il mestiere.
Sull’impalcatura lui raddrizza la sua spina dorsale
e intonaca la facciata della casa
che, dritta o instabile, canterina,
i miei antenati hanno eretta con i ciottoli del mondo,
i ciottoli rotolati levigati tra gli orrori
e i sussulti dei popoli del mondo.

3 pensieri riguardo “Il muratore etiope”

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