Il sangue e la cenere

Restituzione

Versione libera di Remise di René Char,
tratta da Dehors la nuit est gouvernée, 1938.

*

Che vadano le guide, ormai siamo in pianura.
C’è gelo sul confine, lo segnala ogni ramo.
Una curva s’avvicina, rapida come un fumo
dove il mattino fluttua, arcuato come una scheggia.
La paura di cedere respira sotto la pelle.
La tovaglia sarà stesa sopra i bordi del pozzo.
Esseri benevoli verranno verso di me.
La mano sulla mia fronte sarà fredda di stelle
e non un ricordo di coltello sulle erbe.

No, il rumore dell’oblio là sarebbe tale
da corrompere la virtù del sangue e della cenere
stretti al mio fianco contro la povertà.
Che sente solo il suo passo, rimira solo se stessa
nell’acqua morta della sua ombra.

1 commento su “Il sangue e la cenere”

  1. Proprio quattro giorni fa il carissimo Yves Bergeret concludeva un suo messaggio scrivendomi: “La linfa di Char nutre i nostri rami più grandi, quelli più piccoli. Che poeta per sempre giovane!”
    Grazie, carissimo Francesco, perché regolarmente ricordi il legame indissolubile tra la Dimora e Char. “La paura di cedere” ci accompagna passo dopo passo, ma la discesa dalla montagna verso la pianura, fino al gelo del confine, è consapevolezza di non dovere né poter cedere.

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