Gort 1



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a M., che vive nel silenzio dell’esilio


Puntata numero 1 / Introduzione alla questione

Affondato nella cultura umanistica, per me leggere era sinonimo di romanzo. Narrativa. In generale: letteratura. Non di poesia. La poesia non è letteratura. E forse nemmeno lettura. Certo, c’è la voglia, direi la necessità, di uscire dalla pozza fonda d’ignoranza e decifrare l’assemblaggio dell’universo in cui siamo immersi e di cui siamo il prodotto. La madre è la materia. Fisica, biologia, matematica. Come funziona un albero. Come respira un filo d’erba. Gli ingranaggi ossei. Le idrometeore.

Ma in fondo, almeno per me, c’è il dovere, intellettuale ed etico, di prendere una boccata d’aria e provare a guarire dalla prigione dell’essere umano. Uscire dall’incubo di una creatura che si parla addosso senza sosta, dice incessantemente le stesse identiche cose e ha ridotto il grandangolo dell’universo al proprio orizzonte monoculare.

I veri narratori della Vita non coincidono con quelli della biografia umana. Sono biologi, astrofisici, naturalisti, entomologi, eccetera. Quando uno di questi signori ha il dono di saper narrare (che poi vuol dire far conoscere), ecco che i “grandi” romanzi scritti all’interno dei recinti umani sbiadiscono, guaiscono, svaniscono. Allora trovo il respiro e l’orma smisurata che dovremmo tornare a calcare, se solo fossimo un poco più cresciuti, e coscienti.

Ma insistiamo, agguerriti, nella nostra umaneide. Alcuni, fuori, intravedono distese infinite di immensità.


Cosa è Gort. Gort, quello sotto la freccia, è un alieno di gommapiuma che protegge un alieno di carne e ossa. Questo alieno di carne e ossa vuole salvare il pianeta Terra. Dagli esseri umani. In realtà, questa è una trama mista di due film: un capolavoro e un ipolavoro. Ma poco importa. Importa che Gort salvi il pianeta Terra. Per far questo, intraprende un viaggio nel cosmo per mostrare la realtà, cioè cosa è all’essere umano. La realtà è che esiste un cosmo che va preservato dall’essere umano, creatura malata di autoreclusione nei suoi stessi recinti dove, da sempre, l’unica cosa che fa è parlarsi addosso. Che argomenti ci saranno, là fuori? Perché, come dice il poeta:

se il contenuto sta
dentro qua fuori
che ci sarà?

2 pensieri riguardo “Gort 1”

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