Un bambino è morto di freddo in una foresta polacca (di Rocco Brindisi)

Intorno alle 17.50 ricevo da Rocco Brindisi questo messaggio; lo ringrazio anche perché da giorni meditavo di scrivere delle persone tenute in condizioni inaccettabili alle frontiere dell’Europa, ma Rocco l’ha fatto come io non sarei stato mai capace di fare:

 

Un bambino è morto di freddo in una foresta polacca.

La sua morte è l’inferno?

Ma questa parola, la parola “inferno”, è un termine astratto.

Questa parola non esprime nulla.

Allora?

La morte del bambino è.

Il cadavere del bambino è.

La madre lo solletica, perché, se ride, il figlio respira.

Il bambino non ride, perché la morte gli ha gelato il cuore.

I poliziotti giocano con lo spray al peperoncino.

Il freddo, il gelo fedele della notte,

il sonno ombra, il sonno ammazzato come un cane,

il sonno torturato (i poliziotti polacchi fanno risuonare le sirene tutta la notte, drizzano il cazzo alle loro motociclette, felici come poliziotti felici).

La parola “notte” s’impiglia nel filo spinato senza cacciare un lamento.


Angela, Anna e le tane d’ombre (di Rocco Brindisi)

campigli_donna_in_bluQualcuno dovrebbe avere una foto di Dio bambino; non del bambino chiamato Cristo, ma un ritratto del Creatore del mondo, sorpreso nella sua infanzia, mentre guarda malinconicamente la propria eternità.  Mia madre non ha mai pensato di fissare un momento della mia vita, di  bloccarlo; non ha mai sognato  di conservare quell’istante, per ritrovarlo chissà quando. Non succhiava “ il volto, lo sguardo dei figli”. Si ritraeva, quando le mostravano una foto, quando un conoscente le chiedeva di cercarne una, dentro casa. Non l’ho mai vista guardare un ritratto, non l’ho mai sentita nominarne uno. È notte.  Continua a leggere Angela, Anna e le tane d’ombre (di Rocco Brindisi)

Carlo Bordini, Σκόνη

questa traduzione di Polvere fu da me pubblicata nel 2012 sul blog greco Poiein. è l’unica cosa di Carlo in lingua greca. contiene degli errori. avrei dovuto rivederla. Carlo era un maniaco perfezionista delle virgole. (il suo essere a volte “imperfetto” e “sconnesso”, come diceva, in fondo era voluto.) ho deciso di non farlo perché quell’attimo imperfetto, che è l’unica cosa che rende vivibile l’esistenza, rimanga, perduri. come atto d’amore, appunto imperfetto. ma, almeno, tentato


Quaderni di traduzioni LXIX

Carlo Bordini
Massimiliano Damaggio
Σκόνη / Polvere