Angela, Anna e le tane d’ombre (di Rocco Brindisi)

campigli_donna_in_bluQualcuno dovrebbe avere una foto di Dio bambino; non del bambino chiamato Cristo, ma un ritratto del Creatore del mondo, sorpreso nella sua infanzia, mentre guarda malinconicamente la propria eternità.  Mia madre non ha mai pensato di fissare un momento della mia vita, di  bloccarlo; non ha mai sognato  di conservare quell’istante, per ritrovarlo chissà quando. Non succhiava “ il volto, lo sguardo dei figli”. Si ritraeva, quando le mostravano una foto, quando un conoscente le chiedeva di cercarne una, dentro casa. Non l’ho mai vista guardare un ritratto, non l’ho mai sentita nominarne uno. È notte. 

Ho appena letto a Angela, che aveva pianto, alcune pagine del libro che ama: “La ragazza nel giardino”. Ho continuato a  leggere,  nonostante la bocca impastata, perché Angela si addormentasse. Anne Tyler descrive con accuratezza l’interno di una casa: elenco di  particolari che ho sempre trovato noiosi, irritanti in una storia. Durante una pausa, Angela ha riaperto gli occhi per dirmi che era ancora sveglia e ho visto la dolcezza di una bambina che si è presa addosso, senza un’ombra di risentimento, l’orrore di Dio e del mondo. Ho ripreso a leggere, e quando si è addormentata, ho annusato l’aria per sentire l’odore del sonno. Alzandomi, ho sbattuto la testa contro il soffitto, ho poggiato il libro sul ripiano del guardaroba, dopo averlo capovolto, mantenendolo spalancato; ho sceso gli scalini pensando che prima o poi avrei messo un piede in fallo e mi è venuto da ridere. Sono uscito a fumare sul ballatoio, sono rientrato per uscire di nuovo, dopo qualche minuto, infagottato dalla testa ai piedi. Nel tardo pomeriggio, è venuta Anna, con Mariam e Sara. Anna era stata dal parrucchiere e mi ha chiesto se le piacevano i suoi capelli. Non ho dovuto mentire: erano belli. Sono rimaste un paio d’ore, erano affamate. Mi sono seduto su una panchettina, per averle di fronte. Anna scherzava e le sue parole sembravano le prime parole del mondo. Stavo lì, ad ascoltarla. Angela era pallida, ricci meravigliosi e scomposti, arsa in una malinconia che non riusciva a togliersi di dosso: la malinconia di questi giorni, il dolore di non bruciare come paglia la torre dei sospetti, delle tane d’ombre della sorella, che assassinano l’aria, la città, le finestre del mattino, i suoi passi.  Mi chiedo come faccia a masticare, inghiottire questo pane di tenebre e ho paura. Sono all’altezza delle paranoie di Dio, ma vedere le tue figlie non cadere una nel cuore dell’altra è troppo anche per me.  [Rocco Brindisi]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.