Happy New Bear!

Deoxide your life and be a caregiver! What is missing? Quoi? Nothing is missing. L’Éternité, Rimbaud says, is found again. It’s a mantra of water. It’s washing off the sense of shabbiness and embracing a touch. Even the one of a giant plush, why not? Eternity is everywhere, and observation affects reality.

Elle est retrouvée.
Quoi? – L’Éternité.
C’est la mer allée
Avec le soleil.

Misura del sonno

Federico Federici

Parola in una bocca buia
nido nella tenebra di un ramo
che si fa albero, bosco,
montagna, mondo.

L’assoluta luce
che governa il tempo
e contorna il buio
ha da questa parte
un varco stretto
per l’eternità: l’occhio
che la copre
illuminato.

*

Federico Federici
Misura del sonno
(e altre ricerche verbovisive)

/
Maß des Schlafes
(und andere verbovisuelle Forschungen)

Verona, Anterem Edizioni / Cierre Grafica
“Nuova Limina”, 2021

Scritto 69

bento_berger
Un disegno di John Berger contenuto in Bento’s Sketchbook (p. 133 dell’edizione tascabile, editrice Verso, 2015).

Non appartengo al mio tempo: non voglio appartenergli. Se mi dicono che sono “vecchio e sorpassato” neanche lontanamente sospettano la mia gioia nel sentirmelo dire: senza saperlo mi stanno dicendo che non appartengo a quelle migliaia di servi in fila dietro la porticina dei bossS dell’editoria per impetrare la pubblicazione dei miei scritti-merdine.

Non appartengo a nessuna confraternita, non lecco i piedi (o i culi, fate voi) di nessuno.

Nessuno legge le litanie chilometriche che scrivo (e che mi ostino a pubblicare): bene! – se sono onanista della scrittura o masochista scegliete voi, se vi fa piacere arrovellarvi su di una stronzata del genere.

Per quel che mi riguarda scrivo assaporando ogni attimo di libertà che la mia scrittura mi regala. 

  

Anna Salvini, Chiudere gli occhi per prima (Inediti)

Premessa: non sono molto brava a presentarmi  e non so mai cosa dire; preferisco che siano le parole a dire chi, in parte, sono. Io sarei molto sintetica, così:  “Calma apparente” è la mia opera prima, pubblicata da Interno Poesia nel 2017 e andata in ristampa nel 2021. Nel tempo i miei testi sono stati pubblicati su: Poetarum Silva, Versante Ripido, Cartesensibili, Rebstein, Perìgeion, Margutte, Interno Poesia, Poeti Oggi, La poesia e lo spirito. Anna Salvini.


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Al vaglio della speranza

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Passeggiata d’inverno

Il 25 dicembre 1956 Robert Walser muore di arresto cardiaco durante una solitaria passeggiata nella neve . Aveva 78 anni.

Stefanie Golisch

Si, ce ne sono ancora degli uomini che crescono senza riuscire a sbrigare la vita dentro e fuori con questa velocità terrificante come se gli uomini fossero soltanto dei panini che si producono in cinque minuti per essere venduti e consumati all’istante.

Robert Walser, Il brigante

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Lisa Sammarco

fotografia tratta dal sito di Lisa Sammarco Falso d’autore

da Poesie à la carte
libro pubblicato da Francesco Marotta
disponibile qui

*

se guardi i tronchi delle palme
loro ti mostrano le scaglie
delle tue stesse future macerie
sono ossa che spuntano dalla terra
le fronde schiacciate
come da un pugno dato per rancore e ora
resta lo sfratto del vento
e questi tronchi infetti da abbracciare
                         - ancora per poco -

***

tu ami l’uso che le stelle fanno del buio.

“Trilce” di César Vallejo nella traduzione di Lorenzo Mari

César Vallejo, Trilce, 1922Dichiara Moshe Kahn parlando della sua (splendida, annosa e ammirevole) traduzione in tedesco di Horcynus Orca, la prima in assoluto, tra l’altro, del capolavoro darrighiano a livello mondiale: «Le due colonne maestre di una traduzione sono la libertà e la responsabilità dal e verso il testo e il suo autore – due princìpi fondamentali per tutto il mio lavoro di traduttore».

Tradurre Horcynus Orca, Finnegan’s Wake, i Cantos, Zettel’s Traum appartiene a quegli azzardi che nessun traduttore consapevole affronta a cuor leggero, ma con i quali si misura nella certezza che sia un dovere traghettare in altra lingua questi capolavori e, nello stesso tempo, che quel “traghettare” sia l’atto d’omaggio più concreto e alto che si possa e debba rendere a un’opera amata e ammirata.

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Sud – Rivista Europea

LO STRANIERO
Charles Baudelaire


“Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello?
– Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello.
– I tuoi amici?
– Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto.
– La patria?
– Non so sotto quale latitudine si trovi.
– La bellezza?
– L’amerei volentieri, ma dea e immortale.
– L’oro?
– Lo odio come voi odiate Dio.
– Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero?
– Amo le nuvole… Le nuvole che passano… laggiù… Le meravigliose nuvole!”

Sud – Rivista europea – Numero 21

Sud – Rivista europea – La serie completa

La spina dorsale

Danni Antonello
La spina dorsale
Poesie (2009-2017)

Macerata, Giometti & Antonello, 2021

« …Danni è sempre stato un vero ladro dei grandi testi poetici, nel senso che li assimilava, li ruminava e li digeriva, con umiltà ma mai con spirito epigonale: mi piace pensarlo come una sorta di macina, di quelle antiche dei mulini ormai diroccati e scomparsi, capace di dare ancora quella meravigliosa crusca scura, ruvida e povera, ma consistente e per nulla addomesticata alle regole di “purezza” che il mercato ci vende come “naturali”. E perché la poesia, per Danni, è essenziale come il cibo, povera come il pane nero, pericolosa come un impiastro d’erbe sconosciute, che non sai mai se faccia bene o male o, meglio, sai benissimo, per esperienza diretta, sulla pelle, e quindi tattile, che le due cose non possono essere mai separate». (Dalla Prefazione di Andrea Ponso)

Esci, fatti foresta, sterpaglia e bosco di sotto,
battere ramo su fronda: fruscio – infine: foresta.
Sperditi, e spandi il polline raro sui resti
fecondi del pasto dei lupi, nema a temere:
non sarai guardato in gola,
da segreto a segreto potrai conservare
la grazia, profonda, di foglia, argilla, che nasce –
come bianca, non incisa, un’aperta foresta
che nasce.

Sguardo, sguardi. Finestre

nadotti_berger_kunowskyEcco L’intatta coerenza dello sguardo di Maria Nadotti – e desidero fare due precisazioni (la prima generale, la seconda di carattere personale) nell’introdurre questa magnifica proposta apparsa nelle ultime settimane nella collana Prova d’Artista curata da Domenico Brancale per le Edizioni della Galerie Bordas di Venezia: Maria Nadotti è scrittrice, saggista e traduttrice generosa che mette spesso la propria scrittura (limpida ed elegante perché espressione di un pensiero limpido ed elegante) al servizio di altre scritture altrettanto generose e decisive nella nostra contemporaneità e mi limito qui soltanto a ricordare quanto si sia adoperata perché in Italia si venisse a conoscere il pensiero di bell hooks; devo a lei quella che mi piace chiamare “la mia passione bergeriana”, dal momento che nella mia biblioteca sono presenti pressoché tutti i libri di John Berger tradotti e spesso introdotti o commentati da Maria Nadotti ed è stato proprio il tramite di questi commenti,  introduzioni e traduzioni che di volta in volta mi ha spinto a comprare un nuovo volume di Berger   –   –   –   bruciante agisce in me il rimpianto di non avere mai avuto l’occasione d’incontrarlo.  Continua a leggere Sguardo, sguardi. Finestre