Gort 8


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Puntata numero 8 / Ciò che è

Non si può dire che Wang Wei sia “naturale” ma, a prima vista, è assolutamente semplice. E come lui altri. Anche se con gradi maggiori di spontaneità, come Li Po. L’universo dentro cui girano le loro meravigliose poesie è però taoista, buddista, zen. Tutto è sempre allegoria, perché tutto (o quasi) sta sempre per qualcos’altro.

O quasi. Perché “sta” anche per se stesso. I loro boschi e fiumi e fiori, le loro luci e ombre, la loro Natura è sempre sé stessa e, in sé stessa, poiché assolutamente esistente, ed esistenza assoluta, in chi scrive e chi legge, non è né metafora né allegoria.

Né metafore né allegorie. La mia crosta culturale non ha parole adatte per questa poesia. Potrei dire che la Natura è l’espressione stessa di Tao, Buddismo e Zen. E non potrebbe essere diversamente in quanto cose dal Tao generate, ora vive, e che nel Nulla torneranno.

La poesia cinese classica, così, è essa stessa espressione di questo Tutto, là dove sembra esserci Niente. Dove i versi non sembrano dire assolutamente nulla. Dove manca l’argomento lì c’è l’argomento totale. Quello che accade. La cosa in sé: la realtà. E proprio per questo, in questa poesia tutto è come congelato nella sua unicità. Ogni cosa è rischiarata da una sacralità intrinseca, non morale ma fisica, non creata, ma auto creatasi. Ogni cosa è unica ed esiste una sola volta.

Alcune creature esistono per poco. La farfalla vive un mese. La farfalla gialla vista oggi non è quella di un mese fa. È un’altra, ed è unica. Il fiore che rinasce nello stesso punto del ramo è un altro fiore. Ho visto intere generazioni di formiche camminarmi sotto gli occhi senza capire che ognuna di loro era unica: ognuna viveva la sua unica vita irripetibile.

Capire con la mente e capire con il corpo. Sono due cose profondamente diverse. Come se la mente descrivesse la cosa e il corpo invece la vivesse. In questo spazio fra due esistenze parallele, pulsa la poesia di questi maestri.

Today, things seen becoming thoughts felt:
this is where you start forgetting the words.

Meng Hao-ran
(Traduzione di David Hinton)


Cosa è Gort. Gort, quello sotto la freccia, è un alieno di gommapiuma che protegge un alieno di carne e ossa. Questo alieno di carne e ossa vuole salvare il pianeta Terra. Dagli esseri umani. In realtà, questa è una trama mista di due film: un capolavoro e un ipolavoro. Ma poco importa. Importa che Gort salvi il pianeta Terra. Per far questo, intraprende un viaggio nel cosmo per mostrare la realtà, cioè cosa è all’essere umano. La realtà è che esiste un cosmo che va preservato dall’essere umano, creatura malata di autoreclusione nei suoi stessi recinti dove, da sempre, l’unica cosa che fa è parlarsi addosso. Che argomenti ci saranno, là fuori? Perché, come dice il poeta:

se il contenuto sta
dentro qua fuori
che ci sarà?

1 commento su “Gort 8”

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