Oltranza

PIA10244_modestLe regioni dell’Ultraporno (Modo Infoshop, Bologna 2021, autore Jonny Costantino) sono, similmente a quelle dell’ultrajazz (e, azzardando, ma lasciandomi suggestionare dalla scrittura stessa di Jonny, direi anche dell’ultracinema) terre vastissime e tutte da esplorare, dove quello che già conosciamo (o crediamo di conoscere), s’interseca con il desiderio e con l’inconfessabile, lo stereotipo con l’originalità, eros con thánatos, il tabù con la sua violazione, il banale con l’eccessivo, la vitalità con ferite e tagli che ne mostrano anche il rovescio. 

Sia da subito chiaro (e Jonny stesso tiene a ribadirlo) che le intenzioni di questo libro non sono provocatorie, ma, aggiungo da parte mia, esse sono perfettamente coerenti con quelle di tutti i libri precedenti di Costantino, ovvero intese a esplorare e capire senza pregiudizi, senza paraocchi, senza condizionamenti religiosi, culturali, politici, sociali quei nodi dell’umano che sono anche soglie: nel caso presente soglie tra l’industria del porno e le sue valenze psicologiche e storiche, tra il desiderio sessuale e le sue manifestazioni anche consumistiche, tra l’empito alla liberazione e i momenti in cui quest’ultimo viene frustrato o negato.

L’umano, che possiede nell’eros il suo momento probabilmente di più alta libertà e verità e nella morte (intesa anche come ferita, corruzione, dissolvimento della carnalità) il suo inevitabile specchio, l’umano è, ai miei occhi, il vero argomento di questo come di tutti i libri precedenti di Jonny Costantino: l’ultra-porno è il saper vedere al di là di apparenze e pregiudizi, è il prendere le parti della sincerità totale senza timore di urtare delicate sensibilità e borghesi ipocrisie.

Si guardi anche allo stile della scrittura di questo lavoro, perfettamente bilanciato tra una polarità colloquiale e una forbita, tra quella colta e quella ironica, tra l’allusiva e l’esplicita: è un linguaggio già all’origine carnale ed erotico, sempre percorso da un’energia vorticosa, divertita e divertente – senza uno stile di tal fatta il libro sarebbe ben altro, immensamente meno avvincente e meno persuasivo dal momento che esiste uno scambio continuo di energia e di lucidità tra stile e argomentazione, tra immagini e ritmi della scrittura. La capacità di Jonny consiste sempre nel trasmettere alla sua scrittura il ritmo coscientemente selvaggio e gioioso del vivere, nel fare della pagina il luogo di un’oltranza che raggiunge proprio per virtù di slancio e di temerario rischio quelle regioni (o quelle soglie) dove bene e male si toccano e si sovrappongono indistricabili, dove creazione e distruzione si sanno complementari e necessarie l’una all’altra, dove inizio e fine coincidendo perpetuano un ciclo in sé perfetto.

Quest’oltranza possiede tratti di onestà intellettuale ed etica perché non nasconde nulla di quello che è umano, esercita una lucidità senza pari, avvia e prosegue un itinerario di conoscenza che nulla ha di estetizzante e di narcisistico.

Mi fa piacere rimandare a due luoghi amici che hanno dato spazio ad alcuni passaggi di Ultraporno:

Il primo Amore                                    Le Nature indivisibili

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