José Gomes Ferreira: Anche vivere sempre stanca


José Gomes Ferreira
Porto 9/6/1900 – Lisboa 8/2/1985

Traduzioni di Massimiliano Damaggio


Viver sempre também cansa!

O sol é sempre o mesmo e o céu azul
ora é azul, nitidamente azul,
ora é cinzento, negro, quase-verde…
Mas nunca tem a cor inesperada.

O mundo não se modifica.
As árvores dão flores,
folhas, frutos e pássaros
como máquinas verdes.

As paisagens também não se transformaram.
Não cai neve vermelha,
não há flores que voem,
a lua não tem olhos
e ninguém vai pintar olhos à lua.

Tudo é igual, mecânico exacto.

Ainda por cima os homens são os homens.
Soluçam, bebem, riem e digerem
sem imaginação.

E há bairros miseráveis sempre os mesmos,
discursos de Mussolini,
guerras, orgulhos em transe,
automóveis de corrida…

E obrigam-me a viver até à Morte!

Pois não era mais humano
morrer por um bocadinho,
de vez em quando,
e recomeçar depois,
achando tudo mais novo?

Ah! se eu pudesse suicidar-me por seis meses,
morrer em cima de um divã
com a cabeça sobre uma almofada,
confiante e sereno por saber
que tu velavas, meu amor do Norte.

Quando viessem perguntar por mim
havias de dizer com teu sorriso
onde arde um coração em melodia:
«Matou-se esta manhã.
Agora não o vou ressuscitar
por uma bagatela.»

E virias depois, suavemente,
velar por mim, subtil e cuidadosa,
pé ante pé, não fosses acordar
a Morte ainda menina no meu colo…

 

Anche vivere sempre stanca!

Il sole è sempre lo stesso e il cielo azzurro
ora è azzurro, nitidamente azzurro,
ora è cenere, nero, quasi verde…
Ma non è mai del colore inaspettato.

Il mondo non si modifica.
Gli alberi danno fiori,
foglie, frutti e uccelli
come macchine verdi.

Anche i paesaggi non si trasformano.
Non cade neve rossa,
non fiori che volino,
la luna non ha occhi
e nessuno disegna occhi alla luna.

Tutto è uguale, meccanico ed esatto.

Per giunta gli uomini sono gli uomini.
Singhiozzano, bevono ridono e digeriscono
senza immaginazione.

E ci sono quartieri miserabili sempre gli stessi,
discorsi di Mussolini,
guerre, orgogli a oltranza,
automobili di corsa…

E mi obbligano a vivere fino alla Morte!

Ma non era più umano
morire per un pochino,
di quando in quando,
e ricominciare poi
trovando tutto più nuovo?

Ah! Se potessi suicidarmi per sei mesi,
morire sopra un divano,
la testa sul cuscino,
fiducioso e sereno perché so
che tu, amore mio del nord, vegli su di me.

Se venissero a chiedere di me
diresti con il tuo sorriso
dove arde un cuore in melodia:
“S’è ucciso stamattina.
Adesso per una sciocchezza
non è che lo resuscito”.

E poi verresti, soavemente
a vegliarmi, sottile e premurosa,
in punta di piedi, per non svegliare
la Morte ancora bimba nel mio grembo.

1 commento su “José Gomes Ferreira: Anche vivere sempre stanca”

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