Contro la guerra, contro gli stati

Massimo Varengo

[…] E allora, che fare?

Dovremmo schierarci o con l’imperialismo russo o con quello occidentale, quando entrambi perseguono politiche di potenza e di sopraffazione, all’interno e all’esterno dei propri confini? I confini polacchi, ad esempio: strumenti di morte per tutto quel popolo migrante che, in fuga da altre guerre, si è visto respingere nel gelo dei boschi e che ora si aprono per accogliere i profughi ucraini, manodopera qualificata a basso costo per lo sviluppo economico del paese.

Dovremmo schierarci in quella che è una tragica, sanguinaria, guerra di spartizione imperialista dove il patriottismo e il nazionalismo vengono sbandierati per confondere le acque, per nascondere i reali obiettivi della lotta, ossia l’accumulazione capitalista e l’affermazione di potenza degli stati vittoriosi?

Dovremmo piegarci alla prospettiva di un’evoluzione dell’Unione europea in un blocco coerente dotato di un esercito unico e di una politica unica, per diventare parte sempre più attiva nella spartizione del mondo?

Siamo e rimaniamo internazionalisti, contro gli stati, contro il capitalismo, per la rivoluzione sociale.

(Leggi l’intero articolo su Umanità Nova)

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