3 di > Yòrgos Kartàkis

The stranger, Alex Merritt

3 (poesie) di Yòrgos Kartàkis
tradotte da Massimiliano Damaggio


Ενηλικίωση Ι

Κρατάμε όμως πάντα μέχρι τέλους
την αξιοπρέπεια
– κάποιοι το λένε «προσχήματα» –
σ’ ακούω να κομπιάζεις,
ακούω τη φωνή σου λίγο πιο ξένη,
λίγο πιο άγνωστη,
λίγο πιο ψεύτικη
κι ύστερα,
ακόμα πιο ξένη,
ακόμα πιο άγνωστη,
ακόμα πιο ψεύτικη,
ώσπου
γυρίζω και σε κοιτάζω: Είσαι εσύ;
Ναι, εσύ είσαι –
ο άλλος.
Ναι, εσύ είσαι –
ο άλλος.

Maturare I

Però conserviamo fino all’ultimo
la dignità
– certi dicono “giustificazioni” –
ti sento balbettare,
sento la tua voce un po’ più estranea,
un po’ più sconosciuta,
un po’ più falsa
e dopo,
ancora più estranea,
ancora più sconosciuta,
ancora più finta,
finché
mi volto e ti guardo: Sei tu?
Sì, sei tu –
l’altro.

*

Ενηλικίωση ΙΙ

Έτσι μεγαλώνω –
συνεχίζω δηλαδή να μεγαλώνω,
ώσπου να πρέπει να πέσω
και να εξαφανιστώ:
ανώφελο μεγάλωμα,
γιατί θα μπορούσα να μην έχω καν εμφανιστεί,
για να πρέπει να πέσω.
Δεν θα είχα όμως μάθει,
πως δεν υπάρχουν πρίγκιπες
και πως ο έρωτας δεν είναι άλλο
από ένα παραμύθι στο μυαλό
(καθένας φτιάχνει το δικό του παραμύθι)
μια χημική αντίδραση
που έγινε μέσα μου
και σε στόλισα λέξεις-λουλούδια,
υποσχέσεις και όνειρα,
χαμόγελα.
Εκεί που οι αντιδράσεις μας έσμιξαν
άνθισε το σώμα.
Τώρα, δεν είσαι παρά ο άλλος
κι αυτό που ακολουθεί,
αν δεν είναι αγάπη, όπως λένε,
θα είναι βήχας,
ρόγχος,
παράπονο,
προσπάθεια να κρατηθούμε μαζί,
ώσπου να πέσουμε

Maturare II

Così maturo –
cioè continuo a maturare,
fino a dover cadere
e scomparire:
infruttuosa maturazione,
perché potevo anche non comparire,
per poi dover cadere.
Non avrei però imparato
che i prìncipi non esistono
e che l’amore non è altro
che una favola nella mente
(ognuno si crea la sua propria favola)
una reazione chimica
avvenuta in me
e ti ho adornata di verbifiori,
promesse e sogni,
sorrisi.
Ed è fiorito il corpo
dalla miscela delle nostre reazioni.
Ora non sei che l’altro
e cosa viene dopo
se non è amore, come si dice,
non è tosse,
rantolo,
lamento,
sforzo per tenerci insieme,
fino a cadere

*

Κιουνεφέ

Κιουνεφέ,
θα μπορούσε να είναι το όνομα ενός πύργου στην Κωνσταντινούπολη
ή η κορυφή του βυζιού σου.
Είναι όμως γλυκό.
Κι εγώ, ένα καλό παιδί,
που σου υπόσχομαι:
Δεν θα φάω γλυκό
ούτε τις Κυριακές πια,
γιατί ξέρω:
Περιμένουμε ξένους.
Οι ξένοι πάντα ήταν προνομιούχοι –
έτρωγαν το γλυκό μας,
που εν αγνοία τους φτιάχναμε,
χωρίς να έχουν κάνει τίποτα γι’ αυτό:
Ούτε τα αβγά χτύπησαν,
ούτε το ταψί λάδωσαν,
ούτε περίμεναν
(αχ πώς περίμεναν!)
να γίνει.

Kiunefé

Kiunefé,
potrebbe essere il nome d’una torre a Costantinopoli
o la punta del tuo seno.
Invece è un dolce.
E io un bravo bambino
che te lo giura:
Non mangerò il dolce
nemmeno la domenica
perché lo so:
aspettiamo ospiti.
Gli ospiti erano sempre privilegiati
– si mangiavano il nostro dolce
che a loro insaputa preparavamo
senza che avessero fatto niente:
Non sbattevano le uova
non ungevano la teglia
e non aspettavano
(ah, come aspettavano!)
che fosse pronto.


Yòrgos Kartàkis (Γιώργος Καρτάκης) è nato nel 1963 a Chanià, Creta, dove vive e lavora come insegnante di tedesco. Poeta, pittore e traduttore, ha pubblicato tre libri di poesia propria (il più recente è O thrìamvos tis loyikìs, Endymìon 2017), un’antologia di poeti tedesci dal dopoguerra ad oggi (Dopo Auschwitz, Roès 2019) e una di poesie di Rainer Maria Rilke (Canzone d’amore e di morte di un alfiere, 24 Gràmmata 2018).

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