Werner Herzog e io (di Rocco Brindisi)

Ho ricordato a Werner Herzog, dopo la proiezione del suo ultimo film: “La regina del deserto”, il viaggio che fece, a piedi, da Monaco di Baviera a Parigi, per vedere un’amica che stava morendo. Si era messo in cammino nella speranza, che per lui diventava sempre più una certezza, che, finché durava quel viaggio, l’amica non sarebbe morta. Sapevo di raccontargli quello che già sapeva; e lui, che stava a qualche metro da me, mi fissava con una espressione di sorpresa e di gratitudine. Non aveva dimenticato quell’avventura, ma certo, ascoltandomi, la stava rivivendo. Non pensava che un vecchio signore del sud potesse conoscere quella storia. Mi ha risposto, con il suo tedesco, e la voce della traduttrice che gli stava accanto, di trovare la mia memoria di quel fatto una cosa “gentile”. Ho aggiunto, poi,  che avevo fatto vedere alcune sequenze del suo “Nel paese del silenzio e dell’oscurità”, ai miei scolari di dieci anni, quando insegnavo. Herzog continuava a fissarmi e, quando ha preso di nuovo la parola, mi ha confessato, come gli si fosse illuminato il cuore in quel momento, che il film che gli avevo nominato era quello che amava di più, il più “profondo”. Mentre esce dal cinema, lo avvicino e, un po’ confusamente, gli chiedo se gli sia mai capitato di rivedere, in tutti quegli anni, la signora Fini, la donna sordocieca (meravigliosa protagonista del suo film). Mi risponde in inglese, sommerso da una decina di ragazzi; in quello che dice capisco soltanto che è felice, spiazzato dal mistero che uno sconosciuto gli ricordasse quel nome. Prima di sparire, aggiunge: ”Grazie” [Rocco Brindisi]

4 pensieri riguardo “Werner Herzog e io (di Rocco Brindisi)”

  1. bella esperienza !!! avrei voluto viverla anch’io…..la prossimità con una persona di tale “forza” ed umanità non può che lasciare in chi la vive ,una profonda traccia incancellabile

  2. Straordinario incontro con uno degli ultimi grandi maestri della cinematografia internazionale. Grazie di questo racconto e dell’emozione che ha lasciato.
    Per chi fosse interessato, di quel pellegrinaggio Herzog ha scritto un libro, bello, dal titolo Sentieri nel ghiaccio.

  3. Non sapevo nemmeno di questo film. L’ho cercato e trovato su Youtube, addirittura con i sottotitoli in italiano: viene da un mondo lontanto, non solo per il soggetto, ma per il modo di fare cinema…
    Grazie del ricordo…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.