La neve a Berlino

(una microfinzione di Antonio Devicienti)

ma se le vedevo sorbire una tazza di caffè (la circondava con le mani e la portava lenta alla bocca) capivo: era la naturalezza di dita che sanno avere cura e attenzione.
la neve a Berlino si prende il biancore da Est (dall' Asia immane pianura) e la sua luce da Nord (Baltico giuntura e snodo).
portavano derrate e carbone i camion grigi della prosa.
poi la guardavo disegnare:  matita, carboncino e ogni tanto  il polpastrrello bagnato di saliva per le sfumature grigio chiare movevano rapidi sul foglio come in obliquo cadere di fitto nevischio.
al mercato dei fiori a Prenzlauer Berg la neve teneva lontani molti avventori, ma lei aveva sempre qualche Pfennig per un mazzetto d'intirizziti fiori inspiegabilmente balzati dal fondo  musicale dell'inverno.

(era Käthe Kollwitz e la neve a Berlino).

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