Scalare

Yves Bergeret

Grimper.
Tratto da Carnet de la langue-espace.
Versione di Francesco Marotta.

Tra mani indurite
all’estremità di braccia nodose
e altissime ripide rocce
una fumarola: tu.

Due ere coesistono qui: lava ed erosione,
in sostanza due energiche lime
simili a due cavi neri, elastici.
Sinuosi come felini.
Che si incrociano solo sulla parete,
come voli e gridi di rondoni.

Gridi che vengono dall’alto
e attraversano lo spazio,
la splendida ruvida distesa
che stai percorrendo.
Lo spazio ti fa cenni
di assenso con la testa.
Il sudore che gli cade dalla fronte
crea le montagne,
gocce nate tutte
dal tuo doppio grido sulla parete.

2 pensieri riguardo “Scalare”

  1. Scalare le montagne con le poesie e le calligrafie di Bergeret è esperienza impareggiabile.Adoro in particolare quella calligrafia, dove le parole sembrano braccia che si arrampicano e i tratti del pennello aria rarefatta. Grazie a Marotta che rende possibile tutto questo.

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