Fils d’un bond du soleil

Yves Bergeret

Fils d’un bond du soleil
Figlio di un balzo del sole

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Versione di Francesco Marotta.

*

1
Elle va éblouissante
sur ses pieds de cailloux
et ses chevilles de cavernes,
la montagne.

Si erge sfavillante
sui suoi piedi di ciottoli
e le caviglie di caverne,
la montagna.

*

2
Elle n’a pas de main,
la montagne,
et t’en demande une.

Sous ta main elle apprend qui elle est,
qui elle aime, qui l’aime.

Non ha mani,
la montagna,
e te ne chiede una.

Sotto la tua mano capisce chi è,
chi ama, chi la ama.

*

3
Le vent ne subordonne
ni la montagne ni toi
qu’aucun caprice n’encage,
ni l’un ni l’autre.

Le vent, elle et toi
vous jouez l’idéal trio
auquel boit toute source.

Il vento non subordina
né la montagna né te
che vai libero da fantasie,
nessuno dei due.

Voi tre insieme
suonate lo spartito ideale
da cui prende acqua ogni sorgente.

*

4
Fils d’un bond du soleil
et d’une barque à l’ancre lourde
tu maries la montagne et la joie
dans un poème.

L’ancre, tu limes ses crocs
qui troublent le fond de la mémoire.
Froide, opaque, presque noire
la mémoire te remercie
de redevenir montagne.

Figlio di un balzo del sole
e di una barca dall’ancora pesante,
tu sposi la montagna e la gioia
in un poema.

Dell’ancora ripulisci le marre
che offuscano il fondo della memoria.
Fredda, opaca, quasi nera,
la memoria ti ringrazia
perché ridiventa montagna.

1 commento su “Fils d’un bond du soleil”

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