Scritto 80

Un giradischi spariglia il tempo e incessanti le rondini stancano l’aria tra i due muri. Scaricano dal camion gli archi di luminara e la città divarica giorni altrimenti imperfetti dove la festa spaccherà con le sue luci l’anguria serrata della piazza.

Premuto sul selciato questo quaderno per ricalcarne sulla pagina quella geometrica quadrettatura dove inchiostro e scrittura scardinano l’ordine del tempo spalancando la festa, teatro scaleno.

Intanto i caravaggeschi di Terra d’Otranto se ne stanno nel buio degli altari (singhiozzando i passi del sagrestano semidemente annegano sugli scacchi del pavimento raccontando una storia fogliata tra gli orfani del convento).

E la 127 del restauratore di mobili sosta tozzo animale addossato al muro esterno della cappella della Madonna delle Grazie.

Pubblicità