Primati

Caro amico e/o cara amica, pubblichi (almeno) un libro all’anno (talvolta anche due, tre).  Sono felice per te, perché sicuramente hai trovato la formula magica per dilatare la durata della giornata in modo da poter studiare, meditare, scrivere, correggere, tornare a studiare, riscrivere…

E poi ci sono le prosaiche incombenze: fare la spesa, mettere sotto carica il computer, lavare i panni, fare una passeggiata, incontrare gli amici, sbrigare la corrispondenza, mangiare, fare l’amore.

Sono ammirato.

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8 pensieri riguardo “Primati”

  1. Si tratta, forse, di una presa in giro? Per arrivare ad una piccola casa editrice che non esiste più, ho impiegato 12 anni 12 di vicissitudini varie nel mondo, puzzolente, degli editori.
    Ho ricevuto elogi: “Il tuo e’ un libro coraggioso”, da parte di “nomi” come Nanni Balestrini ed altri. Nessuno si è degnato di scrivere, che so, una recensione. Recensione peraltro da me mai chiesta, per dignità.
    Il mio lavoro e’ passato inosservato come l’acqua del Tevere sotto Ponte Garibaldi.
    Tutti gli ambienti sono mafiosi e clientelari e, per quello che mi riguarda, possono andare tutti dove più meritano.
    Scrivere non serve a nulla. Serve solo a farsi il sangue amaro, nella constatazione di quello che è il genere umano. Intellettuali in testa.

  2. La logica quantitativa è inversamente proporzionale alla qualità, è risaputo. Penso che sia un sottoprodotto, quella della pubblicazione compulsiva, dell’egemonia culturale neoliberale. Sei se produci. E se produci in qualche modo appari. La produzione si è svincolata dalla profondità e originalità della propria opera. L’epigonismo dei (cattivi) maestri e scrivere all’interno degli alvei mainstream sono altre sfaccettature di questa logica.

    1. Bene, ma il problema persiste. Se il mondo fosse governato da logiche “socialiste”, verrebbero a mancare la sudditanza ad un capo ed il clientelismo?
      Nutro più che seri dubbi.

      1. Il mio ragionamento non intende .ettere in gioco una logica di contrapposizione ideologica. Intende solo dare una spiegazione personale alla compulsività del pubblicare, che è cosa ben diversa dalla compulsività dello scrivere.

  3. “Fare dell’universo l’opera di Dio. Fare dell’universo un’opera d’arte. Oggetto della scienza greca. Quello della scienza classica: renderci padroni e dominatori della natura (assimilazione a Dio, ma ben diversa dalla precedente) per mezzo di un sapere che si trova in se stessi. Quello della scienza contemporanea: esprimere in linguaggio algebrico le regolarità della natura allo scopo di usarle. Sempre più in basso”.

    “Nel mondo, solo esseri caduti all’ultimo grado dell’umiliazione, molto al di sotto della mendicità, non solo privi di considerazione sociale ma giudicati da tutti come sprovvisti della prima dignità umana, la ragione, solo quelli hanno effettivamente la possibilità di dire la verità. Tutti gli altri mentono”.

    Cristina Campo

    1. Ancora con questo argomento? Denunciare un fatto, non vuol dire assolutamente risolverlo.

    2. Mhmmm…mi appunto il suo suggerimento domenicale:
      comprare urgentemente un primate (gibbone, scimpanzé, orango oppure un bel gorilla) così sicuramente sarei più in tema sul commentare “Primati”
      Felino sei fuori tema sciò 🤣

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