La Montagna d’Aurouze

*

Yves Bergeret

Regardant de l’aube au soir la face ouest
de la haute Montagne d’Aurouze.

Osservando dall’alba alla sera la parete ovest
dell’alta Montagna d’Aurouze.

*

Le ciel est plat.
Les montagnes gagnent les profondeurs.
Les vents prennent mes bras
et les plongent en bas ;
je remonte les pains, le langage.

*

Cielo uniforme.
Le montagne toccano le profondità.
I venti prendono le mie braccia
e le spingono in basso;
riporto su il pane, il linguaggio.

Neumes notes croches,
ce sont rocs et vents qui décident.
Je reprends amoureux indocile
leur grand chant.

*

Neumi note semitoni,
sono rocce e vento a decidere.
Innamorato indocile, io ripeto
il loro canto disteso.

*

*

Catherine Reeb

La Montagne
Se fait sablier
De sa propre impatience
A connaître le dénouement.

*

La montagna
Si fa clessidra
Impaziente
Di vedere il risultato.

L’astre s’échappe
Ôte le joug des rocs
Eau noire
Galets assoiffés
Suppliques en sous-sol

*

L’astro si allontana
Si libera dal giogo delle rocce
Acqua nera
Ciottoli assetati
Suppliche nel sottosuolo

*

La montagne rêve
De porter l’eau au ciel
Étirant ses pics
Au delà des nuages

Le flot dévale
Inlassablement,
Rattrape le torrent

*

La montagna sogna
Di portare l’acqua al cielo
Estendendo i suoi picchi
Al di là delle nuvole

Il flusso si riversa
Incessante,
Raggiunge il torrente

*

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