“Claustrofonia” di Doris Emilia Bragagnini

Enzo Campi nota critica a: Doris Emilia Bragagnini  Claustrofonia (Giuliano Ladolfi Editore, 2018) Derrida diceva: “se ne parla sempre per figure”, ma le nostre figure sono fatte di parole. Si fanno di parole, anche in senso allucinogeno se volete. Del resto una chiara impostazione onirica e una predisposizione all’artificio sono riscontrabili in molti passaggi dell’opera. Le … Continua a leggere “Claustrofonia” di Doris Emilia Bragagnini

Il colpo di coda

Enzo Campi Per un (auto)ritratto di Amelia Rosselli La speculazione o, se preferite, la specularità produce l’erranza, cioè il movimento. Qualsiasi tipo di movimento è una presentazione. Se ciò che si presenta si riferisce direttamente al (non è altro che il) sé che genera la presentazione, allora si può parlare di un movimento insieme riflettente … Continua a leggere Il colpo di coda

L’inarrivabile mosaico

Scrivere un testo poetico a partire da una parola altra; prose­guire la scrittura come fonte di formazione e deformazione di un nuovo atto significante; addentrarsi nel libro primigenio e riportarne a sé la metamorfosi compiuta di una nuova sostanza. Sebbene la scrittura poetica non abbia luoghi privilegiati di na­scita, ma tutto e tutti, potenzialmente, possano … Continua a leggere L’inarrivabile mosaico

Per il decennale di RebStein, 12

Enzo Campi vietato parlare al conducente   “Vietato parlare al conducente”. Ogni volta che ripetevo quella frase era un po’ come ripetere me stesso e conclamarmi. La frase mi diceva, ribadiva l’importanza del sé che si diceva attraverso quelle determinate parole. Ma, in un certo senso, quelle parole sembravano anche fuggire per la propria strada, … Continua a leggere Per il decennale di RebStein, 12

Ipostasi del ritiro (IV)

Antonio Scavone Reading      Ehilà, il tavolo dei relatori è bello pieno! – Sì, hanno fatto le cose in grande – Ci sono tutti, tutti poeti – Infatti. C’è Francesco Marotta, Manuel Cohen, Enzo Campi, Natàlia Castaldi, Leopoldo Attolico, Maurizio Manzo – E chi è il poeta che presentano? – Ramingo Pellegrino – …Ramingo Pellegrino?! … Continua a leggere Ipostasi del ritiro (IV)

Lo sciancato e Caterina

Alessandro Assiri Enzo Campi In una delle più perfette ed esaustive «riconciliazioni dei contrari» che la letteratura contemporanea ha espresso negli ultimi anni (“Caterina si prende l’odore con le mani, l’allunga con le labbra in un dire lungo e magro che consegna quel che porta, nel niente in cui si è rimpinzata e che l’ha … Continua a leggere Lo sciancato e Caterina

Un anno per Villa – Parabol(ich)e dell’ultimo giorno

«La grande domanda è quella che vuole conoscere come avviene il trapasso, nel caos dei dati giunti fino a noi, come una risacca, in un amalgama fonetico baluginante ma senza luce ferma e fisso riverbero, il trapasso, in diagonale, da mito a concezione cosmologica, da mito a teologia, da mito a leggenda, e da storia … Continua a leggere Un anno per Villa – Parabol(ich)e dell’ultimo giorno

sembrano usciti dal libro (per Ida Travi)

Enzo Campi   la distesa è neve pettinata di fresco. e il circolo di pietre slavate non riesce a tatuare il tappeto ove consegnare gli arbusti al loro destino di fuoco. nebbie, ad oltranza, penetrano nella stanza del riposo. è fluido il libro, disteso, allettato come nel senso dell’altare o dell’ara sacrificale. dalla finestra aperta … Continua a leggere sembrano usciti dal libro (per Ida Travi)

ecce homo (come ci si manca in ciò che si è)

Enzo Campi Tutto finì cominciandosi  in sé, sfinendosi nell’efferata diatriba tra il punto nodale da cui dipanare la matassa e l’idea di una fine annunciata che riverberava, al rovescio, la sua essenza inconclusa, la sua indeterminatezza di fondo. E se il fondo è la fine, ne converrete, non si dà fine senza fondo. E il … Continua a leggere ecce homo (come ci si manca in ciò che si è)

Stati d’amnesia

Lella De Marchi […] sono sempre la bambina che non mi hanno detto (la terza madre di me stessa), sopra quei panni stesi su di un filo, ad asciugare, ho costruito il mio altare di parole […] *** […] La struttura interna è composta da tanti piccoli elementi, ognuno dei quali è subordinato non dico … Continua a leggere Stati d’amnesia

La me ga scrito (III)

Emilio Villa L’andamento poematico, composto da 278 versi, si apre minimizzando la ragione demiurgica di questo testo, con un minuscolo “nulla di che” in un italiano prosaico «un’idea così, un’ideina, un’idea di sesso lì per lì, quasi di straforo», un italiano che a Milano si adotta tanto per “ciaciarare eccetera”. Si sviluppa con un lungo … Continua a leggere La me ga scrito (III)