La carne e il respiro – di Flavio Ermini

[FLAVIO ERMINI] Nella sua ossessione di vivere la poesia come separazione totale dal mondo degradato che lo ospita, il poeta non dà tregua alla parola: le usa di continuo violenza per “strapparla” all’usura del suo impiego quotidiano, per estraniarla ai suoi significati consueti ed “elevarla”, come vuole Stefan George, «a sfera radiosa». Il lavoro del … Continua a leggere La carne e il respiro – di Flavio Ermini

Il lettore del testo – di Flavio ERMINI

Flavio Ermini, Il moto apparente del sole (Storia dell’infelicità) Prefazione di Massimo Donà Bergamo, Moretti & Vitali Editori, 2006. Il lettore del testo (pag. 155 – 159) La vita dolorosa      Oggi la poesia non scende più dalle stelle. Ha rinunciato all’aureola ed esce dalle pieghe della terra. Per poi espandersi e muoversi fra la … Continua a leggere Il lettore del testo – di Flavio ERMINI

Segni del perturbante (II) – Flavio ERMINI

(Gottfried Ecker, o. T., 2001) Segni del perturbante [Tratto da Flavio Ermini, Antiterra, premessa di Marco Ercolani, Novi Ligure, “I Libri dell’Arca”, 2006, pag. 65–67; già in Anterem, XXVIII, n. 66, Giugno 2003. // Qui è possibile leggere “Il perturbante” (I)] Mi addosso alla sua ombra raccolgo il suo silenzio tra le mani.                                JACCOTTET     … Continua a leggere Segni del perturbante (II) – Flavio ERMINI

L’acqua destinata alla nascita – Flavio ERMINI

(Magdalo Mussio, Chiarevalli Monodico) FLAVIO ERMINI Ur-Poema n. 4. Tra pensiero 01. Di Pietra                         le braccia che danno forma alla morte per avere da essa parola, come l’acqua destinata alla nascita o il sangue duplicato nel volo, altro la morte non dà

Nomothetes – di Flavio ERMINI

Nomothetes Nel linguaggio non cerchiamo nulla, piuttosto costruiamo qualcosa. Wittgenstein La scrittura è inseparabile dal divenire: scrivendo si diventa nutrice, si diventa animale o vegetale, si diventa molecola. Deleuze Ognuno dei passi che il poeta arrischia porta al vivo e originario soggiornare presso le cose, a cogliere la tonalità fondamentale della loro voce, a nominarla.

Breve saggio su Robert Irwin a Villa Panza di Varese

(dedico questo scritto a Flavio Ermini, con calorosa amicizia) Amo molto tornare, di tanto in tanto, negli spazi, per me sempre meraviglianti, di Villa Menafoglio Litta Panza a Biumo Superiore di Varese e, qui in particolare, desidero dire di Robert Irwin, un artista che, tra i molti ospitati sia nell’esposizione permanente che in quelle temporanee, … Continua a leggere Breve saggio su Robert Irwin a Villa Panza di Varese

Le voci ustionanti della gioia

Nota di lettura di Flavio Ermini a Fuochi complici di Marco Ercolani   La poesia ritaglia nella stoffa dell’angoscia la gioia della creazione. Un semplice lamento senza gioia non sarà mai un canto. Leggiamo quanto scrive Marco Ercolani in Fuochi complici. Ma poi leggiamo anche l’ultima lettera scritta da Heinrich von Kleist, prima di darsi … Continua a leggere Le voci ustionanti della gioia

Geologia di silenzi

Gian Giacomo Menon orlo della terra e dell’acqua dove ritorna e viene il bisbiglio fondo obliquo di squali la gola semplificata dalla fame emerge il guscio abitato dalle onde nelle notti di pesca preghiera di amare icone non fanno presa gli uncini sono strappate le reti aprire le maschere marine profezia di sepolture per gli … Continua a leggere Geologia di silenzi

Mareale

Tiziano Salari Silvano Martini “Da sempre si è inteso, come un dato che s’impone, che il luogo proprio, naturale, della parola poetica è il silenzio. E così, la sua apparizione è un’ascensione dal silenzio in cui giace mai interamente inerte, il silenzio degli inferi dove si trova imprigionata come un “Essere” che chiede di manifestarsi … Continua a leggere Mareale

Teneri acerbi

Un tenero esserci (Recensione di Marco Furia) Con “Teneri acerbi”, Giorgio Bonacini presenta una raccolta di poesie giovanili che, sottoposte negli anni ad alcune modifiche, sono state pubblicate nel corso del 2014. Si legge a pagina 27 “Ancora quei muti chiarori le luci, i sottili vapori che io se mi scopro a ridosso di un … Continua a leggere Teneri acerbi

Un anno per Villa – Parabol(ich)e dell’ultimo giorno

«La grande domanda è quella che vuole conoscere come avviene il trapasso, nel caos dei dati giunti fino a noi, come una risacca, in un amalgama fonetico baluginante ma senza luce ferma e fisso riverbero, il trapasso, in diagonale, da mito a concezione cosmologica, da mito a teologia, da mito a leggenda, e da storia … Continua a leggere Un anno per Villa – Parabol(ich)e dell’ultimo giorno

Il corpo emotivo della bellezza

Antonio Devicienti Il corpo emotivo della bellezza (Sonetti dolenti e balordi di Lucetta Frisa) Italiana è l’invenzione del sonetto, dantesco/petrarchesca la fondazione del suo prestigio europeo, ininterrotta la sua fascinazione. Il numero conchiuso dei 14 versi sembra esercitare ancora oggi quella suggestione derivante dal dover dire entro spazi rigorosi, cercando l’arduo equilibrio tra tradizione e … Continua a leggere Il corpo emotivo della bellezza

I colpi del – Nulla

Paolo Ferrari Marco Furia Il non ignorabile Nulla “I colpi del – Nulla”, di Paolo Ferrari, è una corposa raccolta di versi la cui natura di genuina e aperta confessione assume la fisionomia di un pensiero che riesce a farsi continua poesia (non a caso, Flavio Ermini, nella sua acuta e pregnante nota introduttiva, scrive: … Continua a leggere I colpi del – Nulla

Essere il nemico

Marco Furia Flavio Ermini Essere è dire “Essere il nemico”, di Flavio Ermini, è davvero, come recita il sottotitolo, un “Discorso sulla via estetica alla liberazione”. Già dalle prime pagine, l’autore esprime con chiarezza le sue opinioni. Poiché la mentalità mercantile e affaristica, dominata dal culto del denaro, “è penetrata in ogni piega del tessuto … Continua a leggere Essere il nemico

Il secondo bene

Gabriele Gabbia Flavio Ermini Impossibile avere esperienza della morte, che sarebbe il compimento dell’esperienza umana, che si compie appunto quando non è più possibile esperire. Forse, per averne una sorta di figura, dobbiamo cercare altrove, forse in questi frammenti di morte che sperimentiamo per esempio quando siamo esiliati sul confine tra la veglia e il … Continua a leggere Il secondo bene