Un esistenziale accumulo (su “Svenimenti a distanza” di Mario Fresa)

Marco Furia Nota di lettura a: Mario Fresa Svenimenti a distanza il melangolo, Genova, 2017   A qualcosa che emerge accumulandosi si riferisce, con evidenza, la raffinata raccolta di Mario Fresa “Svenimenti a distanza”. Non a caso, già all’inizio si legge: “ […] Ha paragonato la sua casa a una vecchia drogheria”. Le drogherie sono … Continua a leggere Un esistenziale accumulo (su “Svenimenti a distanza” di Mario Fresa)

“La parola dell’occhio” di Marco Furia

Gabriele Gabbia «Il ricordo è soltanto uno dei lineamenti del nostro esistere, sicché continuiamo a essere anche ciò che, in senso stretto, non rammentiamo. Ciò che ci ha modificato persiste in noi in forma d’impronta che si aggiunge a infinite altre e di cui, talvolta, nemmeno ci accorgiamo: l’avere avuto un intenso contatto con un’opera … Continua a leggere “La parola dell’occhio” di Marco Furia

Un magico transitare: Michaux e Artaud (III)

Gilberto Isella Artaud: la follia della carne e il vuoto Avvistare i confini dell’Altrove con la consapevolezza di rimanere eternamente confinati sulla sua soglia, non potendo far altro che additarla, interrogarla all’infinito e tentare di dare un senso alle ombre-luci che essa proietta, è la condizione di ogni poeta moderno. «Urta, / Urta per sempre. … Continua a leggere Un magico transitare: Michaux e Artaud (III)

Un magico transitare: Michaux e Artaud (II)

Gilberto Isella Michaux: il rallentare Né l’immobilità parmenidea, né lo scorrere eracliteo. La cosa poetica può essere altro. Vi si può annunciare quello stato di contrazione, di ri-tenuta del moto, che è il rallentamento. Una momentanea entropia, una sorta di ambigua passività necessaria alla rivelazione: allentando la sua vista, il poeta si prepara a rivelare … Continua a leggere Un magico transitare: Michaux e Artaud (II)

Un magico transitare: Michaux e Artaud (I)

Gilberto Isella La carne, i libri Leviamo l’ancora per un’esotica natura! Questo imperativo di Brise marine – che Mallarmé rielabora da Baudelaire e consegna ai posteri – sarà un faro per la poesia della nostra epoca. Una luce irradiante il cui colore dipenderà dal suo rifrangersi nelle diverse singolarità poetiche. Non c’è nessun esotismo corrivo … Continua a leggere Un magico transitare: Michaux e Artaud (I)

Frammenti di una poetica infelicità

Marco Ercolani Marco Amendolara “I piedi non indovinavano la terra, e la tua mente ti illuminava a intermittenza, come un mirabile neon consumato. Rovinando, formulavi una domanda vana. Rimorso o minaccia, lo sguardo colpiva per annullare papaveri, centocchi, serpilli. Nessuna dolcezza, e deserti i dintorni della persona.”

Alla confluenza dell’attesa

Lorenzo Gattoni «Scrivere è zittire un’assenza. La nostra vita è costituita dall’assenza, nella duplice forma dell’abbandono e dell’attesa. L’una, quindi, rivolta al passato; l’altra al futuro. Ecco perché la poesia può porsi con esattezza sul crinale di questo equilibrio, capace di tenere assieme gli ingredienti della temporalità e di come essa precipita nell’esperienza. La poesia … Continua a leggere Alla confluenza dell’attesa

In fuga dal volto

Vincenzo Di Oronzo Mario Fresa “E’ una poesia che annuncia e fa risplendere le forme alte dell’archetipo e le infinite direzioni dell’inesplicabile verità che esse mostrano, con l’impiego di una lingua mobile e inquieta, inserita in un fluire magico e trasversale, in cui molto è lasciato, paradossalmente, al non detto, all’appena sussurrato.” “in fuga dal … Continua a leggere In fuga dal volto

Murales

Marco Saya Sapientemente ironico e sfuggente, pieno di irresoluti interrogativi, di utopie irraggiungibili, di memorie di una gioia che affranca e che dispera: è questo il regno liquido, felicemente malinconico, entro il quale si muove e si esprime Marco Saya, una voce lontana dalle mode, un poeta che sa trasformare la scrittura in uno strano … Continua a leggere Murales

Un’estrema danza di parole

Mario Fresa Giannino di Lieto e la sua estrema danza di parole      Il fuoco interminabile che può trasmettere – con tutta la sua cieca potenza – un’autentica voce poetica deve sempre rifuggire da qualsivoglia risposta. Ciò significa, allora, che un vero poeta non può essere amato, né capito: le sue domande vibrano nell’attimo di … Continua a leggere Un’estrema danza di parole

Nell’inferno della carne (II)

Tiziano Salari È la «gabbia d’acciaio» della razionalità, secondo l’espressione di Max Weber, che stringe in una morsa la società moderna (il mondo globale), da cui la poesia cerca dei varchi per liberarsi, quando non è nelle droghe, nel sogno, nell’ebbrezza, nell’Olimpo della forma e dell’estetismo aristocratico. Da una parte l’estrema funzionalità della scienza e … Continua a leggere Nell’inferno della carne (II)

Nell’inferno della carne (I)

Tiziano Salari Diceva Baudelaire che la carogna sotto il sole restituiva al centuplo alla grande Natura ciò che essa aveva congiunto insieme e che da quel mondo in putrefazione saliva una strana musica, come un rumore di vento o di acqua corrente. Nel Malte, Rilke se ne ricorda parlando della musica di Beethoven, che avrebbe … Continua a leggere Nell’inferno della carne (I)

Poesia e presente

Stefano Guglielmin “E’ evidente, e, credimi, non è tanto per dire, che ‘Senza riparo‘ è un lavoro destinato a divenire un punto di riferimento, di paradigma e di confronto, per chiunque con onestà intellettuale si occupi di poesia contemporanea, e per chiunque l’abbia in grande considerazione.” (Manuel Cohen)