Lungosenna (per Paul Celan)

(Molto probabilmente soltanto un poeta (o, comunque, un artista) può degnamente ricordare e omaggiare un poeta; per Paul Celan, in ricordo e in onore di Paul Celan, Domenico Brancale offre alla Dimora del tempo sospeso queste parole emerse dai suoi incerti umani  – un grazie anche ad Anna Ruchat: lei e Domenico sanno il perché … Continua a leggere Lungosenna (per Paul Celan)

Paul CELAN nella lettura di H.G. GADAMER

Tratto da: Hans Georg Gadamer, Chi sono io, chi sei tu. Su Paul Celan, cura e traduzione di Franco Camera, Genova, Casa Editrice Marietti, “Collana di Filosofia”, I ed., 1989. [Titolo originale: Wer bin Ich und wer bist Du? Ein Kommentar zu Paul Celans Gedichtfolge “Atemkristall”, Suhrkamp Verlag, Frankfurt a.M., 1986] *** Weggebeizt vom Strahlenwind … Continua a leggere Paul CELAN nella lettura di H.G. GADAMER

Derrida lettore di Celan

Giuseppe Zuccarino Il primo libro di Jacques Derrida interamente dedicato a un poeta appare nel 1986 e concerne Paul Celan. Si tratta del testo di una conferenza pronunciata due anni prima a Seattle, nel corso di un convegno internazionale. Cominciamo con l’esplicitare il titolo del volumetto, Schibboleth. Esso riprende quello di una poesia celaniana, ma … Continua a leggere Derrida lettore di Celan

Celan e l’esperienza dell’impossibile

Giuseppe Zuccarino Celan e l’esperienza dell’impossibile      È noto che Paul Celan ha avuto per lungo tempo la fama di essere un poeta difficile, quasi impenetrabile. La sua replica a coloro che gli muovevano tale accusa non era la più adatta a conciliarseli: «Al giorno d’oggi è di voga rinfacciare alla Poesia la sua “oscurità”. … Continua a leggere Celan e l’esperienza dell’impossibile

Il diritto di tradurre

Nei Paesi Bassi la Casa editrice Meulenhoff affida alla poetessa e scrittrice Marieke Lucas Rijneveld (che accetta entusiasta) la traduzione di The Hill We Climb di Amanda Gorman; alcune voci di dissenso, tra cui, particolarmente marcata, quella dell’attivista Janice Deul, contestano la scelta perché “il lavoro e la vita di Gorman sono profondamente segnati dalla … Continua a leggere Il diritto di tradurre

Andanze (brevi studi per Pierre Tal Coat /4)

Rien ne désaltère mon pas scrive in conclusione di Dans la chaleur vacante André du Bouchet – Paul Celan traduce: Nichts stillt den Durst meines Schrittes. E si tratta della medesima sete che muoveva i passi del pittore. Celan conosceva il paesaggio bretone, vi aveva visto i menhir e ne aveva scritto: 

Breve saggio sulle torri (e sulla letteratura)

Fra le molte torri che svettano nel paesaggio della letteratura (ma dovrei più appropriatamente dire della scrittura) quella nella quale più volentieri m’intrattengo è la torre di Monsieur de Montaigne. In un’incisione del 1498 (Das Meerwunder) Albrecht Dürer raffigura una fanciulla che viene rapita da un mostro marino; dell’opera mi hanno sempre affascinato le torri … Continua a leggere Breve saggio sulle torri (e sulla letteratura)

Tracce (2)

S’infittisce la presenza della poesia e più in generale della scrittura di Paul Celan nell’opera di diversi autori italiani di questi anni; mi è gradito, per esempio, accennare ai seguenti versi: Lenz non aveva visto più nessuno. Qualcuno lo aveva abbandonato. Fuori ci si spartisce il secolo e con mute furibonde scavalcheremo l’anno, ognuno dalla … Continua a leggere Tracce (2)

Tracce (1)

Il 17 ottobre 1969, il giorno stesso del ritorno dal suo viaggio in Israele, Paul Celan compone (e poi invia a Ilana Shmueli) questa lirica che sarà pubblicata nel libro postumo Zeitgehöft (1979 presso l’Editore Suhrkamp): ES STAND der Feigensplitter auf deiner Lippe, es stand Jerusalem um uns, es stand der Hellkiefernduft überm Dänenschiff, dem … Continua a leggere Tracce (1)

Filosofia del nome in Agamben

Luigi Sasso Filosofia del nome in Agamben ……L’indagine sul linguaggio, sugli elementi che lo compongono, accompagna la storia del pensiero occidentale. Agamben ci ricorda, in Che cos’è la filosofia?, che il mondo antico non poteva riferirsi alla realtà delle cose in un modo che si pretendesse indipendente da come il mondo stesso «si rivelava nella … Continua a leggere Filosofia del nome in Agamben

Scritto 35

La Hütte (la capanna) nel cuore della Turingia dove a matita Goethe lascia dei versi (forse questi): über allen Gipfeln / ist Ruh – su tutte le cime (dei monti) c’è pace – in allen Wipfeln / spürest Du / kaum einen Hauch – in tutte le cime (degli alberi) avverti appena un alito: assonanza … Continua a leggere Scritto 35

Scritto 34

La porta sprangata della poesia di Mandel’štam: На замок закрыты ворота – Paul Celan traduce Riegel, vor das Tor gelegt e Jaccottet Le verrou est tiré sur le portail; Remo Faccani rende La porta del cortile è ben sprangata e Antonella Anedda: La catena è tirata sul portale – è la porta sbarrata che impedisce … Continua a leggere Scritto 34

Pietre focaie / messe sulle soglie (su “Il sogno di Giuseppe” di Stefano Raimondi)

Con quest’opera, poemetto articolato in una prima e in una seconda parte e costituito da 39 brevi testi in versi, Stefano Raimondi si confronta in maniera diretta e coraggiosa con la parola poetica, il suo farsi e il suo darsi all’ascolto e alla lettura. Parlo di coraggio perché occorre essere coraggiosi per assumersi il rischio … Continua a leggere Pietre focaie / messe sulle soglie (su “Il sogno di Giuseppe” di Stefano Raimondi)