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171 pensieri su “About”

  1. Caro Francesco,
    come stai?
    Sono Andrea Tosti, e gestisco con Daniele De Angelis il portale http://www.figlidienneenne.it.
    Pubblicasti, su la poesia e lo spirito, un mio racconto intitolato l’Esodo.
    Ti invia altri racconti, perché tenevo ad un tuo parere, ma non ho più avuto tue notizie.
    Purtroppo la rubrica della mia posta elettronica mi da dei problemi e non riesco a trovare il tuo indirizzo mail.
    Volevo sapere se avevi trovato tempo di leggere i miei scritti.
    Ti lascio la mia mail, sperando che tu voglia rispondermi.
    Ti saluto e ti ringrazio
    andrea
    andrea_tosti@hotmail.com

  2. Gentile Francesco, trovo oggi la dimora del tempo sospeso, che sto apprezzando molto. ospiti nomi noti e non, ma tutti di notevole spessore, e una selezione accurata degli argomenti (perfino la mia amata Zambrano). Si vede che c’è autentica passione. Ci tornerò spesso. Puoi inviarmi la tua mail, per favore, qui non la vedo…
    buone ore
    Annamaria Ferramosca

  3. Scrivo qui perchè non so come fare entrare in contatto. Posso mandare un paio di poesie alla lettura, per un’eventuale pubblicazione sul blog?
    Grazie e un saluto

  4. L’ho visitato con piacere, Maria Pina.
    Stai facendo un gran bel lavoro, anche col tuo blog personale (che già conoscevo).

    L’ho appena linkato qui di fianco.

    Un caro saluto.

    fm

  5. Gentile prof. Marotta ,mi chiamo Salvatore Cicciotti e dalle cose che leggo sul sito mi sembra di riconoscere in lei un nostro vecchio amico che studiava tanti anni fa alla Federico ÌÌ di Napoli con il prof. G.D’Agostino, se mi sbaglio chiedo scusa, ma leggo riferimenti a ..F.Masini e non solo, insomma se si tratta di omonimia è anche di tipo culturale se invece ho indovinato un abbraccio di cuore e un saluto dagli amici di Torino. Se infine ho sbagliato persona le chiedo scusa ma facendole comunque le congratulazioni per i suoi versi
    S.cicciotti
    Pina Grillo
    Giovanni Saccone

  6. Carissimo Salvatore, è un piacere immenso risentirti dopo tanti anni. Ti scriverò prestissimo. Intanto, un abbraccio a te, Pina e Giovanni.

    fm

  7. Caro Domenico, ti ho appena rinviato il messaggio del 3 gennaio (h 19.53) all’indirizzo che hai indicato nel post qui sopra. Fammi sapere se arriva, appena puoi, in caso contrario provvedo in modo diverso.

    Ciao.

    fm

  8. A me, comunque, continua a dare “errore nella visualizzazione della pagina”, il che significa che un problema c’è, anche se non riesco proprio a individuarlo. Ci vorrebbe un “esperto”…

    Ah, trovarlo, trovarlo…

    Grazie del riscontro, Jolanda.

    fm

    p.s.

    Magari è la volta buona che va in fumo tutto. Sperèm…

  9. Lascia stare il fumo, caro francesco, l’unico problema che ho avuto è stato nell’inviare il commento perchè per ben tre volte mi compariva la scritta errore impossibile visualizzare la pagina, ma questo ogni tanto capita e dopo un po’ ho visto il commento.

    Speriamu chi tutto si ‘ggiusta!
    ciau
    jc

  10. Mi auguro che il black-out sia stato solo del blog e non del “demiurgo”, come ti ho definito. Lo apprendo casualmente soltanto ora ma che vada tutto in fumo potrebbe e dovrebbe essere una circostanza fortuita, non una situazione infausta, soprattutto per te. Comunque… “arrassusia”!

    Un carissimo saluto

    Antonio

  11. Bello quel ” arrassusia ” ! , Antonio, ha qualcosa di familiare!
    ciao anche a te e sappi che il “demiurgo” spesso è anche deus ex machina!

    jc

  12. Ciao, Antonio, il problema permane e, per quanti tentativi abbia fatto, non sono venuto a capo di niente.

    Quello “sperèm” era proprio un auspicio (a che andasse davvero tutto in fumo…).

    A più tardi.

    fm

  13. Sono riuscito a raddrizzare la bar h. Però non chiedetemi come ho fatto, perché davvero non saprei rispondervi.

    Tengo sempre a portata di mano, comunque, la fatidica “valigetta presidenziale”, sì, proprio quella là, col bottone rosso (“canc”) incorporato… E non so nemmeno come si faccia a fare una copia di tutto.

    fm

  14. caro francesco,
    potresti ridarmi la tua mail , dovrei parlarti di una proposta per il tuo sito
    un carissimo saluto
    annamaria ferramosca

  15. Ho rimesso il blog stats. Dopo gli “esperimenti” di wordpress dei mesi scorsi, non sono più riuscito a sincronizzalo con quello interno.

    Per gli amanti delle statistiche, ad ogni modo, per avere il numero esatto delle visite basta aggiungere la cifra tonda di diciottomila (18.000) al numero che appare nel colonnino.

    fm

    p.s.

    Non so perché ho scritto questa stronzata, ma a qualcosa è servita: si è improvvisamente levato un refolo di brezza che, per qualche secondo, ha reso meno irrespirabile l’aria…

  16. Francesco, io non so cos’è un blog stats nè i numeri di cui parli.
    Sappi però che quando “appari” anche qui l’aria diventa più respirabile…

    p.s.

    La mia amica Paolina invece, da questa mattina non respira più.
    E non scriverà più poesie. Nulla.
    Francesco, cos’è la vita?

    ti abbraccio
    jolanda

  17. Me ne ero accorta!….
    Guarda che da notizie dell’ultima ora…forse non lo hai ancora saputo…ma la linea del traguardo è stata spostata di centinaia di chilometri…..
    rallenta!
    ciao
    jc

  18. E’ troppo tardi.
    La gara era tra un coyote ed una stella. E sta per concludersi.
    Indovina chi era la stella. E perché perderà.

    Ciao, buona notte.

    fm

  19. Questo indovinello mi fa tremare. perchè non mi scrivi in privato?
    no, francesco, non buona notte, solo buona sera.

    jc

  20. a questo punto non so più che dire se non che forse la cenere della stella potrebbe ricompattarsi contro la stupidità. tu la conosci l’araba fenice!
    ciao mio buon francesco
    jc

  21. niente di ciò che è amato muore
    ma può mancare molto e fare male
    non conosco le ragioni del tuo cuore
    posso rispettarle perchè ti voglio bene
    ma la mia speranza è che tu ci possa ripensare
    e trovare una soluzione ad ogni tua ragione

    adesso vado, insistere rende ridicoli.

    ti abbraccio.

  22. Quale lingua più, quali codici da decifrare nel deserto dove persino le ombre erano oasi salvifiche e il viandante trovava ristoro anche dal suono ovattato della sabbia che dondolava su se stessa formando dune sempre nuove?

    Noi qui,noi,
    noi qui, noi
    noi qui, noi

    Sarà forse il vento a soffiare nuovi alfabeti?

    mannaggia!
    jc

  23. forse tutto questo non c’entrava niente ma un mattino c’era il rumore degli operai
    le api erano mute
    e oggi l’ho ritrovata

    ciao

    Ora,la data dell’anno non me la ricordo bene
    Del resto il vento ha trasformato ogni cosa
    In basalto e ghiaccio rosa

    Mi hanno giurato che sulla terra
    Si poteva stare a piedi nudi
    E che le stelle lasciavano una scia feroce
    Una sorta di granitica bellezza
    Una litania una via di fuga

    Non posso dirti buonanotte
    Non posso dirti buongiorno

    C’è uno scaffale dal quale posso prendere tutte le poesie che voglio
    Come un bacio dalle tue labbra ancora vive

    È un malinteso
    Un fiume che straripa nel cuore della notte
    Un quadro impressionista
    La luce arancione dei tulipani l’acqua nera del Caspio
    La stessa di una fontana di una bidonville

    Ma sono pochi attimi
    Di tutto il mondo che non conosco
    Sull’ultima mensola
    Tra gli LP con tante belle copertine
    E la disputa sul potere della vita sulla morte

    Intanto le gambe del tavolo hanno messo radici
    Sanguinano le molecole
    Di alfa beta e gamma
    Come se “la vita è davanti a se”
    Come se nella bottega mancava il pane
    E sai, sai ,dimenticare l’odore fa più male

    (Anche se la data
    Non me la ricordo bene)

  24. tu lo sai che per me è un gran dolore, ma so che l’amicizia non è un luogo e rimane, sempre e per sempre
    e ti voglio un mondo di bene. n.

  25. buone onde del mare ai tuoi cuccioli, come stelle cadenti sfamino i desideri negli occhi e le tue mani fresche d’aria salmastra ai polmoni siano carezze di rinnovata poesia e vita.
    ….
    n.

  26. Chiedo scusa a tutti coloro che hanno visto comparire solo adesso il loro commento. Purtroppo, fin quando non sono al pc, tutti gli IP di coloro che scrivono qui per la prima volta vengono automaticamente bloccati. Non dipende da me.

    Un saluto a tutti. A più tardi.

    fm

  27. Francesco, giusto per dire che mi rimproveri di non rispondere a mail, dimenticando che mi vengono inviati da wordpress no reply…

    Non sapendo dove dirtelo, sono costretta a dirlo coram populo. Désolée.

    Jacqueline

    1. Cara Jacqueline, può essere avvenuto solo per un errore indipendente dalla mia volontà.

      Ti ho appena inviato una mail, perché ho sempre risposto a chiunque abbia chiesto di comunicare. Per dimostrarti la mia buona fede, se non dovesse arrivarti non hai che da segnalarmelo e pubblico il mio indirizzo qua, coram populo.

      Non l’ho mai fatto solo per evitare che i quintali di spazzatura di ogni genere che ingombrano la cantina del blog, si riversassero nella mia casella di posta normale.

      Ciao.

      fm

  28. Ciao Francesco,
    ho scoperto per caso il tuo blog e ci sono rimasto.
    Se non ho capito male, questo dovrebbe essere il luogo giusto per comunicazioni, verie ed eventuali. E se non mi sono illuso, sei una rarità: un poeta che risponde ai messaggi.
    Ti scrivo quello che mi è capitato di scrivere ad altri poeti e che è rimasta lettera morta:

    Non mi interessano fama, soldi e pubblicazioni da presentare da Fazio a Che tempo che fa. Ma, come credo sia per ogni poeta o scrittore, sento la necessità di entrare in contatto con coloro a cui spero di somigliare. Se non altro, per una questione di identità: perchè si diventa poeti o scrittori – senza necesariamente esserlo – quando qualcuno legge (o magari pubblica) ciò che si è scritto, ma si è poeti o scrittori solo quando un altro poeta o scrittore te lo dice.

    Ecco: io sono interessato alla seconda opzione. Mi farebbe piacere poter condividere i miei scritti e i miei pensieri con chi, essendo poeta, possiede la capacità perduta del soffermarsi. Ho la necessità di sentirmi dare consigli, di farmi guidare, di stare ad ascoltare chi può darmi ciò che ancora mi manca, e che è tanto.

    Alcuni lavori sono pubblicati sul mio blog blog http://www.stroboscopio.com/category/scritti-personali/poesia/. Dagli un’occhiata se ti va (alcuni sono vecchi pezzi che lascio lì ma della cui bruttezza onestamente mi vergogno).

    Non miro a ricevere complimenti o consigli utili per il mondo editoriale (me ne sono arrivate tante, ma devo essermi spiegato male io), ma una risposta che sia indice di un interesse allo scambio ed alla condivisione da parte di chi vorrei come guida. Se non arriverà, vorrà dire che non sarà valsa la pena e mi toccherà attendere ancora, o convincermi che diventare poeta è molto più semplice che esserlo. E il solo pensarci già mi duole.

    Un saluto

  29. [Riflessione pedante, non richiesta e “a prescindere”]

    C’è una letteratura residua che si candida a essere “in-terstiziale”, “succedanea”, assiomaticamente o apoditti-camente “originale”. È fatta di scritti nel cassetto, di avanzi scampati al ravvedimento, di piccole cose senza gusto e senza storia: è una letteratura da interscambio, da sopravvivenza, da plus-valenza umanitaria. “Ohibò!”, avrebbe detto Arbasino negli anni ’70, “Ahimé!” dicono i nuovi writers compiaciuti del sentirsi liberi, anche se non guardano da nessuna parte. Come può, allora, un cieco guardare da nessuna parte (in questo caso percepire, è ovvio) se non è assistito da qualcuno che benevolmente lo accompagni e gli mantenga fermo e diritto il percorso o-paco da attraversare? Un manutengolo sarebbe? O un manipolatore, un vessatore, un mercante, un provider, un server, un host, un algoritmo?
    È naturale interrogarsi sul senso della scrittura (ne ha scritto già nel 1998 Paolo Mauri con “L’opera imminente”, Einaudi), sulle potenzialità nascoste e le sovrastrutture dialettiche della scrittura: tutti quelli che scrivono lo fanno e, nel farlo, sperimentano le proprie capacità critiche, la proiezione esponenziale del proprio io o super-io scriven-te. I critici di professione – francesi, inglesi, italiani – han-no spianato e spianano tuttora la strada a quest’altro tipo di conoscenza (autodeterminazione della letteratura) e ne hanno indicato i punti di forza e di debolezza. A un certo punto, però, in quest’accurata analisi gnoseologica di quello che è o rappresenta un testo letterario, accade l’imponderabile o, secondo le aspettative, l’inverosimile.
    Accade che il critico letterario non scriva più degli altri (autori, scrittori, poeti) ma scriva di se stesso, che scriva romanzi come i romanzieri o racconti come i narratori. Di che si tratta? Di un’inclinazione taciuta per anni e improv-visamente esplosa? Di un’esternazione estetica che è prossima alla necessità individuale più che alla necessità scientifica? Di una libertà o di un’auto-liberazione?
    Tutta quell’abbondanza di notazioni critiche e metodo-logiche si trasforma da patrimonio di sapienza in reperto-rio espressivo come se (è indispensabile il “come se”) la critica avesse esaurito la sua spinta propulsiva (forse per-ché in giro nessuno più scrive grandi romanzi) e/o come se (idem) la letteratura non bastasse più a se stessa per identificarsi e riconoscersi nel reale, per cui – volendo o no – non resta altro che confrontarsi con i sentieri oscuri del proprio io-narrante per decretarne, da una parte, l’avvenuta decantazione e, dall’altra, provvedere a smalti-re i residui d’ansia comunque sopravvenienti.
    Con un’inversione ad U, cioè con un ritorno ad un’origine (origine, poi, che non sarebbe più il “punto ze-ro” di Barthes né configurerebbe il “libro a venire” di Blan-chot) si compie di fatto quest’auspicata decantazione della letterarietà o della criticità con una disposizione pacifica, placida, assoluta e forse anche assolutoria. Che garbuglio la debolezza della critica quando si inoltra su sentieri che avverte come propri e che giudica probabilmente solo come possibili… Le allusioni e i riferimenti non mancano, le intersezioni tra moduli diversi e opposti sono praticate e praticabili e la critica della critica, come la letteratura della letteratura, si impone come scelta superstite, come opzione fondante, come ultima risorsa. Siamo dunque a questo? (Saperlo…)
    Sono sicuramente lontani i tempi o le “mode” di quan-do Sartre si interrogava su che cos’è la letteratura, di quando Paulhan o Robbe-Grillet – prima della generazione “pazzoide” che va da Lacan a Foucault – si chiedevano quale fosse il posto o il merito da assegnare al fatto lette-rario, o di quando, a casa nostra, Contini, Segre, Maria Corti, Raimondi, Ferretti, Belardinelli (prima che diventas-se “digressivo”) postulavano un filo diretto tra ciò che si pensa e si elabora e ciò che poi non si scrive. Northrop Frye o George Steiner, anch’essi remoti, avevano comin-ciato a “ristrutturare” anzitempo i moduli logico-critico-estetici che gli strutturalisti avrebbero poi inaugurato fin-ché, con Jacques Derrida – e ritorniamo in Francia, fu per così dire stabilita una sorta di equazione ad una sola “in-cognita compiutamente conosciuta” tra ciò che sta prima e dopo, sopra e sotto, dentro e fuori il “fatto” o “evento” letterario (è stato sempre difficile la différance derridiana, la différence con la a).
    Questo viaggio della critica (secondo i maligni, queste peripezie della critica) continua ancora oggi dopo la scomparsa di Barthes, Foucault, Lacan e Derrida: conti-nua come un travaglio tra intenti alterni e fortunosi o for-tuiti, con vecchi maestri abbandonati (Chomsky), con nuovi maestri tenuti a distanza (Bauman), con guru auto-eletti o apprendisti, che reimpastano il lievito-madre del loro essere letterati o letterari sia pure controvoglia, op-pure con pensatori della doppia coscienza, della coscienza pigra, nulla o falsificante (Popper).
    Ma se la critica affronta non senza angosce la propria odissea di conoscenza o di recupero, che tipo di avventura propone la letteratura di questi anni? Si ignora a chi biso-gnerà chiederlo: se alle ex-avanguardie critiche ed epi-stemologiche che si sono trasformate come crisalidi in tanti nouvels écrivains o agli scrittori che ondeggiano tra il romanzo-saggio (retaggio forse libidico della propria indif-ferenza al reale) e il romanzo-romanzo. Pare, oltre tutto, che domande siffatte siano ritenute dalla maggior parte dei diretti interessati sconce ed estemporanee, superflue. Se si ritiene, evidentemente sarà (ovviamente i lettori so-no esclusi da tali dispute e, anzi, dànno un po’ fastidio con le loro “reading’s impressions”).
    Si lavora di bulino sul preziosismo, baroccheggiando, si cerca una via d’uscita davanti ad una porta già aperta, si scrive pensando come sarebbe bello non farlo, non farlo più. Sicché: amen, con quel che segue.

    [Dormi tranquillo immobile nella bonaccia, Dylan Thomas]

    Antonio

  30. Aprendo oggi trovo la foto dell’insegna rubata e ho questo pensiero di ringraziarti per questo non cedere all’oblio.

    Un saluto (per gli auguri ci sentiamo).

  31. Grazie, Nadia.

    Credo che la memoria sia l’unico spazio possibile dove raccoglier/e/si – per ricominciare.

    Per non cedere all’oblio. Per non farci espropriare anche le radici.

    fm

  32. Francesco carissimo,
    questo è una specie di bilancio del mio essere stata ed esserci dentro questa tua rara e inimitabile Dimora.
    Tu sai che mi sono trovata sempre molto bene e a mio agio, la tua ospitalità non ha eguali.
    Adesso mi sento più ricca, quanti doni, Francesco, mi hai fatto!
    Quanta umanità ho conosciuto e apprezzato in un andirivieni composto ed elegante. Con qualcuno, lo sai, al di là della letteratura, si è instaurato un fortissimo legame di stima e amicizia e per questo te ne sono grata.
    La vita, a volte, ci distoglie dai nostri progetti oppure smorza qualche entusiasmo. Tornare su queste pagine, ogni volta, significa rigenerarsi perchè tu, fra i tanti, hai il grande dono dell’ospitalità e dell’accoglienza, del coraggio di resistere agli eventi che ci devastano e questo, credimi, mi ha dato la forza necessaria per andare avanti.

    Dirti che ti stimo e ti voglio bene mi sembra anche poco.
    Adesso che un altro anno sta per finire, io ti auguro tutto il bene possibile per il 2010 e, l’abbraccio per te possa circondare anche i tuoi cari e i lettori che ti seguono, anche quelli lontani, e tutti, ma proprio tutti, gli ospiti che mi hai fatto conoscere.

    con tutto il cuore, sempre.
    jolanda

  33. I miei auguri più affettuosi, Francesco.
    …e sempre Grazie per la tua generosa condivisione, un regalo che aggiunge stima su stima :)
    Un anno nuovo per te ricco di gioia!
    Rina

  34. Caro Francesco, so che siamo coetanei,anche se… io non posso contare su una bellissima barba come la tua e nemmeno su una parola,densa e viva come la tua. Mi permetto il tu per vicinanza, sentita attraverso i guadi di taluni tuoi passi,quelli lasciati, nei testi che offri e per i quali ti sono grata.
    Credo, come te, che non ci sia, fino all’ultimo giorno, nessu altro maestro o maestra che non siano la vita e il tempo, quello che ci si cude ad-osso e nella bocca cerca uno s-fiato…ma.
    Spetta a noi, fino alla fine,tracciare una via dove nemmeno esiste un supporto che resti visibile.
    Tutto questo preambolo per chiedere un baratto, non certo alla pari, piochè… superior stabat lupus,inferior agnus. Non voglio dire che io sono l’agnus, sto sicuramente inferior.
    Mi piacerebbe pubblicare qualche tuo testo, e lascio a te la scelta,la sequenza, a me spetterà la lettura, come la intendo io, come un cammino verso l’altro o verso l’altra me che tu mi sproni a cercare.
    Da parte mia invierò una raccolta inedita, che sottopongo alla tua lettura critica, sempre che tu ne abbia voglia e tempo. Non cerco complimenti, non mi interessano, se dovrai usare le cesoie o la sciabola ti prego di farlo,se prefersici lancia e giavellotto, fanno pure al caso. Ti ringrazio da ora, per ogni tua rsiposta. Grazie.ferni

    fernifer54@hotmail.com

  35. Se riuscite a procurarvi le opere degli anni Settanta e Ottanta (queste ultime in particolare), scoprirete un musicista eccezionale, oltre che un bravissimo polistrumentista.

    Quando giovanissimo ebbi la fortuna di conoscerlo per la prima volta, buttai nella pattumiera parecchi dischi che ascoltavo in quegli anni. Il mio amore per la cultura brasiliana, letteratura compresa, nacque su quei solchi: a life on the tracks.

    fm

  36. Sono (momentaneamente) senza computer e non mi è possibile seguire eventuali discussioni. I post vanno in automatico e, almeno per questo riguardo, non dovrebbero esserci problemi.

    Un saluto a tutti e a presto risentirci.

    fm

  37. Giusto in tempo per bloccare il timer che aveva deciso, sua sponte, di mettere on line tutto il materiale che c’era nel dashboard.

    Chiedo scusa a Cristina Annino per l’inconveniente. Domani avrete modo di leggere il suo testo.

    Un saluto a tutti.

    fm

  38. non mi funzionano gli indirizzi mail, mi danno un mess strano come se tutto quello che mi arriva fosse dirottato altrove…. (preoccuante!)
    volevo scriverti ma non posso e quindi ti lascio qui la buonanotte.
    a presto Francesco.
    n.

  39. Natàlia, le tue mail mi arrivano sempre precedute da un messaggio che mi avvisa che “risponderai appena possibile”.
    Se quell’espediente non è opera tua, vuol dire che hai la posta elettronica sotto controllo.

    Ciao, buona notte.

    fm

  40. auguri francesco, ieri non sono passata di qua… dico una sciocchezza (ne dico tante!): sei dei pesci e se questo può voler dire qualosa, beh, vuol dire grazia, sensibilità, coraggio, capacità di ascolto, tendenza al sogno, all’ideale. questo sei tu. e come dice natàlia, un punto di riferimento.
    auguri e grazie!

  41. carissimo,
    ti ringrazio innanzitutto per gli stimoli che ci hai dato a Vimercate!
    Ho un piccolo problema: avendo come al solito resettato la posta qualche tempo fa, ho perso alcuni indirizzi tra i quali il tuo. Puoi mandarmelo di nuovo? at mario.bertasa@katamail.com. Grazie!!

    p.s. ti ringrazio anche per l’inserimento del blog di PoesiaPresente nel tuo blogroll.

  42. Caro Francesco, la nostra penisola è ancora macchiata del sangue innocente che ancora scorre dalla strage di Portella della Ginestra fino a tutti i morti sul lavoro, morti che sarebbero dovuti essere ancora con noi…
    Per tutti coloro che hanno perso il lavoro, per quanti non riescono a trovarlo, per quanti lo trovano senza avere i diritti di legge, per tutti, che questo 1 maggio 2010 sia un momento di grande riflessione e di rinnovata voglia di Resistere alle vessazioni di chi dovrebbe governare ma, in atto, distrugge soltanto.

    ti abbraccio con la stima e l’affetto di sempre
    jolanda

  43. Perdona, Francesco, se uso questo spazio per un appello che, fra le tante beghe di questo paese, potrebbe sembrare di secondaria importanza, ma non riesco a tacere.

    A tutti coloro che desidererebbero passare le loro vacanze sul mitico stretto di messina : se il vostro portafoglio è gonfio, niente problema.
    ma se dovete fare sempre quei famosi conti che non tornano, io vi dico di lasciare perdere.

    Nel giro di un soffio il biglietto per la traghettata Villa San Giovanni-Messina andata e ritorno, è lievitato per i passeggeri che si imbarcano sui traghetti privati da 2 a 5 euro. non è poco se pensiamo che questi traghetti privati sono quasi sempre a carico pieno e di veicoli e di persone.

    non credo, ma è ovvio che non ne ho la certezza, che il signor padrone dello stretto, versi in tristissime condizioni economiche. e sempre mi chiedo cosa si nasconde, al di là dell’interesse personale, dietro queste manovre economiche che offendono il valore di un luogo splendido e perchè nessuno metta in atto una protesta per far rientrare il tutto.

    Se ho detto fesserie, sono pronta a scusarmi.

    jolanda

  44. Errando per siti internet, mi sono imbattuta in questo bel blog e mi è parso di capire che è gestito da uno dei migliori professori di filosofia che si possano avere, e che ho avuto la fortuna di incontrare nel mio cammino scolastico. (Anche se a dire il vero lo avrei desiderato come prof di lettere) Mi sbaglio?
    Un caro saluto,
    Luigia Pattano

  45. Il fatto di non aver risposto a qualcuno/a che eventualmente mi avesse scritto negli ultimi trenta-quaranta giorni, è dovuto unicamente alla perdita di tutto l’archivio di posta elettronica.

    fm

  46. non è la prima volta che visito il tuo blog non sarà l’ultima.
    questa volta con mia grande gioia e sorpresa ho notato il link dell’archivio bolano
    ti prego se lo ritieni ancora utile di indicare il nuovo indirizzo
    http://www.archiviobolano.it/

    per il resto non posso che manifestare il mio apprezzamento per le cose fatte con rigore, competenza e passione,

    carmelo

  47. caro carmelo, il link al tuo blog esiste da parecchio, praticamente da quando avete creato l’archivio

    non mi ero mai accorto che quello del blogroll fosse in disuso, primo perché io ci arrivo dalla lista dei “preferiti”, poi perché credevo che, cambiando indirizzo, si aggiornasse automaticamente

    niente di che, ho provveduto a rettificare – e con vero piacere

    ciao, e grazie per l’apprezzamento, assolutamente ricambiato

    fm

  48. Ciao Francesco,
    sono Francesco Bove, un giovane attore napoletano, seguo spesso il tuo blog e, nonostante la mia timidezza, ho pensato di scriverti una mail per chiederti un piacere : sto affrontando un progetto di teatro radiofonico basato sui “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes e mi piacerebbe divulgarlo attraverso blog e siti specializzati.
    Ho pensato di scriverti perché sei una persona aperta a tutto e, quindi, ho pensato che avresti potuto apprezzare il mio progetto.
    Ho aperto oggi un canale e qui trovi il primo brano (primo passo) del mio progetto : http://www.youtube.com/watch?v=4TlbPzjB25M

    Fammi sapere se t’è piaciuto o meno, non mi offendo.

    Un saluto,
    Francesco.

  49. Eccellente il post avente per titolo “Nell’inferno della carne (II)”. Ad ora è anche l’unico che ho letto ma mi riprometto un’aspersione di “tempo sospeso”. Cordiali saluti, Luca Ormelli

  50. Ciao Francesco, io arriva adesso qui, e son passati 4 anni da quando hai postato questo scritto, ho visto e ascoltato George Harrison, l’eroe dei miei anni migliori , la canzone che dà titolo ad un bellissimo triplo LP che conosco quasi a memoria.
    Io non ho niente a che vedere con le belle penne che trovo sul tuo blog, ma molti li conosco abbastanza ben e li ammiro. L’altro giorno ho postato un piccolo ricordo sul mio blog ed ho citato il tuo così solo perchè mi piaceva il titolo.
    Ripeto la mia è solo una scrittura da fornaio niente più, ma se passerai sul ramo di mandorlo ti farò posto accanto agli amici.
    Con simpatia.

    Un caro saluto dal falconier Fausto Marchetti

  51. Buongiorno gentile Francesco. Sono Carmen Lama, ho scritto un breve commento alcuni giorni fa alle sue due poesie pubblicate l’11.3 sul blog di Lucia Tosi. Mi ripromettevo di tornare su entrambe le poesie per comprenderle più in profondità. Ho scritto in effetti una mia interpretazione a entrambe le poesie e vorrei sottoporgliela, soltanto per capire se almeno mi sono un po’ approssimata al significato che Lei ha voluto comunicare a chi legge.
    Si tratta di una paginetta appena, ma mi piacerebbe potergliela sottoporre in privato. La mia email: carmen@giandgi.eu
    So che forse sarebbe più opportuno leggere e basta ogni poesia vera che, come ha giustamente detto Lei, se è tale semplicemente “è”.
    Ma io poi mi lascio prendere dal fascino e mi pare che debba poter capire cosa sottende un tale fascino.
    Però, se sono importuna, mi scuso in anticipo ed è come non detto quanto ho scritto qui.
    Le faccio comunque i complimenti per la forza espressiva con cui mi ha attratto e le auguro una buona giornata.
    Carmen

  52. Carmen, ti ho scritto all’indirizzo qua sopra il giorno stesso in cui hai lasciato il messaggio. Prova a vedere nella casella di posta perché la mia mi dice che è stato regolarmente consegnato nel computer del destinatario. In caso contrario fammi sapere e ti riscrivo.

    fm

  53. Caro Francesco,
    ho avuto occasione di visitare il tuo blog leggendo le interessanti poesie di Diego Conticello che conoscevo già, avendo letto il suo libro d’esordio (ed avendolo anche recensito). Trovo molto stimolante l’atmosfera de “La dimora del tempo sospeso” e mi piacerebbe collaborare in qualche modo. Che modalità bisogna eventualmente seguire? A quale e.mail potrei spedirti qualcosa? Mi occupo di scrittura e arti visive.
    Saluti
    Alfonso Lentini

  54. Gentile Marotta, Reb Stein,
    anch’io vorrei ritornare (a mio modo, ‘ognuno a suo modo’) alle origini, ma un ‘peso’ me lo impedisce: tracce d’inchiostro che chiedono vita in angoli nascosti del tempo, nel tempo?
    C’è spazio nella sua “dimora”?
    Ospiterebbe (se Le fa simpatia) un po’ di questo mio inchiostro ‘sprudente’?

    Non riesco a trovare l’indirizzo mail per scriverLe in privato. Se vuole, si metta in contatto.
    G.S.

  55. Cara Dimora,
    caro Francesco,
    qui scorre tutto velocemente, con gran vigore dell’arte,
    e questo è un buonissimo segnale!
    Vorrei, però, scusarmi per la mia assenza.
    Mi trovo ad essere impossibilitata a lettura ed interventi, in questo momento di massimo impegno, lavorativo e non.

    Sempre vicina in spirito, tornerò presto ad interagire sul mio blog Maestro.

    Un abbraccio sentito*

    fc

  56. Buongiorno Francesco.
    Sono Cesare Oddera di Matisklo Edizioni. La pregherei, con suo comodo, di contattarmi via email (matisklo@matiskloedizioni.com). Vorrei presentarle la nostra casa editrice e mi piacerebbe parlarle.
    Grazie mille anticipatamente e saluti.

  57. Gentile Francesco Marotta,
    mi accorgo adesso che è stato inserito il link a Via Lepsius: per me è una graditissima sorpresa e lo considero un prezioso atto di stima nei miei confronti che mi rende estremamente felice e mi incoraggia a continuare a scrivere; grazie di cuore, anche perché proprio La dimora è uno dei blog che continuano a donarmi letture straordinarie.

  58. Gentile Signor Francesco,

    Innanzitutto le faccio i miei complimenti per il suo blog interessante.
    Anche io sono rimasto folgorato dal genio di James Purdy. Dopo la mia lettura di Rose e ceneri ho subito avvertito l’unicità di questo scrittore quasi sconosciuto. Ho acquistato tutti i suoi libri editi in Italia e li ho divorati con piacere enorme. La prego di segnalarmi qualche autore che si muove sulla stessa scia originale e profonda seguita da Purdy.
    Con stima.
    Un caro saluto.
    Giuseppe

  59. Caro Giuseppe, perdoni il ritardo con cui le rispondo, ma sono purtroppo impelagato in faccende poco o niente compatibili con la presenza in rete.

    In merito alla sua richiesta, i primi nomi che mi vengono in mente sono quelli di Ralph Ellison, James Baldwin, Hubert Selby jr e Philip Roth: nella loro bibliografia troverà sicuramente opere all’altezza delle sue aspettative.

    La saluto e la ringrazio per l’attenzione.

    fm

  60. Gentile Francesco Marotta,
    se ne ha tempo e voglia mi scriva per mail (l’indirizzo, mi pare, a lei dovrebbe comparire). Mi piacerebbe (io narcisistico, stramaledetto pupazzo) inviarle qualcosa in lettura. Scrivo e mando poco sul web, solo se mi affascina, come in questo caso, il sito/blog.
    Un caro saluto.

  61. Gentile Francesco Marotta,
    le sono grato per le cose sempre belle e stimolanti che propone ai suoi lettori. Le lascio fra i miei dati l’indirizzo del mio blog, in cui, malgrado la mia compulsione a pubblicare, qualcosa di decente forse c’è.
    Un saluto affettuoso
    pierluigi

  62. Lascio qui i miei auguri per Francesco e per tutti coloro che frequentano questa calda Dimora.
    Che sia serenità per tutti.
    un grande abbraccio
    jolanda

  63. Grazie, caro Francesco, per aver voluto ricordare Federico Aldrovandi in un giorno così triste per la nostra democrazia. Grazie per tutte le volte che nella testata della Dimora ci ricordi il dolore delle persone che la scrittura non deve ignorare.

  64. Attenzione! Circolano mail false contrassegnate con il mio indirizzo ip. Non apritele e distruggetele perchè sono potenzialmente pericolose. Le riconoscerete subito perché l’indirizzo compare in “oggetto” e contengono uno più links.

    fm

  65. Gentile Francesco Marotta, seguo silenziosamente il suo sito da circa un anno.
    Desidero ringraziarla per la ricchezza della divulgazione; mi è particolarmente cara la serie sui Poeti Greci contemporanei, le cui opere sono spesso difficili da reperire.
    Cordiali saluti,
    Giovanni Asmundo

  66. gentilissimi, vorrei sottoporre dei miei testi a “La Dimora del Tempo sospeso”. A chi devo mandarli?

    cordiali saluti a tutti

    giuseppe feola

  67. Caro Francesco, sul sito de La dimora non riesco a trovare le indicazioni per proporvi una raccolta: e anzi tutto a quale indirizzo email spedirla. Mi diresti a chi posso mandarla? Grazie in anticipo. Il vostro sito è sempre più bello.

    Giuseppe Feola

  68. Gent.mo Sig. Francesco

    Sperando di fare cosa gradita segnaliamo di aver inserito il suo blog nel blogroll https://concorsoguidogozzano.wordpress.com/

    Ricordiamo che dal 28 novembre è aperta la Biblioteca Poetica “Guido Gozzano” a Terzo (Al) con oltre tremila libri di poeti italiani contemporanei.

    Distinti saluti
    Roberto Chiodo
    Biblioteca Poetica “Guido Gozzano”

    Orario apertura : sabato dalle 14 alle 17
    c/o Centro Polifunzionale Mario Mariscotti
    15010 Terzo (Al)
    bibliotecapoeticaterzo@gmail,.com

  69. Lascio, in questa sezione, un mio pensiero di stima per “la dimora del tempo”; incerto se un mio precedente commento sul post relativo a Vicente Aleixandre sia in attesa di pubblicazione o no.
    Complimenti per il suo lavoro a Natàlia Castaldi.

    Sandro Angelucci

  70. Gentili signori, interessato alla qualità dei testi pubblicati, vorrei contribuire con qualche mia composizione, ma non trovo l’indirizzo per inviarli, potreste fornirmelo? (mie poesie sono già presenti nell’ombra delle parole) Grazie.

  71. A tutti gli autori, invitati o meno, che ci fanno pervenire, direttamente o indirettamente, i loro lavori, chiediamo di controllare i testi prima di inviarceli: da questo momento non pubblicheremo più, per nessun motivo, scritti che poi siamo costretti a “correggere”: stare ore alle prese con formattazioni improponibili o con quintalate di refusi è un lusso che non possiamo permetterci: non ci paga nessuno e, quasi sempre, non ci arriva non dico un “grazie” (sarebbe troppo!) ma nemmeno un saluto di circostanza.

    gem-rebstein

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Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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