Tutti gli articoli di francescotomada

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Francesco Sassetto
Fabio Franzin

Sassetto, in questa sua esile ma densa raccolta, continua il discorso che ce lo ha fatto amare nelle precedenti, un discorso che è intimo e al tempo stesso universale; qui ritornano i tòpoi che gli sono cari: treni, binari, ritratti di persone prese nel conteggio delle proprie esistenze, sia per constatarne le sottrazioni, sia per immaginarsi scaltre addizioni, o portatori di perdite e sconfitte insanabili (molto efficace, in questo senso, e l’autoritratto crudele e disperato di uomo senza prole, condannato a crepare solo come un cane), periferie sempre più sterili di voci e calore, vagoni accalcati di un’umanità in cui si può leggere in filigrana il male di un paese, i luoghi del lavoro e della perdita dello stesso, le aule, le albe e le notti intrise di solitudine e amarezza, di quesiti irrisolti: cos’é / davvero questa sera / quest’ombra di silenzio e di spavento… figure che si impongono alla nostra attenzione, sia perché attori della nostra inquieta quotidianità, sia perché l’autore sa tratteggiarli con perizia, passione e con un amore innervato alla rabbia; mai portati sulla pagina tanto per colorarla, per far paesaggio. Continua a leggere Background

Ricordo di Dennis O’Driscoll

Dennis O’Driscoll
Francesco Tomada

Ho conosciuto Dennis lo scorso anno: una persona schiva, di una gentilezza rara, che in nessun modo faceva pesare la consapevolezza di essere uno dei maggiori poeti irlandesi viventi.

Dennis è morto alla vigilia di Natale; l’ho scoperto per caso, come capita con le persone con cui si resta in contatto occasionale, scrivendosi una mail di tanto in tanto con affetto, ma in realtà l’uno al di fuori della vita dell’altro. Così mi sono chiesto se questa meravigliosa poesia che lui aveva scritto fosse dedicata ai morti dell’11 settembre, come aveva pensato in origine, o anche un poco a se stesso.

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