Tutti gli articoli di gemrebstein

Via degli occhi sporgenti

Massimo Sannelli

VIA DEGLI OCCHI SPORGENTI
Ai narratori di Pino Pelosi

     Questo non è un articolo su Pino Pelosi, vivo o morto. E nemmeno sul morto disadorno e sull’Ambiguo, l’amante di Pino. È un articolo su un meccanismo atroce: si tratta delle parole; e su un’impotenza generale: si tratta della ripetizione. Ed è rivolto ai narratori del primo e del secondo, come un testo polemico e non fraterno. Continua a leggere Via degli occhi sporgenti

Sulla poesia di D. Brancale

Federico Ferrari

Non so come si collochi la poesia di Domenico Brancale all’interno del panorama italiano. Non mi interesso più, ormai da molti anni, di “panorami”, perché vi vedo solo cliché da cartolina, immagini da tripadvisor della cultura o poco più. Detto altrimenti, non ho idea dello stato dell’arte di quella che la critica definisce la poesia italiana contemporanea e, di conseguenza, nemmeno dell’importanza o meno che sempre la critica attribuisca ai versi di Brancale (benché possa farmene un’idea… conoscendo la scarsa propensione del poeta lucano alle pubbliche relazioni, allo scambio di favori, alla comunella). A partire da questa dotta ignoranza, ho letto le pagine di Per diverse ragioni (Passigli, 2017). E c’è un verso che mi si è conficcato nella testa e che non riesco più a tirare fuori: “Qui dove stiamo vivi nella morte. / Noi gli increati. / Abbiamo ancora bisogno di candele”.

(Continua a leggere su Il Primo Amore)

Il nero bagnato è arte

Angela Greco

Abito senza pieghe questa presenza;
non bastano spilli e nemmeno respiri.
Voce per poche lettere scucite coi denti.
Mi vesto allora del tuo tempo
spiegata alla carezza che imperla l’orlo
calda del gesto e del tormento.
Ferita irrimarginata tra sera e risveglio,
approdo e tempesta, calice e cielo. Il groviglio
di sangue in grembo dice domani. E, tu, perpetuo
moto a creare ogni momento quello che manca.

Nudi, ai primordi dell’umanità ancora una volta
possiamo afferrare l’ofide da qualsiasi parte.
Ne abbiamo facoltà – dici. Ti credo.

Per la verità dei tuoi occhi, per le mura del tuo borgo,
per la foto in bianco e nero, che fanciullo t’avvicina
alla calce della mia terra che disinfetta dai parassiti.

Nessun demone più
scinderà quello che siamo.

(Continua a leggere qui)

La coscienza del tempo

Filippo Ravizza

Forse rinasce

Qui forse rinasce la Storia…
tu vedi ora come scava
sotterraneo la condizione
della propria morte
il potere del denaro. E’
la disuguaglianza più
feroce, forza incessante
del dividere, è questa
tranquilla mattanza
delle classi e delle nazioni
questo schiacciare i poveri
del mondo e della stessa
propria casa a illuminare
pietra su pietra la condizione
della fine.

Una coppia di pattini alati

Mario Lunetta
(Roma, 23 novembre 1934 – Roma, 6 luglio 2017)

“La letteratura è in debito di ossigeno, nessuno la aiuta. Ma il suo compito, credo, e il suo senso residuo, è quello di creare contraddizioni all’interno del senso comune egemone, di produrre enzimi fantastici indigeribili, di creare sconcerto nei confronti dell’universale obbedienza. Uno scrittore che non sia scomodo e non procuri fastidi alla digestione del dominio delle menti, non è uno scrittore, è un addetto al servizio delle pulizie.”

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In memoria di Lucia Tosi

A un anno dalla scomparsa, ricordiamo con infinito affetto Lucia Tosi, una cara amica di questo blog e una persona vera di cui avvertiamo sempre più dolorosamente l’assenza.
Vi invitiamo a leggere, a scoprire e riscoprire i suoi testi, la cui radicale e umanissima sostanza etica emerge già in questa breve poesia, capace di demolire in otto versi l’ipocrisia di un mondo tutto votato e dedito alla finzione assoluta, in primo luogo dei sentimenti.
Ciao Lucia, ci manchi molto. Davvero. (RebStein)

Amicizia

Esplosioni: poi, il deserto.
Sul terreno lasciti di carne
facili brandelli di teatro:
potrai
contare sempre su di noi.
Neanche la più insospettata
delle creature si salva dal germe
della chiacchiera infinita: poco ti costa
essermi amico, se sono inerme.