Tutti gli articoli di natàlia castaldi

MANGANESE

Ivano Mugnaini

Non esistono i presagi: il destino non manda araldi.
È troppo saggio o troppo crudele per farlo.

Oscar Wilde

È ora che si sappia: l’orgoglio della Reale Marina Britannica, il Titanic, è stato sabotato. Allegramente, disperatamente, inesorabilmente sabotato. Così come gli Egizi facevano erigere le loro Piramidi, il geometrico progetto di apparentare l’umano al divino, alle maestranze indigenti, sinonimo elegante di schiavi, allo stesso modo i civilissimi inglesi all’inizio del secolo scorso hanno avuto la brillante idea di far costruire la più imponente delle loro navi a Belfast. Continua a leggere MANGANESE

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#1 – La Nuova Scuola Messinese: Gianluca D’Andrea – ECOSISTEMI

ecosistemi

Gianluca D’Andrea

Entrare in Ecosistemi è farsi partecipe, parte in causa, di una ricostruzione linguistico-territoriale complessa, frammentata apparentemente, eppur sempre circolare nel suo ruotare intorno alla materia originaria dell’umano, che in sé fonde necessità di memoria e preservazione dello spazio vitale, in uno slancio d’amore conservativo e di contro rivoluzionario proprio in virtù della sua volontà di preservazione del mondo, che in questo libro gioca esso stesso il primario ruolo di attore e metafora del suo connettivo inner sense: il linguaggio. Continua a leggere #1 – La Nuova Scuola Messinese: Gianluca D’Andrea – ECOSISTEMI

Omaggio a Rezső Seress

gloomy-sunday

Natàlia Castaldi

Vorrei appendere tutti i miei volti a scolare l’acido che la delusione ha inciso nel mio sguardo. Guardami col distacco della leggerezza prendere forma nell’immagine di me stesso, con tutte le sbavature di una nuova consapevolezza. Essere l’osservazione fredda del dolore che concepisce se stesso nell’arte della separazione, l’abbandono prepotente di me a ogni cosa: un incanto. Continua a leggere Omaggio a Rezső Seress

Carie

Klaus Miser
Klaus Miser

Klaus Miser

”… detesto il mondo che gira intorno alla poesia. ma detesterei vivere senza poesia. 
io nella vita non so bene cosa faccio. so che lavoro, mangio, fumo, mi innamoro, mi sbronzo, cammino in mezzo agli alberi.
 so che abito vicino al mare, e vicino l’unico grattacielo di tutta rimini. 
credo di avere una bicicletta. so che mi piace andare in bicicletta. 
ma l’unico momento di cui ho davvero un ricordo di me è nella poesia.”

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Un’altra Itaca

Exekias (V sec. a.c.), Suicidio di Aiace

Luigi Sasso

Un’altra Itaca

L’eroe folle

L’Aiace di Sofocle si apre con l’immagine del guerriero che, al centro della scena tra pecore sgozzate, emette grida strazianti, farnetica. La morte gli sembra una luce, un approdo per chi ormai non è che un relitto. «Non sono nessuno per i Greci del campo, non sono più niente», dice. Gli resta quel tanto di lucidità per comprendere che una dea, cioè Atena, gli ha offuscato lo sguardo, che una frenesia allucinata lo confonde, che la mente in delirio si è ormai divelta dalla sua volontà. Continua a leggere Un’altra Itaca

Turbativa d’incanto

turbativa d'incanto

Jolanda Insana

assurdo darsi la mano
a ogni piè sospinto
per non dire di quanti sono pronti
alle pacche sulle spalle
e ti serrano nelle spine dell’abbraccio

***…….……………..

Turbativa d’incanto, ultimo libro di Jolanda Insana, approda alla forma dialogica o, per meglio dire, formalmente dialogica, essendo in effetti un testo sull’incomunicabilità con l’altro e con “la bestia clandestina”, nel libro detta anche “idiota sottostante”, che è l’altro da noi in senso delocativo, ma anche l’altro in noi stessi, con prepotenza e vergogna. Continua a leggere Turbativa d’incanto

Bones of Water

Ariadne Radi Cor
Ariadne Radi Cor

Ariadne Radi Cor

[…] And you will appreciate the movement of a gesture devoid of sense,
Its lightness: the air around my airplane, the builders in the bedroom
Summers of forever that sharpened your pencils. […]

***

Il lavoro di Ariadne Radi Cor riguarda fotografia, cartoline, lettering e collage. I video, che Ari chiama ‘fotografie lunghe’, sono un pretesto per usare le poesie come voce fuori campo. Continua a leggere Bones of Water

Un calcio alla SLA

Un calcio alla SLA
Un calcio alla SLA

Domenica 24 novembre alle ore 17.30, presso la Libreria Belgravia, via Vicoforte 14d, Torino, la casa editrice Ananke, in collaborazione con il fan club dei Nomadi, organizza la presentazione del libro di Gabriella Serravalle Un calcio alla SLA. Marco Scelza: la mia storia.
Con il contributo eccezionale del fondatore dei Nomandi, Beppe Carletti, testimonial della campagna di sensibilizzazione sulla SLA, e quella di Marco Scelza, protagonista del libro, l’appuntamento si propone di portare l’attenzione su questa grave malattia, di cui ancora oggi si ignorano le cause e i rimedi.
Con Un calcio alla SLA Ananke scende in campo per aiutare concretamente la ricerca scientifica: per ogni copia venduta 1 euro sarà destinato ad AriSLA (Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica).
Insieme all’autrice Gabriella Serravalle, attiva da anni su questo fronte, dialogherà Salvatore Sblando.

Concerto per un poema in frantumi

[Quanto sto per presentarvi è uno spettacolo di suoni, voci, musica, rumori, poesia, colori e luci da lasciarsi esplodere dentro.
Quello che sto per presentarvi non necessita di presentazioni, ma di accoglienza.
Di seguito troverete un file per l’ascolto e un mio patchwork di testi e video espunti dal poema/spettacolo L’Infinito emotivo.
Cliccando sulla foto di copertina verrete reindirizzati al sito de L’Orchestrina degli Asini, dove potrete apprendere molto di più su questo progetto artistico, sugli spettacoli e su Federico Nobili.

Un unico suggerimento, se potete, ascoltate questo lavoro con delle buone cuffie, ad alto volume, al buio. grazie (nc) ]

federico nobili, l'infinito emotivo
federico nobili, l’infinito emotivo

Federico Nobili

Non manchiamo di comunicazione, al contrario, ne abbiamo troppa,
manchiamo di creazione. Manchiamo di resistenza al presente.

L’Orchestrina degli Asini

*** Continua a leggere Concerto per un poema in frantumi

poesie della consumazione

Vicente Aleixandre (francobollo del 1985)
Vicente Aleixandre (francobollo del 1985)

Vicente Aleixandre

Ma se il dolore di vivere come spume scambiabili
poggia sull’esperienza di morire ogni giorno,
non basta una parola a onorarne il ricordo,
perché la morte in lampi come luce ci assedia.

***

La prima produzione poetica di Vicente Aleixandre si inquadra in quel processo di rinnovamento operato da alcuni tra i più noti poeti spagnoli della prima metà del Novecento [Machado, Jiménez, Guillén, Diego, Alonso, e i più noti Cernuda, Salinas, Lorca e Alberti] che la critica spagnola sin dagli albori raggruppò per un giudizio di contiguità generazionale, sotto la denominazione di Generazione del 27; Continua a leggere poesie della consumazione

Sparsiversi, frattaglie e Carte d’identità

Burda moden 92, Anselm Kiefer, 2005 - collezione privata
Burda moden 92, Anselm Kiefer, 2005 – collezione privata

Andrea Cangialosi

«Forse, ad ogni uomo che muore,
le stelle esprimono un desiderio…
Vorrei anticiparti il mio,
e tu splenderesti esaudendolo;
e splendendo, m’esaudiresti.
Perché se vivessimo tutta la vita,
senza sprecarne un morso,
non troverebbe nulla,
arrivando, la morte.

Intanto mi tengo a Quaresima,
ti aspetto digiunando.»

***

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La verità di Rainer Los

Joseph Kosuth ‘ni apparence ni illusion’ détail d’installation
©Adagp, Paris 2009
©Musée du Louvre, oct.2009/Antoine Mongodin

Ivano Mugnaini

Aveva udito voci una vita intera, Rainer Los, senza avere il privilegio di chiamarsi Giovanna D’Arco. Voci su di lui: accuse, allusioni, invettive feroci. Sempre in contro tempo, mezzo secondo dopo il suo passaggio, una manciata di metri al di là delle spalle e della nuca. Gli cucivano addosso, piantando con cura spillo dopo spillo nella carne viva, i panni delle esistenze che immaginavano per lui. La lana d’acciaio che ritenevano di poter ricavare dalle espressioni della faccia, dai gesti, dal modo di guardare e non guardare. Lo vedevano volta per volta come un mercenario, una spia, un vagabondo, un balordo, un killer. Variavano, i ritratti e i pareri. La sola costante era lo schiocco finale della lingua sopra un palato disgustato. E lo scuotimento di testa, che Rainer era portato ad immaginare. Lo scambio di occhiate convergeva su un giudizio tanto muto quanto esplicito: “Un poco di buono”. Continua a leggere La verità di Rainer Los

Le erbe nella Thule

Harry Martinson

Harry Martinson

[…]
Sentiti d’accordo in tempo
con quello che è degno di essere rimpianto
con tutto quello che si è messo in cammino attraverso l’estate per morire.
Sentiti d’accordo in tempo d’autunno con la foglia gialla
che incerta lascia il suo ramoscello
un giorno quando l’estate abdica nel vento
e l’albero depone la sua corona
sul guanciale di muschi che dovrà sopravvivere

***

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Il dire celeste

Giuseppe Bonaviri
Giuseppe Bonaviri

Giuseppe Bonaviri

“Nella terra delle palme
l’infinita corrente delle api
apporta memoria e forma
alle radici, all’uomo dal piede
unghiuto, al verso epico trascritto
nell’ambra.
Lo spazio per codine d’elettroni
si tramuta nel tempo
in un’anfora di coccio: in questa
l’ardua morte è nulla”

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Sento cadere qualcosa

Sento cadere qualcosa, Natan Zach, Einaudi 2009
Sento cadere qualcosa, Natan Zach, Einaudi 2009

Natan Zach

Scrivere di sogni con parole secche
come bandiere flosce senza un alito di vento,
peccato che certi sogni sognino parole secche
come carta cianciata sulla via.
La pagina non sente di essere già schiacciata,
il sogno, di essere già fuggito.

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ovunque l’ultimo per questa razza orribile di primi

Luigi Di Ruscio
Luigi Di Ruscio

Luigi Di Ruscio

ovunque l’ultimo per questa razza orribile di primi
ultimo nella sua terra a mille lire a giornata
ultimo in questa nuova terra per la sua voce italiana
ultimo ad odiare e l’odio di quest’uomo marca tutto
schiodato e crocifisso ogni ora
dannato per un mondo di dannati

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