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3 di > Kostas Reoussis

poeti greci contemporanei
traduzione di Chiara Catapano


Le Ore, le custodi
delle nuvole le Porte del cielo

Eunomia

Ora Prima

la notte
ove si sente
corporalmente universale
lo sciabordio
nastro
nel gaitanaki
carnevale della vita
si ravvolge la
morte
amasia d’una stellafilante
per turbinare
a colori
nel vuoto della caduta

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3 di > Christos Toumanìdis

poeti greci contemporanei tradotti da Massimiliano Damaggio


Reclusione

Di nuovo lunedì – e la porta del pomeriggio
di nuovo chiusa.
E quando vedere gli alberi, s’allontanano
sempre più. Sempre più vuoto il cortile.
Il canto nella gabbia, una ferita.

La domenica non basta!

La sedia accanto alla finestra.
La strada inizia e finisce nella stanza.
Calano ancora le ore.
L’eco oltre il cancello, le grida dello stadio
– un altro modo che hanno di piangere i ragazzi
per un attimo.

Fa notte presto la domenica!

Quando viene il lunedì
                              ti fai ancora più sottile.
Una lama nuda il giorno. E la paura –
non parlare non protestare.
Ti vedono dovunque.

E non un solo istante
                              che le mani facciano pace.

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3 di > Katerina Agyioti

3 (poesie) di Katerina Agyioti tradotte da Massimiliano Damaggio


Noi quaranta-cinquantenni giochicchiamo

Noi quaranta-cinquantenni giochicchiamo
aspiranti amanti
sotto il sole spietato, brutti
le bollette non pagate, mezzo antidepressivo al giorno e un piede nel divorzio
coi padri che si cagano nel pigiama
facendo dalla sala alla cucina
coi figli irriconoscibili fra i cubicles
della comunità spaziale di Shanghai.
Rughe, rughe e pori aperti
dente giallo rossetto rosso
anni fa abbiamo studiato qualcosa d’importante
dacci un amore ancora, puttana d’una vita, vedi che magari si attiva il filtro beauty
adesso che ne abbiamo bisogno.

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3 di > Marios Markìdis

3 poesie di Marios Markìdis tradotte da Massimiliano Damaggio


Vecchie isole

A un certo punto si stancò anche dei palazzi
e delle fragranze di Calipso
Le sere s’inventava un mal di denti per sottrarsi
alle sue carezze
Non voleva più viaggiare
non aveva altri anni da dedicare al mare
ma l’alba lo trovò che faceva le valige

per qualche scoglio assetato
per un cane stecchito che trema e la sua ombra
per posti da quattro soldi giù al molo dove si sfondano ogni sera
i pretendenti

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3 di > Yiannis Stìgas

3 (poesie) di Yiannis Stìgas tradotte da Massimiliano Damaggio


Riccio di mare

Un’esperienza universale.

Se anche il dolore che procura
non è insopportabile
          merita
tutto il tuo rispetto.
È la più trivellata forma di violenza
– e non intendo l’autodifesa –
intendo
una dolcezza attaccabrighe.

A chi, malevolo, sostiene che
il riccio è il tentativo della natura
di riprodurre le mine di profondità
rispondiamo
     – si dà il caso che sia
il loro perpetuo
          successore.

E un’altra cosa:
Fai male a sottovalutarlo
perché si apre facilmente
          con un coltello.
Anche tu ti apri con un coltello
          – molto facilmente.

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3 (inediti) di > Manòlis Anagnostàkis


Traduzione e introduzione di
Crescenzio Sangiglio

Le poesie che seguono non risultano inserite in nessuna raccolta di Anagnostakis. E sono del tutto sconosciute, praticamente sono come inedite, essendo apparse una sola volta, rispettivamente negli anni 1945, 1946 e 1947, nella rivista anti-regime Ελεύθερα Γράμματα, “Lettere Libere” poi eliminata dalla circolazione e letteralmente scomparsa e inesistente. Sono state ultimamente ritrovate dallo studioso e ricercatore Vassos Vomvas che le ha affidate allo scrivente per la traduzione italiana.)


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