Archivi categoria: alcor

Perché non leggo più poesia

Giuliano Mesa visto da Davide Racca

Alcor

Ieri, cercando in rete materiali su Giuliano Mesa, un poeta che amo molto, uno dei pochi, anzi, dei pochissimi che quando leggo mi è assieme compatriota e guida in terra incognita, che mi dà al tempo stesso piacere e lavoro da fare, sono incappata nello scambio tra due poeti. Uno, pessimo a mio avviso, al punto da irritarmi fin quasi allo sghignazzo per lo sforzo e l’intellettualismo e la mancanza di talento, ma che frequenta assai bene, e l’altro, anche quello a mio avviso privo di talento, ma con un’ “anima di poeta”, ahimè, che l’altro, più astuto, si guarda bene dall’avere, e se l’avesse, cosa che non mi risulta, di mostrare. Il secondo non mi irrita, perché è talmente ingenuo da scrivere poesie di bruttezza “evidente” (cosa che l’altro, molto più consapevole e sgamato di lui, non farebbe mai, preferendo giustamente l’area meno rischiosa in cui la parola bruttezza neppure si pone, per la sua ingenuità). Parlo di quella bruttezza che si raggiunge soltanto cercando di arrivare alla “poesia” con tutti i propri sentimenti e la propria volontà ma privi di ogni senso critico, di ogni consapevolezza intellettuale, privi anche di quel genio, piccino piccino picciò, che è il genio dello spirito del tempo, il genio scorpione. Insomma, per me, entrambi pessimi, ma interessanti antropologicamente, perché rappresentano le due armate scalcagnatissime che si combattono oggi sul terreno scivoloso della poesia e che le fanno male ognuna a suo modo. Continua a leggere Perché non leggo più poesia

Annunci