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Intervista ad Amelia Rosselli

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(Immagine fotografica di Dino Ignani)

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Il colpo di coda

Enzo Campi

Per un (auto)ritratto di
Amelia Rosselli

La speculazione o, se preferite, la specularità produce l’erranza, cioè il movimento. Qualsiasi tipo di movimento è una presentazione. Se ciò che si presenta si riferisce direttamente al (non è altro che il) sé che genera la presentazione, allora si può parlare di un movimento insieme riflettente e riflessivo, che riflette cioè verso l’esterno un’interiorità pensante. Si tratta di un’erranza essenzialmente ellittica, perché supposta, cioè ideata, un po’ come se si volesse far coesistere sullo stesso piano l’ipotesi e l’ipostasi. L’ipotesi, necessariamente congetturale, di chi qui scrive e l’ipostasi dell’autrice trattata. Quest’ultimo termine deve essere inteso da un lato come la personificazione retorica, e dall’altro lato come la sostanza, posta al di sotto, che genera la manifestazione esteriore delle cose. Continua a leggere Il colpo di coda

Su autós

Massimo Sannelli

Su autós

auctor ab augendo
Isidoro di Siviglia, Orig., X 2

     1. Questo UOMO non muore: in che modo è un uomo? Chi vive non è informe, o vive male. Lo stile maturo matura, e lui anche. La sua potenza è correre: con molta fretta, che ora preme.
     Qualcuno si è detto, da solo: «Volli ardere!» oppure «sono re»; e viene e si mostra – VIENE – una cosa doppia, in una specie di altalena vitale, mia e più che mia. [presto non saro più DUE, ma uno] Continua a leggere Su autós

Il dolore in una stanza

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“La mansarda in cui vive è nel cuore della vecchia Roma, a due passi da Piazza Navona. È molto piccola, solo un lungo corridoio e una stanza, con il letto e il tavolo da lavoro. Dalla finestra c’è la visione molto suggestiva che ci si aspetta: una fuga di tetti e tegole. Il silenzio è compatto, assoluto. L’ultima luce del pieno pomeriggio invernale scorpora lentamente la sagoma ai pochi oggetti che stanno intorno: le pareti foderate di libri sono una massa incerta, sfumata, irreale. Resta solo la sua voce; e qualche volta, la sua risata. La voce è gutturale e affrettata, come di chi ha dovuto ricavare l’italiano da un’esperienza plurilingue e cosmopolita.”

E’ l’inizio di uno splendido articolo/intervista di Renato Minore che ha per protagonista Amelia Rosselli. Pubblicato su “Il Messaggero” del 2 febbraio 1984, viene riproposto integralmente da Giorgio Di Costanzo sul suo blog. Da leggere assolutamente.

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