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Zibaldoni e altre meraviglie

 

Carissime Lettrici e carissimi Lettori della Dimora,

sono felicissimo di annunciare che il 29 marzo riprenderà le sue pubblicazioni la rivista Zibaldoni e altre meraviglie.

Colgo l’occasione per ringraziare Enrico De Vivo per il suo rinnovato impegno e tutti i compagni (vecchi e nuovi) di questa nuova impresa.

Davide Ruffini – Tutti assenti

Romanzo tragicomico che racconta in prima persona la storia del primo anno d’insegnamento di un giovane supplente di Lettere con qualche ambizione artistica e della scuola di campagna dove è approdato. I personaggi che lo animano si muovono sulla pagina non come figure ma come presenze in carne e ossa: tutti inadeguati, consumati, a volte evanescenti, popolano un mondo rimasto sullo sfondo della modernità, come il bidello-scrittore Celestino (che possiede il dono dello svedere), il professor Sciarra (misogino e intrattabile), la vicepreside (anzi, Arcipreside), gli insegnanti ibernati e i genitori rinunciatari. Tutti assenti. Un anno di scuola in campagna con la sua scrittura scanzonata e fortemente umoristica, è stato segnalato alla XXXI edizione del Premio Calvino, «per il notevole talento linguistico e per l’acuta intelligenza con cui si tratteggia un disilluso quadro dell’odierna istruzione di massa e, sotto traccia, della società italiana nel suo insieme».

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Esce oggi per la Casa Editrice Mesogea di Messina
l’opera prima di Davide Ruffini, il romanzo
Tutti assenti. Un anno di scuola in campagna.

Due libri

Lucetta Frisa
CRONACHE DI ESTINZIONI
(puntoacapo, 2020)

Dalla prefazione di Elio Grasso:
[…] La rapida progressione dei furori, epidermicamente inoculati nella mente dell’autrice da intrighi mondani e fatue opulenze sparse nel mondo, giunge all’invocazione di città dal triste destino, di vulcani estinti e attivi, che sembrano precipitare in mare, così come le antiche profezie. Il primato della denuncia quasi mai è giustificato dalla vera poesia, ma qui l’aria sentita è tesa, odora di concretezza fino al midollo perché l’esperienza sparsa a piene mani nel libro è un fatto radicale, inestinguibile e curato come un pane all’alba. La visione non scende mai sotto l’orizzonte, tutto è regolato perché l’esposizione sia al tuning massimo di onde portanti parola chiara e liscia […]

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“Accoglimento” di Nanni Cagnone

Mi fa molto piacere annunciare l’imminente uscita di un’altra opera in poesia di Nanni Cagnone: si chiama Accoglimento e sarà pubblicata dalla Finestra Editrice di Marco Albertazzi  nella  Collana Contemporaneamente.

Unico vanto, aver resistito lungamente a me stesso. Nel disadorno ovunque e nel fulgore che raramente, ne l’affamato strepito del giorno e notturno scivolare, io con quel lui ch’ognor m’impiglia.
Ogniqualvolta mi trovo a citare parole sue, devo convenire che il me che parla dorme cammina non è colui che scrive, e scrivendo sfugge agli scricchiolii del palcoscenico quotidiano. Siamo in due, e incerti i legami: storico io, metastorico lui. Miei i fastidi le fatiche i malanni, suo l’arrovellar parole. Benché spesso inquieta o rissosa, tale residenza lo pone altrove, in salvo dalle cattive notizie, dalla ripetizione e dai minimi orrori a cui la normalità non può sfuggire. Non so pensare in quel suo modo estraneo. Ha forma diversa la sua necessità.
Non sto alludendo a una scissione dell’Io, né all’esistenza d’un sosia, spettro o alterego che sia ispirato o eletto. Sto dicendo che la prima persona, quella che non scrive, deve scomparire, e la storicità farsi da parte.
Dubito che lui sia un soggetto. In certo modo, sembra dipendere. In pratica, io posso parlare di lui, ma lui non può far altrettanto. Non sa cosa stia scrivendo, e ancor meno qual senso possa avere ciò che scrive. Secondo me, ogni volta non sa piú quel che credeva di sapere, e altro non impara. Quando fa ritorno, quando si ricongiunge, devo affrontare una perdita. La banalità di tale condizione sembra insuperabile.
Ero stato piú chiaro – o meno noioso – molti anni fa: «La poesia è un’opera estranea, cosa che il sonno insegnerebbe al risveglio».

“Interscambi” di Giuseppe Zuccarino

Esce, presso Mimesis Edizioni, Interscambi di Giuseppe Zuccarino.
Con il rigore metodologico e argomentativo che lo contraddistingue, con la sua scrittura limpida e articolata, con la copiosa e precisa documentazione, questo libro si aggiunge agli altri di una lunga serie che fanno dello studioso ligure una presenza di altissimo profilo nella cultura europea dei nostri anni.
Giuseppe Zuccarino continua a scandagliare gli autori, i filosofi e gli artisti da lui più amati, prosegue nell’esplorare universi contigui e, spesso, intersecantisi, propone rotte di avvicinamento a filosofia, letteratura e pittura d’indiscutibile interesse e modernità, là dove per moderna intendo qui la scelta di superare i confini tra i diversi ambiti del sapere e dell’arte e, si badi, la forma del saggio accoglie un’attenzione nei confronti di libri e di opere davvero poetica, perché, al di là dell’oggettività scientifica dello studioso e con essa compresente, si avverte lo slancio del lettore e dello scrittore Zuccarino, dell’appassionato cultore di scritture e di opere capaci di nutrirsi a vicenda e di nutrire chi, leggendo e studiando, non può fare a meno di scriverne mettendo in atto una creatività niente affatto seconda a quella che dà vita a testi d’invenzione diciamo pura.

Emilio Vedova a Venezia

Oltre, acquaforte, 1987

E M I L I O V E D O V A
Più nero del bianco

opera grafica

dal 16 novembre al 14 dicembre 2019

Perché decido incisione, o litografia, o vetro, non per un qualunquismo di scelta – potrei dire, dell’incisione, per l’aspro della puntasecca… ma poi non è vero, i neri i grigi i nerifondi, così diversi da quelli della litho, ma che mi interessano per altro appuntamento…

Emilio Vedova

La Galerie Bordas è lieta di presentare una selezione di opere grafiche di Emilio Vedova in occasione del centenario della sua nascita, artista che la galleria ha avuto modo di presentare in una mostra a lui dedicata nel 2011.
La mostra sarà l’occasione di rileggere l’attività artistica di Vedova attraverso un’ampia selezione di grafiche (incisioni, litografie), i libri d’artista come Presenze (1960), Drei Welten (1964), Diario 1/3 del 1972, Gli Angeli di Vedova del 2003 e i cataloghi delle mostre personali dell’artista.

Mostra a cura di Hervé Bordas e Domenico Brancale.

G A L E R I E B O R D A S

Grafica originale – Libri illustrati
Documenti di arte moderna

San Marco 1994/B – 30124 Venezia
(vicino al Teatro La Fenice)
tel. (+39) 041 5224812
http://www.galerie-bordas.com

martedì – sabato 11-13 / 16-19

 

Su “Tirrenide” di Maria Grazia Insinga

Che Tirrenide di Maria Grazia Insinga sia l’opera risultata vincitrice della sezione “opera inedita” del Premio Lorenzo Montano 2019 conferma l’originalità e la qualità della scrittura dell’autrice siciliana; probabilmente più di un lettore storcerà il naso pensando (non a torto, devo ammettere) che i premi letterari non siano né debbano essere misura attendibile e legittima per accertare i valori reali di un libro, ma penso che il Premio Montano possa essere annoverato tra i pochissimi premi di poesia degni d’attenzione e di credibilità e aggiungo che si tratta per me di un’ottima occasione per parlare qui di una raccolta che ho avuto da tempo il privilegio di leggere in privato; questo significa che non ne riporterò alcun testo perché rispetto il fatto che l’opera sarà editata proprio nell’ambito del Premio Montano e perché desidero incuriosire i lettori che, mi auguro numerosi, vorranno acquistare il libro – comunque un manipolo d’inediti da Tirrenide è stato già pubblicato qui, sulla Dimora del Tempo sospeso, nel “quaderno” della Foce e della Sorgente materiato di testi di Maria Grazia Insinga e altri saranno disponibili a breve, sempre in questo spazio, quando Francesco Marotta e io avremo pubblicato una raccolta di testi di poeti siciliani tra i quali, appunto, inediti da Tirrenide. Continua a leggere Su “Tirrenide” di Maria Grazia Insinga

Ain Kaalep …in un soffio fra gli aceri…

Ain Kaalep
…in un soffio fra gli aceri…
Poesie scelte (1945-1999)
Lietocolle 2019

Traduzione dall’estone di Mailis Põld, introduzione e cura di Paolo Ottaviani

 

Sünnipäev

Kui ma sain seitsmeteistkümneaastaseks,
olin ma millegipärast üksi kodus.

Lõppev kevad lilletas akna taga aasu.
Kaugetel tandritel surid inimesed.

Lülitasin raadio sisse ja kuulasin.
Kaugetest saatjatest kõneldi kõiksugust.

Äsjane koolipoiss, nii väga minu nägu,
kuulas sajapäise sõja salasõnu.

Jõed ja järved olid vait, metsad ägasid tasa.
Mesilased sõelusid filosoofilisi õisi pidi.

Hirm, lootus ja klaasine taipamatus
krigisesid seitsmeteistaastase ajukurdudes.

Tallinnast saadeti sümfoonilist muusikat.
Sattusin kuulama Beethoveni viiulikontserti.

Praegu ei oska ma kirjeldada seda kuulamist.
Põlevates linnades surid inimesed.

“Kuulasin Beethovenit,” kirjutasin sõbratarile.
“Kuulasin Beethovenit Tallinna raadiost.”

Vanem ja targem oli minust see sõbratar,
kellele ma kirjutasin kevade lõppedes.

“Mul oli sünnipäev,” kirjutasin sõbratarile.
Koonduslaagrites surid inimesed.

Ilus oli see sõbratar ja tundis muusikat
paremini minust, seitsmeteistaastasest. Continua a leggere Ain Kaalep …in un soffio fra gli aceri…

L’opera-mondo di Yves Bergeret

“E’ un’opera che non ha eguali nel panorama della letteratura europea, non solo odierna, che abbatte generi e strutture retorico-stilistiche codificate, che mette in discussione, e supera, finanche le coordinate rassicuranti e razionalizzanti della stessa lingua in cui è scritta, proponendo un “corpo-segnico-vivente” che è, contemporaneamente, poesia, arte, creazione, prosa, racconto, pensiero, antropologia poetica, riflessione etnologica, senza mai risolversi in nessuna di queste categorie.” (fm)

Il libro può essere ordinato direttamente sul sito di Algra Editore.

Il tratto che nomina

Nei luoghi che videro spuntare la prima alba dell’uomo, le radici di una futura “civiltà della parola”: un mondo senza barriere, di legami fraterni, di uomini liberi dalle logiche dell’asservimento e del dominio, dal feticismo della merce e del possesso.

(Yves Bergeret, Il tratto che nomina,
di imminente pubblicazione presso Edizioni Algra di Alfio Grasso)

Memorandum

La Dimora del Tempo Sospeso non è una vetrina di novità editoriali o una raccolta indifferenziata di inediti quali-che-siano, un sito al quale ci si rivolge per completare il giro di presentazioni della propria mercanzia su tutti i blog e i social (compresi i blog e i social marchetta) della rete. E’ uno spazio che ha sempre tentato di distinguersi per la ricerca e la valorizzazione di scritture di qualità (chiaramente quella che noi riteniamo tale) e di autori fuori dal coro della produzione in serie di frattaglie omologate, in versi e in prosa, che sono ormai il tessuto connettivo profondo dell’attuale panorama letterario, o presunto tale. In buona sostanza, ha una sua linea culturale e politica rigorosa, partigiana, si spera anche urticante, alla quale intende rimanere fedele.
Dal mese di aprile, quindi, si ritorna all’antico (cfr. qui): pubblicheremo solo testi su invito: il che significa, molto semplicemente, che cestineremo senza nemmeno leggerlo qualsiasi contributo ci arrivasse per vie diverse da una nostra esplicita richiesta (alla quale, beninteso, si può sempre opporre un rifiuto).