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Waiting for the party, 2

ORO PRO NOBIS

CHE S’HA DA FA’ PE’ CAMPA’!

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Waiting for the party

Nella sua storia lunga ormai ben 10 anni, La Dimora del tempo sospeso ha pubblicato più di 3.000 articoli di critica, racconti, poesia, traduzione di inediti e saggistica, con quasi 30.000 commenti dei lettori, spesso in appassionate e agguerrite discussioni. La Redazione, composta attualmente da 250 membri, vivendo in uno spazio virtuale fra Marcallo con Casone e Pollena Trocchia, quest’anno sente il bisogno, e non si capisce bene perché, di organizzare un evento festa-convegno, per calarsi nella realtà, guardarsi in faccia, sentire le voci (di dentro e di fuori), suscitare dibattiti ed esteriorizzazioni dal vivo, senza escludere scazzottate e lancio di oggettistica e cibarie varie e/o avariate. Per l’occasione ha scelto la moderna cornice di Casa Vostra, che domenica 24 e lunedì 25 dicembre 2017 aprirà le sue stanze (sgabuzzini, solai e cantine compresi) con grande disponibilità a parenti e amici, soprattutto quelli coi quali avete dei conti in sospeso. La scaletta dell’evento, UNA RETE DI SCORIE – SCORIE RACCOLTE IN RETE, la deciderete voi, soppesando con attenzione il numero degli invitati e la quantità di posate (soprattutto coltelli) che avete in casa. Dei numerosi redattori non parteciperà NESSUNO, ma solo perché in quei giorni sono tutti impegnati in un pellegrinaggio devozionale a Quarto Oggiaro già programmato da tempo. La meta è la chiesa dove fu ordinato scrittore il beato Giovanni da Morettino, con l’adiacente parco pubblico che l’amministrazione metropolitana ha voluto meritoriamente dedicargli. Mandateci dunque i vostri resoconti della due giorni (anche in video) e teneteci aggiornati sugli eventi, in particolare sul numero dei feriti, dei contusi e dei confusi.

Trailer Without Spoiler, 7

Tasso

«recuerda, chico: si quieres ser un escritor en tu vida,
tienes que seguir los pasos del tejón»

«Queste parole di colore oscuro
vid’ ïo scritte nel corpo d’una mail
che m’ inviò l’anonimo Ramingo.»

«Se il senso lor t’è duro, tira dritto:
quivi convien la gente ben ferrata
che padroneggia il ben de l’intelletto.»

Una Repubblica nomade

mosaici di piazza armerina


REPUBBLICA NOMADE

“Fanno idealmente parte di questa potenziale repubblica nomade i migranti, coloro che sono disperati e che cercano un loro cammino nello spazio buio della vita, quelli che attraversano il mondo con gli occhi spalancati o con gli occhi chiusi, i sognatori, i traslocatori, quelli cui stanno stretti la vita che abbiamo di fronte e i suoi artificiali confini, quelli che non ne possono più di essere perennemente indignati e incazzati oppure disincantati, quelli che non si sono fatti distruggere dal contagio dell’odio e del cinismo dominanti, quelli che sognano una diversa società ma anche gli antisociali, gli irregolari, gli umiliati e offesi, i terremotati e i terremotanti, i fragili, gli indistruttibili, gli illusi, gli incantati, gli inappagati…”
(Antonio Moresco)

Repubblica Nomade, 2014