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“Interscambi” di Giuseppe Zuccarino

Esce, presso Mimesis Edizioni, Interscambi di Giuseppe Zuccarino.
Con il rigore metodologico e argomentativo che lo contraddistingue, con la sua scrittura limpida e articolata, con la copiosa e precisa documentazione, questo libro si aggiunge agli altri di una lunga serie che fanno dello studioso ligure una presenza di altissimo profilo nella cultura europea dei nostri anni.
Giuseppe Zuccarino continua a scandagliare gli autori, i filosofi e gli artisti da lui più amati, prosegue nell’esplorare universi contigui e, spesso, intersecantisi, propone rotte di avvicinamento a filosofia, letteratura e pittura d’indiscutibile interesse e modernità, là dove per moderna intendo qui la scelta di superare i confini tra i diversi ambiti del sapere e dell’arte e, si badi, la forma del saggio accoglie un’attenzione nei confronti di libri e di opere davvero poetica, perché, al di là dell’oggettività scientifica dello studioso e con essa compresente, si avverte lo slancio del lettore e dello scrittore Zuccarino, dell’appassionato cultore di scritture e di opere capaci di nutrirsi a vicenda e di nutrire chi, leggendo e studiando, non può fare a meno di scriverne mettendo in atto una creatività niente affatto seconda a quella che dà vita a testi d’invenzione diciamo pura.

Emilio Vedova a Venezia

Oltre, acquaforte, 1987

E M I L I O V E D O V A
Più nero del bianco

opera grafica

dal 16 novembre al 14 dicembre 2019

Perché decido incisione, o litografia, o vetro, non per un qualunquismo di scelta – potrei dire, dell’incisione, per l’aspro della puntasecca… ma poi non è vero, i neri i grigi i nerifondi, così diversi da quelli della litho, ma che mi interessano per altro appuntamento…

Emilio Vedova

La Galerie Bordas è lieta di presentare una selezione di opere grafiche di Emilio Vedova in occasione del centenario della sua nascita, artista che la galleria ha avuto modo di presentare in una mostra a lui dedicata nel 2011.
La mostra sarà l’occasione di rileggere l’attività artistica di Vedova attraverso un’ampia selezione di grafiche (incisioni, litografie), i libri d’artista come Presenze (1960), Drei Welten (1964), Diario 1/3 del 1972, Gli Angeli di Vedova del 2003 e i cataloghi delle mostre personali dell’artista.

Mostra a cura di Hervé Bordas e Domenico Brancale.

G A L E R I E B O R D A S

Grafica originale – Libri illustrati
Documenti di arte moderna

San Marco 1994/B – 30124 Venezia
(vicino al Teatro La Fenice)
tel. (+39) 041 5224812
http://www.galerie-bordas.com

martedì – sabato 11-13 / 16-19

 

Su “Tirrenide” di Maria Grazia Insinga

Che Tirrenide di Maria Grazia Insinga sia l’opera risultata vincitrice della sezione “opera inedita” del Premio Lorenzo Montano 2019 conferma l’originalità e la qualità della scrittura dell’autrice siciliana; probabilmente più di un lettore storcerà il naso pensando (non a torto, devo ammettere) che i premi letterari non siano né debbano essere misura attendibile e legittima per accertare i valori reali di un libro, ma penso che il Premio Montano possa essere annoverato tra i pochissimi premi di poesia degni d’attenzione e di credibilità e aggiungo che si tratta per me di un’ottima occasione per parlare qui di una raccolta che ho avuto da tempo il privilegio di leggere in privato; questo significa che non ne riporterò alcun testo perché rispetto il fatto che l’opera sarà editata proprio nell’ambito del Premio Montano e perché desidero incuriosire i lettori che, mi auguro numerosi, vorranno acquistare il libro – comunque un manipolo d’inediti da Tirrenide è stato già pubblicato qui, sulla Dimora del Tempo sospeso, nel “quaderno” della Foce e della Sorgente materiato di testi di Maria Grazia Insinga e altri saranno disponibili a breve, sempre in questo spazio, quando Francesco Marotta e io avremo pubblicato una raccolta di testi di poeti siciliani tra i quali, appunto, inediti da Tirrenide. Continua a leggere Su “Tirrenide” di Maria Grazia Insinga

Ain Kaalep …in un soffio fra gli aceri…

Ain Kaalep
…in un soffio fra gli aceri…
Poesie scelte (1945-1999)
Lietocolle 2019

Traduzione dall’estone di Mailis Põld, introduzione e cura di Paolo Ottaviani

 

Sünnipäev

Kui ma sain seitsmeteistkümneaastaseks,
olin ma millegipärast üksi kodus.

Lõppev kevad lilletas akna taga aasu.
Kaugetel tandritel surid inimesed.

Lülitasin raadio sisse ja kuulasin.
Kaugetest saatjatest kõneldi kõiksugust.

Äsjane koolipoiss, nii väga minu nägu,
kuulas sajapäise sõja salasõnu.

Jõed ja järved olid vait, metsad ägasid tasa.
Mesilased sõelusid filosoofilisi õisi pidi.

Hirm, lootus ja klaasine taipamatus
krigisesid seitsmeteistaastase ajukurdudes.

Tallinnast saadeti sümfoonilist muusikat.
Sattusin kuulama Beethoveni viiulikontserti.

Praegu ei oska ma kirjeldada seda kuulamist.
Põlevates linnades surid inimesed.

“Kuulasin Beethovenit,” kirjutasin sõbratarile.
“Kuulasin Beethovenit Tallinna raadiost.”

Vanem ja targem oli minust see sõbratar,
kellele ma kirjutasin kevade lõppedes.

“Mul oli sünnipäev,” kirjutasin sõbratarile.
Koonduslaagrites surid inimesed.

Ilus oli see sõbratar ja tundis muusikat
paremini minust, seitsmeteistaastasest. Continua a leggere Ain Kaalep …in un soffio fra gli aceri…

L’opera-mondo di Yves Bergeret

“E’ un’opera che non ha eguali nel panorama della letteratura europea, non solo odierna, che abbatte generi e strutture retorico-stilistiche codificate, che mette in discussione, e supera, finanche le coordinate rassicuranti e razionalizzanti della stessa lingua in cui è scritta, proponendo un “corpo-segnico-vivente” che è, contemporaneamente, poesia, arte, creazione, prosa, racconto, pensiero, antropologia poetica, riflessione etnologica, senza mai risolversi in nessuna di queste categorie.” (fm)

Il libro può essere ordinato direttamente sul sito di Algra Editore.

Il tratto che nomina

Nei luoghi che videro spuntare la prima alba dell’uomo, le radici di una futura “civiltà della parola”: un mondo senza barriere, di legami fraterni, di uomini liberi dalle logiche dell’asservimento e del dominio, dal feticismo della merce e del possesso.

(Yves Bergeret, Il tratto che nomina,
di imminente pubblicazione presso Edizioni Algra di Alfio Grasso)

Memorandum

La Dimora del Tempo Sospeso non è una vetrina di novità editoriali o una raccolta indifferenziata di inediti quali-che-siano, un sito al quale ci si rivolge per completare il giro di presentazioni della propria mercanzia su tutti i blog e i social (compresi i blog e i social marchetta) della rete. E’ uno spazio che ha sempre tentato di distinguersi per la ricerca e la valorizzazione di scritture di qualità (chiaramente quella che noi riteniamo tale) e di autori fuori dal coro della produzione in serie di frattaglie omologate, in versi e in prosa, che sono ormai il tessuto connettivo profondo dell’attuale panorama letterario, o presunto tale. In buona sostanza, ha una sua linea culturale e politica rigorosa, partigiana, si spera anche urticante, alla quale intende rimanere fedele.
Dal mese di aprile, quindi, si ritorna all’antico (cfr. qui): pubblicheremo solo testi su invito: il che significa, molto semplicemente, che cestineremo senza nemmeno leggerlo qualsiasi contributo ci arrivasse per vie diverse da una nostra esplicita richiesta (alla quale, beninteso, si può sempre opporre un rifiuto).

Waiting for the party

Nella sua storia lunga ormai ben 10 anni, La Dimora del tempo sospeso ha pubblicato più di 3.000 articoli di critica, racconti, poesia, traduzione di inediti e saggistica, con quasi 30.000 commenti dei lettori, spesso in appassionate e agguerrite discussioni. La Redazione, composta attualmente da 250 membri, vivendo in uno spazio virtuale fra Marcallo con Casone e Pollena Trocchia, quest’anno sente il bisogno, e non si capisce bene perché, di organizzare un evento festa-convegno, per calarsi nella realtà, guardarsi in faccia, sentire le voci (di dentro e di fuori), suscitare dibattiti ed esteriorizzazioni dal vivo, senza escludere scazzottate e lancio di oggettistica e cibarie varie e/o avariate. Per l’occasione ha scelto la moderna cornice di Casa Vostra, che domenica 24 e lunedì 25 dicembre 2017 aprirà le sue stanze (sgabuzzini, solai e cantine compresi) con grande disponibilità a parenti e amici, soprattutto quelli coi quali avete dei conti in sospeso. La scaletta dell’evento, UNA RETE DI SCORIE – SCORIE RACCOLTE IN RETE, la deciderete voi, soppesando con attenzione il numero degli invitati e la quantità di posate (soprattutto coltelli) che avete in casa. Dei numerosi redattori non parteciperà NESSUNO, ma solo perché in quei giorni sono tutti impegnati in un pellegrinaggio devozionale a Quarto Oggiaro già programmato da tempo. La meta è la chiesa dove fu ordinato scrittore il beato Giovanni da Morettino, con l’adiacente parco pubblico che l’amministrazione metropolitana ha voluto meritoriamente dedicargli. Mandateci dunque i vostri resoconti della due giorni (anche in video) e teneteci aggiornati sugli eventi, in particolare sul numero dei feriti, dei contusi e dei confusi.